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Def, la crescita migliora nonostante il quadro globale

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 17:18:03 di Maurizio Barra

    “In avvio d’anno le prospettive economiche sembrano essersi orientate verso una fase di graduale rafforzamento della crescita, malgrado l’incertezza derivante da un contesto geopolitico in continua evoluzione”.

   Lo si legge nel Documento di economia e finanza. “In un quadro di aumentata resilienza del sistema economico italiano, il rientro dell’inflazione e l’allentamento della politica monetaria dovrebbero supportare un incremento della domanda”. 

   
   

Il debito in linea con il Nadef, in moderata crescita fino al 139,8% del 2026

    Il rapporto debito/Pil “in moderata crescita fino al 2026”, quando raggiungerebbe il 139,8%, è “sostanzialmente in linea con quanto previsto nella Nadef 2023”. Su di esso incidono pesantemente “le minori entrate legate alle ingenti compensazioni d’imposta previste per via dei vari incentivi fiscali introdotti
negli ultimi anni” che, aggravando il fabbisogno di cassa, peggiorano il profilo del debito. Lo si legge nel Documento di economia e finanza. 

La revisione della crescita del Pil al di sotto della Nadef è prudenziale

   In quanto alle stime di crescita, il  l Documento di economia e finanza sottolinea che “la previsione tendenziale di crescita del Pil in termini reali per il 2024 si attesta all’1%. La marginale revisione al ribasso rispetto allo scenario programmatico della Nadef (1,2%) è legata ad una scelta prudenziale, dato l’incerto contesto internazionale”. 

Priorità al rifinanziamento del taglio del cuneo

     Il Def riporta una stima delle cosiddette “politiche invariate per il prossimo triennio, all’interno delle quali sarà data priorità al rifinanziamento del taglio del cuneo fiscale sul lavoro”. Lo si legge nel Documento trasmesso alle Camere.

   “Nell’immediato, il Governo intende continuare nell’adozione di misure volte a intervenire sul profilo del deficit, migliorandolo ulteriormente anche attraverso una revisione della disciplina dei crediti d’imposta al fine di ricondurlo al di sotto del 3 per cento del Pil entro il 2026, come previsto nella Nadef.

   Tali azioni saranno rivolte a migliorare non solo i saldi di competenza, ma anche quelli di cassa, abbassando così il profilo del rapporto debito/Pil già nel breve periodo”, prosegue il testo.

Con 100 punti in più sul Btp, -0,5% crescita 2025-27

   Uno scenario in cui il tasso del Btp decennale fosse di 100 punti base superiore rispetto a quanto indicato nel Def vedrebbe cancellarsi circa mezzo punto di crescita percentuale fra il 2025 e il 2027. E’ uno degli scenari avversi all’interno di un’analisi dei rischi del Def, nell’ipotesi di una stretta creditizia all’economia legata all’aumento dei tassi dei Btp.

   L’impatto si fermerebbe a -0,1% sul Pil 2024, salirebbe a -0,4% sul 2025 e a -0,5% sul 2026 e 2027. Gli altri scenari di rischio presi in considerazione
riguardano una stretta al commercio globale, i prezzi delle materie prime e il tasso di cambio.

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