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Ex sindaco di Anzio e quattro politici indagati per voto di scambio

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Ultimo aggiornamento 11 Aprile, 2024, 22:55:18 di Maurizio Barra

ROMA. Uno scambio politico-mafioso di voti portò all’elezione dell’ex sindaco di Anzio Candido De Angelis. Ne è convinta la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che ha iscritto l’ex primo cittadino e altri quattro ex componenti della sua giunta sul registro degli indagati. Secondo quanto si apprende, nel comune di Anzio – ora sciolto per infiltrazioni mafiose, insieme a quello di Nettuno -, sul litorale romano ad una cinquantina di chilometri da Roma, avrebbero beneficiato dei favori elettorali dei boss, finiti in manette nell’operazione Tritone, che portò in manette una sessantina di persone, anche l’ex assessore ai lavori pubblici Ranucci di Forza Italia, l’ex consigliera Cinzia Galasso, di Fratelli d’Italia, la consigliera Lucia Pascucci della civica De Angelis e l’ex assessore Gualtiero Di Carlo tutti legati alla giunta De Angelis sciolta per mafia.

Negli atti d’indagine infatti, è nella relazione della commissione d’accesso nominata dal ministero dell’Interno si legge di come le famiglie Madaffari, Perronace, Tedesco e Gallace abbiano, secondo gli ispettori della commissione d’accesso, condizionato le elezioni politiche orientando i voti. Nelle relazioni che hanno portato allo scioglimento dei comuni di Anzio e Nettuno, vengono riportate alcune intercettazioni telefoniche tra gli esponenti dei clan dove si accordavano su chi far confluire i voti.

«Le indagini per scambio elettorale politico mafioso sull’ex sindaco di Anzio e quattro esponenti della sua maggioranza di centrodestra aprono a scenari preoccupanti. Il quadro accusatorio rafforza l’immagine di una commistione tra politica e organizzazioni criminali dopo lo scioglimento per mafia del comune del litorale romano deciso nel novembre del 2022», afferma in una nota la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico e componente della commissione Antimafia.

«In particolare – sottolinea Rando – dalle indagini emerge il potere coercitivo di alcune famiglie delle ‘ndrine locali sulle amministrazioni di Anzio e della vicina Nettuno, guidate da esponenti di Fratelli d’Italia e Lega». «Abbiamo già raccolto elementi dalle importanti audizioni dei commissari prefettizi di Anzio e Nettuno – conclude la senatrice Pd – ma chiederemo che la commissione Antimafia torni a riunirsi sui due comuni del litorale alla luce delle indagini sui rapporti tra mafia e politica che emergono oggi».


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