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Patatine al posto dell'ostia per la Comunione, arriva lo stop alla pubblicità: "È blasfema"

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 03:45:25 di Maurizio Barra

Lo stop dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria

 Giovanni Baggio, presidente nazionale dell’associazione di telespettatori, definisce in una nota “penoso” il messaggio pubblicitario: “Il tentativo di risollevare un’azienda ricorrendo alla blasfemia”. Di qui la segnalazione dello spot all’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria “in quanto ‘contrario agli articoli 1 e 10, lealtà della comunicazione, convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona, del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale'”. Per l’Aiart “è la spia di una sensibilità sociale e indifferenza etica che non contraddistingue soltanto il comportamento di una azienda e di un pubblicitario. Ci si appella al politically correct e alla cancel culture, ma solo contro la religione cristiana (solo quella) ci si sente autorizzati a qualsiasi obbrobrio?”. “Lo spot è mancanza di rispetto e di creatività, oltre che spia dell’incapacità di fare marketing senza ricorrere a simboli che con il consumo e il croccante nulla hanno a che fare”: continua il presidente dell’Aiart. “L’offesa al sentimento religioso di qualunque confessione è la spia della mancanza di rispetto nei confronti degli utenti, della loro identità culturale e morale, della loro dignità di persona. Strappare, come fa il nuovo spot, un applauso a un pubblico compiacente con riferimenti blasfemi, è degradante per chi fa, o pretende di fare, pubblicità. Per la serie, ‘purché se ne parli’ “.

Il boicottaggio di una scuola cattolica

 I sacchetti di patatine del marchio sono anche scomparsi dal bar del Collegio Rotondi di Gorla Minore (Varese). “A volte servono anche questi piccoli gesti per dimostrare il nostro disappunto – ha scritto il sacerdote a capo della scuola varesina in un post in cui annuncia il ritiro delle patatine -. Una pubblicità creata in triplice versione, la cui più blasfema gira proprio sui social (che sono continuamente osservati dai nostri ragazzi), dove l’Eucarestia viene sostituita da una patatina, è inaccettabile e offensiva – ha continuato -. L’accettazione silenziosa e il non prendere posizione di fronte a tale pubblicità irrispettosa e blasfema sarebbe un grave errore educativo. Mi aspetto un urgente presa di posizione da parte delle autorità competenti”. 

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