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Scioperi: 5 manifestazioni Cgil e Uil nelle Marche l'11 aprile

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 20:33:54 di Maurizio Barra

Oltre 40 incidenti sul lavoro al
giorno dove i più penalizzati sono giovani e precari in un
mercato del lavoro che vede meno del 10% dei contratti attivati
nell’ultimo anno a tempo indeterminato. Una situazione
preoccupante, quella marchigiana, ma che ci accomuna alle altre
regioni italiane e che, in assenza di risposte da parte del
Governo nazionale, ha portato Cgil e Uil a dichiarare quattro
ore di sciopero generale.

   
Nelle Marche sono previste 5 manifestazioni nei capoluoghi di
provincia in occasione dello sciopero generale dell’11 aprile,
promosso da Cgil e Uil, di 8 ore per edilizia, legno, laterizi e
lapidei e 4 ore per tutti gli altri settori privati. Le
manifestazioni saranno
ad Ancona, dalle 10, con corteo da piazza della Repubblica a
piazza del Plebiscito;
a Pesaro, dalle 10.30, in piazza del Popolo; a Macerata, dalle
9.30, in piazza della Libertà; a Fermo, dalle 9, in corso
Cavour; ad Ascoli Piceno, dalle 10, in piazza Arringo.

   
Lo sciopero generale, informa una nota dei sindacati, è per
chiedere “maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, salari e
pensioni dignitosi e una riforma fiscale all’insegna dell’equità
e della giustizia”. “Si sciopera perché, ancora oggi, non c’è un
tavolo di confronto a livello nazionale e regionale – spiega
Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche -. Le
proposte del ministro Calderone, oltre al fatto che non state
condivise dai sindacati, non vanno nella direzione da noi
auspicata. È tempo di agire con investimenti, a partire dalle
assunzioni di migliaia di ispettori”.

   
“Da oltre due anni – osserva la segretaria generale della Uil
Marche Claudia Mazzucchelli – abbiamo lanciato la campagna ‘Zero
Morti sul Lavoro’ per denunciare gli inaccettabili bollettini di
guerra che siamo costretti a subire ogni giorno. Lo scorso anno
nella nostra regione si sono verificati circa 17mila infortuni,
quasi 2 ogni ora. Sono morte 28 persone. Non è degno di un Paese
civile l’andare al lavoro e non sapere se si riuscirà a tornare
a casa ed è per questo che chiediamo lotta alla precarietà,
formazione continua per tutti, controlli intensificati e che si
rivedano le norme del pacchetto sicurezza perché così come è
stato presentato dal Governo, con il modello della patente a
crediti, non garantiscono affatto una reale tutela delle
lavoratrici e dei lavoratori”.

   

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