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Mafia e droga a Catania, sgominata piazza spaccio legata a clan

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 00:08:50 di Maurizio Barra



Sono 31 le persone destinatarie
del provvedimento restrittivo emesso dal gip di Catania su
richiesta della locale Dda nell’ambito dell’operazione antidroga
‘Terzo capitolo’ su indagini della Squadra mobile della Questura
etnea ed eseguito dalla Polizia. Nei confronti di 23 indagati è
stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per
sette un doppio obbligo, di dimora e di presentazione alla
polizia giudiziaria, e per una persona la presentazione alla Pg.


   
L’indagine, supportata da intercettazioni telefoniche,
ambientali e telematiche e da videoregistrazioni, secondo la
Procura distrettuale di Catania, ha “consentito di acquisire
significativi elementi a carico di un sodalizio criminale dedito
al traffico e allo spaccio” di droga che “da anni gestirebbe una
grossa piazza di spaccio nel quartiere popolare di Librino,
storicamente presidiato anche da esponenti del clan mafioso
Arena”. Del sodalizio mafioso indagato, farebbero parte
Massimiliano Arena, di 41 anni, Marco Turchetti, 30, Rosario
Turchetti, di 57, Angelo Patanè, di 32, Carmelo Alessio Guerra,
di 32.


   
I responsabili della ‘piazza di spaccio, secondo la tesi
dell’accusa, sarebbero i due “Turchetti, che avrebbero agito
come ‘uomini di fiducia’ dell’Arena, attualmente detenuto”.


   
Nella loro zona, che attualmente è considerata “una delle
principali enclave di spaccio” di Catania, venivano “smerciati
giornalmente ingenti quantitativi di cocaina, crack, marijuana e
skunk tramite un articolato sistema di pusher, vedette, custodi
della sostanza stupefacente e responsabili della piazza”.


   
Dalle indagini della squadra mobile della Questura è emerso
che la sostanza stupefacente “sarebbe stata confezionata
all’interno dell’abitazione di Elisabetta Toscano, di 69 anni,
per poi essere ceduta, per lo più, all’interno dell’androne di
un palazzo ubicato nel rione Librino”. La cassa
dell’associazione, invece, contesta la Dda, “sarebbe stata
tenuta da Liliana Carbonaro, di 55 anni madre di Marco
Turchetti”.


   
Il principale canale di approvvigionamento di cocaina e
marijuana del gruppo sarebbe stata una delle articolazioni del
clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, storicamente dedito alla
gestione del traffico e spaccio di droghe, che sarebbe
attualmente capeggiata da Domenico Querulo, di 44 anni. Durante
le indagini dell’operazione ‘Terzo capitolo’, sono stati
complessivamente sequestrati 470 grammi di cocaina, 130 grammi
di crack e 3 chilogramma di marijuana.


   

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