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Usa, l'entourage di Trump smentisce: "Nessun piano per la pace in Ucraina"

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Ultimo aggiornamento 8 Aprile, 2024, 20:56:26 di Maurizio Barra









Il consigliere per la campagna elettorale Jason Miller bolla la notizia del Washington Post come “completamente falsa”. La proposta del tycoon sarebbe quella di convincere Zelensky a consegnare Crimea e Donbass alla Russia




Usa, l'entourage di Trump smentisce:

Tgcom24




La notizia riportata dal Washington Post

 In più occasioni Trump aveva sostenuto di poter risolvere la guerra “entro 24”, se fosse stato al potere prima dell’invasione russa. Secondo quanto riportato dal Washington Post, l’idea del tycoon sarebbe quella di fare pressioni su Kiev affinché conceda al Cremlino alcuni territori. Il giorno prima il quotidiano, riferendosi ad anonimi interlocutori di Trump, aveva scritto che l’ex presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato in conversazioni private che sarebbe riuscito a porre fine alla guerra in Ucraina costringendo l’Ucraina a cedere alcuni territori. La proposta sarebbe quella di “spingere” l’Ucraina a consegnare la Crimea e il Donbass alla Russia. Secondo lui gli abitanti di alcune regioni dell’Ucraina accetterebbero di diventare parte della Federazione Russa. Un simile approccio, che sarebbe stato già discusso dall’ex presidente in meeting riservati con i propri consiglieri, rappresenterebbe un’inversione di marcia rispetto alla linea seguita finora all’amministrazione del presidente Joe Biden che ha sempre spinto per la riduzione dell’aggressione russa anche in virtù della fornitura di aiuti militari a Kiev.

Limitare l’espansione della Nato

 “Ho passato il 100% del mio tempo a parlare con Trump dell’Ucraina”, ha detto al Post il senatore Lindsey Graham, un tempo critico di Trump diventato alleato. “Deve pagare un prezzo. Alla fine non potrà vincere”, ha aggiunto Graham, parlando di Putin. Nell’inchiesta del quotidiano viene sottolineata anche, da parte degli esperti di politica estera vicini al tycoon, “la necessità di affrontare le minacce agli interessi statunitensi da parte della Cina e di cercare modi per invertire la crescente dipendenza della Russia dalla Cina per l’assistenza militare, industriale ed economica” e si sostiene anche “la limitazione dell’espansione della Nato”.




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