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Inzaghi con il joystick: il triennio che lo avvicina ai grandi dell'Inter

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 10:36:10 di Maurizio Barra

Se l’Inter, come ha scritto ieri su instagram Marcus Thuram, è «un po’ più vicina alle stelle», molto del merito va dato a chi da tre anni è al comando della nave, vale a dire Simone Inzaghi. Il quale (proprio come la sua squadra), ha tratto linfa dalla cavalcata di una stagione fa in Champions, chiusa con la finale persa ma giocata alla pari contro il Manchester City. Oggi Inzaghi ha raggiunto un altro “status” rispetto all’allenatore che, nella prima stagione e mezza all’Inter, aveva sì vinto Supercoppa e Coppa Italia, ma aveva perso uno scudetto anche per scelte molto criticate nella gestione delle partite e mostrato sempre lo stesso difetto, calando vistosamente per 6/7 partite dopo la pausa invernale. L’Inzaghi di oggi ha trovato continuità e omogeneità di rendimento, manovra la sua squadra con il joystick, fa vedere soluzioni tattiche che ricordano quanto fa Pep Guardiola a Manchester (l’utilizzo dei difensori centrali come centrocampisti aggiunti e Dimarco che, partendo da sinistra, svaria su tutto il fronte d’attacco per far perdere riferimenti agli avversari) e, lunedì a Udine, ha mostrato quell’irrazionale genialità mista a follia che aveva il primo Mourinho, quello vero, non la copia sbiadita dell’originale vista a Roma.