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Presidente Tribunale Milano, 'manca risposta a strage del 2015'

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 00:17:24 di Maurizio Barra

“La risposta giudiziaria a quanto
avvenuto qua nove anni fa è stata insoddisfacente e noi stessi
ci rendiamo conto che non possiamo intervenire per l’assenza di
risorse quando vogliamo aumentare i presidi di sicurezza”. Sono
le parole usate dal presidente del Tribunale di Milano Fabio
Roia nel corso della commemorazione che si è tenuta nell’aula
della seconda sezione penale, dove esattamente nove anni fa
l’imprenditore Claudio Giardiello, a processo per bancarotta,
uccise a colpi di pistola l’avvocato e testimone Lorenzo Claris
Appiani, il coimputato Giorgio Erba e poi, nel suo ufficio, il
giudice Ferdinando Ciampi.

   
“La risposta giudiziaria è stata insoddisfacente, a parte la
condanna dell’autore materiale della strage, che poteva avere
anche più vittime (ci furono due feriti) per come era stata
programmata e per le falle nella sicurezza in un luogo che
ritenevamo sicuro”, ha spiegato ancora Roia in aula gremita,
alla presenza dei familiari delle vittime, dei vertici degli
uffici giudiziari milanesi e dell’avvocatura.

   
“Quando vogliamo aumentare i presidi in un palazzo
frequentato da 6-8 mila persone al giorno – ha aggiunto Roia –
ci sentiamo impotenti perché le risorse sono assicurate da un
organo terzo, il Ministero della Giustizia, che sta molto
distante e questa è la discrasia del sistema. Morire sul lavoro
e in un luogo che credevamo sicuro è inaccettabile”. Sul fronte
della sicurezza sotto processo era finito solo uno dei
vigilantes privati che erano all’ingresso quel giorno: assolto
in primo grado, condannato in secondo e morto per un malore
mentre era in attesa dell’appello bis, dopo la Cassazione.

   
Nel frattempo, la causa civile intentata a Brescia, contro il
Ministero, il Comune di Milano e la società privata di
vigilanza, dai genitori dell’avvocato, Aldo Claris Appiani e
Alberta Brambilla Pisoni, non è ancora arrivata a sentenza, dopo
che le udienze sono terminate da oltre un anno. “Tutti noi
parenti rimasti siamo superstiti del dolore”, ha detto nell’aula
dove il figlio venne ucciso, commossa, la madre di Lorenzo
Claris Appiani, parlando anche del disegno di legge che sta
promuovendo con la sua associazione per le vittime della
“incuria” dello Stato.

   

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