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Toro, dentro o fuori: con la Juve è derby senza appello

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Ultimo aggiornamento 10 Aprile, 2024, 22:54:39 di Maurizio Barra

Allora non si sapeva, ma lo si poteva immaginare. La rincorsa del Torino all’Europa è cominciata in quei giorni tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, quando nel giro di ventiquattr’ore Alessandro Buongiorno disse no all’Atalanta e Duvan Zapata disse sì alla società granata. Due mosse che rinforzarono pesantemente la squadra di Ivan Juric, anche se non tutto poi è andato per il meglio, tra la fatica iniziale del tecnico nell’adattarsi a un sistema di gioco non congeniale alle sue idee (sulla quale ha fatto mea culpa con onestà), i tanti sbagli arbitrali che hanno penalizzato la classifica e i meno numerosi però comunque decisivi errori commessi sul campo, i cui ultimi esempi, sabato a Empoli, sono sotto gli occhi di tutti. A sette giornate dalla fine del campionato, il Toro ha ancora concrete speranze di agguantare un posto in Conference League, che, come sappiamo, può essere il settimo o l’ottavo a seconda di quale sarà la posizione dell’Italia nel ranking Uefa e di come si svilupperanno le ultime tre partite della Coppa Italia. In questo momento, i granata sono a quattro punti dal Napoli e a due dalla Lazio: per carità, l’Atalanta, sesta, è a più sei, un divario in teoria colmabile, ma realisticamente la volata in questo momento sembra avere come obiettivo la coppa inventata in tempi più recenti.