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Ragazza uccisa a La Salle, il sospettato era già a processo per abusi sulla vittima

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 22:51:26 di Maurizio Barra

Gli investigatori pensano di aver identificato la ragazza trovata morta venerdì scorso in una chiesetta diroccata sopra La Salle, in Valle d’Aosta. I carabinieri stanno infatti sentendo alcune persone, parenti di una giovane di cui non si hanno notizie da alcuni giorni. Manca ancora il riconoscimento ufficiale del corpo, ma i parenti hanno visionato una foto e confermato la corrispondenza.

Intanto si cerca in Francia il giovane che è stato visto assieme alla donna. Le ricerche sono concentrate nella zona di Grenoble. Sospettato di aver ucciso la ventiduenne (secondo i media francesi residente nella cittadina di Saint-Priest, nella cintura di Lione), il ragazzo è nato in Italia ed è di origini egiziane ma vive nella regione di Grenoble.

Il sospettato per l’omicidio della ragazza trovata morta nei boschi vicino ad Aosta è già a processo per atti di violenza sulla vittima. E’ quanto riportano i giornali francesi Le Dauphiné Libéré e Le Progrés. L’uomo, per queste accuse, dovrà comparire davanti al Tribunale correzionale di Grenoble tra poche settimane. Su di lui inoltre pende un mandato di cattura internazionale con l’accusa di omicidio, emesso dalla procura di Aosta, ma al momento non è ancora stato rintracciato dalla Gendarmerie. Le ricerche sono in corso a Grenoble.

La Procura di Aosta smentisce il presunto fermo in Francia

Il procuratore di Aosta, sentito dalla Stampa, smentisce categoricamente che ci siano già stati arresti e conferma che le indagini stanno proseguendo.

Le ricerche, anche a livello internazionale, erano scattate dopo il racconto di alcuni testimoni che avevano visto, pochi giorni prima del ritrovamento del cadavere, la vittima passeggiare più volte con il giovane.

A provocare il decesso della ragazza è stata una emorragia. Il dissanguamento è legato alle ferite trovate sul collo provocate da un coltello.

La morte potrebbe risalire al periodo tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile: difficile indicare con esattezza la data, le temperature relativamente basse di quei giorni hanno ben conservato il cadavere. Tutto ciò era emerso in seguito all’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Testi, che aveva poi consegnato una relazione preliminare parziale alla procura di Aosta.

Un testimone ritenuto attendibile dagli inquirenti aveva dichiarato: «Il 2 di aprile, quei due ragazzi erano qui davanti. Camminavano, erano a piedi. Lei: molto bella, ma sofferente, emaciata. Lui con i ricci neri e la carnagione olivastra. Erano vestiti come due dark, tutti di scuro. Come quei ragazzi che venerano la morte. Ho pensato: due vampiri. E ho pensato anche un’altra cosa, per cui adesso provo molta vergogna: lei era così pallida che sembrava un cadavere. Non riesco più a dormire sapendo quello che è successo».

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