Aggiornamenti, Medicina, Salute e Benessere, Notizie, Scienza, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

In Usa un nuovo approccio per i casi più difficili di tumore nei bambini

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Aprile, 2024, 23:51:09 di Maurizio Barra

Prelevare un campione di tessuto tumorale, sottoporlo ad analisi molecolari per conoscerne le caratteristiche e, contemporaneamente, testare su di esso decine di farmaci fino a identificare la combinazione più efficace. Il tutto nel giro di poco più di una settimana per poter procedere prima possibile all’inizio del trattamento sul paziente. È questo l’approccio testato in una piccola sperimentazione condotta su bambini affetti da tumori senza più opzioni terapeutiche al Nicklaus Children’s Hospital di Miami. I primi risultati della sperimentazione, pubblicati oggi su Nature Medicine, hanno mostrato che la strategia può dare una ulteriore chance di cura. Servono però altri studi per confermare i risultati.
    Negli ultimi anni, la possibilità di analizzare a livello molecolare il tumore, abbinata alla disponibilità di farmaci diretti contro bersagli molecolari, ha consentito di applicare trattamenti sempre più a misura di paziente. Questo approccio, tuttavia, “ha rivelato diversi limiti, in particolare per i tumori che mancano di mutazioni utilizzabili e trattamenti abbinati, come spesso accade nei tumori pediatrici”, spiegano i ricercatori.
    Nella sperimentazione, perciò, questa strategia è stata integrata testando quasi in tempo reale l’efficacia di oltre 120 sostanze su campioni di tumore. Ciò “elimina le congetture e fornisce un elenco dei farmaci più efficaci con cui l’oncologo può lavorare”, afferma in una nota Tomás R. Guilarte, tra gli autori dello studio.
    Dei 25 bambini coinvolti, 6 hanno effettivamente ricevuto il trattamento indicato dal protocollo. Cinque hanno tratto benefici. In uno di loro il tumore non si è ancora ripresentato dopo più di due anni, il doppio di quanto era avvenuto dopo un primo trapianto di midollo osseo.
    Lo studio è ancora preliminare e non è chiaro quanto a lungo i farmaci riusciranno a controllare la malattia. Questa strategia, però, “potrebbe essere il modo in cui trasformiamo il cancro in una malattia gestibile”, conclude la coordinatrice della ricerca Diana Azzam. 
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.