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Ex sindaco muore cercando di scappare dalla Rsa: «E' omicidio colposo: condannate i medici»

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Aprile, 2024, 09:29:04 di Maurizio Barra

Voleva scappare dalla casa di riposo in cui era ospitato ma è precipitato per colpa della corda di lenzuola che si era costruito e non ha retto al suo peso. Era il 27 gennaio 2021 e Sergio Calabresi, ex sindaco di Gravere, moriva in questo modo assurdo a 83 anni. E ora cinque fra sanitari e manager della Rsa rischiano una condanna per omicidio colposo: nella requisitoria di ieri pomeriggio il pubblico ministero Rossella Salvati ha chiesto una pena a un anno e quattro mesi per un imputato e altre quattro condanne a un anno. In attesa della sentenza da parte del giudice, i legali degli accusati hanno tutti chiesto l’assoluzione.

La fuga col lenzuolo

Calabresi aveva indossato la fascia tricolore a Gravere fra il 2006 e il 2016. Poi è stato colpito dal morbo di Alzheimer ed è stato ricoverato alla casa di riposo San Giacomo di Susa, dov’è avvenuto il tragico incidente.

Era passata da poco l’ora di pranzo quando Calabresi ha legato fra loro tre lenzuoli e ha cercato di calarsi dalla finestra del bagno al quarto piano. Un tentativo di “evasione” per tornare a casa, probabilmente: quando la corda ha ceduto, l’anziano è precipitato da quasi dieci metri e purtroppo ogni tentativo di soccorrerlo si è rivelato vano. I medici del 118 hanno provato a lungo a rianimarlo ma per lui non c’è stato nulla da fare.
Sono poi intervenuti i carabinieri della Compagnia di Susa che hanno accertato la dinamica e inviato la loro relazione in procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

«Dovevano vigilare»

La pm Salvati ha indagato a lungo, poi ha chiuso l’inchiesta chiedendo il rinvio a giudizio di cinque persone fra medici e dirigenti: si tratta di figure apicali e sanitarie della casa di riposo di Susa che, secondo l’accusa, non avrebbero vigilato a sufficienza sull’anziano. Per questo motivo, a fine marzo 2023, il giudice Giulio Corato ha disposto il giudizio ordinario. Ora il processo, aperto lo scorso luglio, si trova alle battute finali: nella prossima udienza è prevista la sentenza a carico dei cinque imputati.

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