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Assolto anche in appello l'oste che uccise un ladro

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Ultimo aggiornamento 12 Aprile, 2024, 15:58:58 di Maurizio Barra

 Non condivide l’ipotesi dell’incidente, ma ritiene quel colpo mortale sparato con il fucile sia stato esploso intenzionalmente non per uccidere ma per difendere i suoi familiari, soprattutto i nipotini di 2 anni e 2 mesi, e i suoi beni. Così, applicando la legge, modificata, sulla legittima difesa, una battaglia della Lega guidata da Matteo Salvini, la Corte d’Appello di Milano ha assolto di nuovo Mario Cattaneo, l’oste di 73 anni di Casaletto Lodigiano, finito imputato per eccesso colposo di legittima difesa per aver ferito a morte uno ladri che la notte del 10 marzo 2017 aveva sorpreso nel suo locale a rubare. L’uomo, un romeno di 32 anni, venne ferito da dietro a una spalla e ritrovato la mattina dopo senza vita.

Il collegio, presieduto da Francesca Vitale con a latere i giudici Giusy Barbara e Stefano Caramellino, ha confermato l’assoluzione decisa nel gennaio 2020 dal Tribunale di Lodi ma con una formula diversa: non più “perché il fatto non sussiste” bensì “perché il fatto non costituisce reato”. In sostanza, citando gli articoli specifici del codice penale, ha riformato parzialmente la sentenza di primo grado e, inoltre, ha disposto la trasmissione degli atti ai pm per falsa testimonianza nei confronti della moglie e del figlio di Cattaneo.

I giudici non hanno quindi accolto la richiesta di 3 anni di carcere, uguale a quella proposta in primo grado, avanzata dal sostituto procuratore generale Maria Vittoria Mazza: “Se è comprensivo il tentativo di difesa, non è giustificabile il fai da te che è deleterio e controproducente”, ha affermato nel corso della sua requisitoria aggiungendo che invece di imbracciare il fucile da caccia del figlio, legittimamente detenuto, avrebbe dovuto chiamare le forze dell’ordine. Per i difensori, gli avvocati Vincenzo Stochino e Ennio Ercoli, invece “il colpo era partito accidentalmente a causa dell’azione del suo aggressore che ha strattonato Mario Cattaneo. E’ vero che la sicura non era inserita, ma che il colpo fosse partito accidentalmente emerge dai dati scientifici della perizia”.

Alla fine, come emerge dal dispositivo e in attesa delle motivazioni, la Corte ha ritenuto si sia trattato di un caso di legittima difesa putativa.
“È arrivata la fine di un incubo. Dopo sette anni siamo riusciti ad arrivare alla fine e sono contento che la giustizia, nella quale ho sempre avuto fiducia, ha fatto il suo corso”, ha detto Cattaneo subito dopo la lettura della sentenza. “Ho sempre avuto tanta paura, però non ho mai mollato – ha aggiunto -. Ho sempre reagito ma ho sofferto tanto. Ora non ho più parole perché mi sento commosso”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la politica. Prima di tutto le congratulazioni della premier Giorgia Meloni: “Un abbraccio a Mario e a tutti i suoi cari per questa bella notizia”. E poi pure Salvini: “Bene così, la difesa è sempre legittima”. 

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