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Bari, Conte strappa ancora. M5s via dalla giunta regionale di Emiliano

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Ultimo aggiornamento 11 Aprile, 2024, 21:21:12 di Maurizio Barra

Giuseppe Conte strappa ancora. Per la seconda volta, nel giro di una settimana, l’ex premier torna a Bari indossando il mantello da paladino della moralità e annuncia l’uscita del Movimento 5 stelle dalla giunta regionale di Michele Emiliano e dalla maggioranza che la sostiene. Un passo per certi versi logico, dopo aver tuonato per giorni contro cacicchi, trasformismo e voti comprati.

Una mossa decisa già prima di prendere l’aereo per Bari: il confronto con i suoi quattro consiglieri regionali, tra cui l’assessora (a questo punto ex) Rosa Barone, è stato poco più di una formalità. Né risulta che Conte abbia informato Emiliano della sua scelta, prima di renderla pubblica, e tantomeno Elly Schlein. “Rinunciamo a tutte le deleghe”, precisa l’avvocato, quindi anche ai ruoli in Consiglio regionale.

La notizia, arrivata ieri sera, dell’arresto per corruzione dei fratelli Pisicchio, altri due uomini molto vicino al governatore (Alfonso è stato suo assessore prima al Comune di Bari e poi in Regione) ha solo rafforzato la decisione di rompere. «Stiamo leggendo pagine di politica, che sono anche di cronaca giudiziaria, che fanno tremare i polsi – ha detto Conte – Vogliamo dare una fortissima scossa, è il momento di fare pulizia e tabula rasa. Dobbiamo estirpare la cattiva politica». Toni che ricordano quelli dei 5 stelle delle origini, che urlavano contro la “casta” e volevano «aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno». Ma c’è una differenza, fanno notare dal quartier generale M5s: «Un tempo saremmo usciti dalla giunta e basta, oggi diamo un contributo fattivo per provare a cambiare le cose, presentando un protocollo e un patto per la legalità». Questa è la seconda mossa fatta da Conte, anticipata anche da La Stampa, con l’obiettivo di sfidare gli altri partiti, a cominciare dal Pd, per definire insieme impegni vincolanti per gli eletti e per i futuri candidati. Tutto da vedere il reale impatto di questa iniziativa, ma intanto è stata lanciata in pompa magna.

«Noi abbiamo sempre rifiutato le offerte dei capibastone e i finanziamenti non trasparenti, siamo impermeabili a questa cattiva politica», sottolinea il leader M5s, come a voler marcare una volta in più la propria superiorità morale. Uno dei tasti su cui batterà maggiormente nella campagna elettorale per le Europee.


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