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Autistico separato da compagni di classe a mensa,'atto ignobile'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Aprile, 2024, 19:14:28 di Maurizio Barra

Resta da solo, a pranzare,
nell’aula in cui si tengono le lezioni, mentre i suoi compagni
consumano il pasto in un ristorante convenzionato a 200 metri
dal cancello della scuola, raggiungibile senza neanche
attraversare la strada. Accade a Marco, ragazzo autistico
diciottenne, in una scuola di Amatrice. A segnalare una “vera
discriminazione che va avanti da mesi” è l’associazione Autismo
Abruzzo Onlus che dopo il sisma del 2016 ha sostenuto la
famiglia di Marco per la permanenza all’Aquila e ora, insieme al
legale Gianni Legnini, annuncia che “avvierà tutte le azioni del
caso per salvaguardare i diritti e la dignità di queste
persone”. I genitori, fa sapere l’associazione, “hanno appreso
di questa ‘modalità’ solo recentemente e per caso. Nessuna
comunicazione è mai stata loro rivolta. Hanno inviato una pec
alla scuola che ad oggi e a distanza di giorni è ancora senza
risposta”.

   
Marco, pur essendo autistico ed epilettico, al di fuori del
contesto scolastico “conduce una vita sociale attiva ed è molto
conosciuto in paese – racconta Dario Verzulli, presidente di
Autismo Abruzzo Onlus – Escluderlo dalla fruizione del pasto
insieme ai compagni è un atto ignobile, oltre che diseducativo
anche per il gruppo dei pari, e richiede un intervento immediato
da parte degli organi ministeriali. Anche il sindaco di
Amatrice, Giorgio Cortellesi, ha inviato una missiva alla Scuola
e all’Ufficio Scolastico regionale chiedendo chiarimenti
urgenti, ma tutto tace, anche per il primo cittadino”.

   
“La Scuola italiana, che con orgoglio rivendica
l’eliminazione delle classi differenziate, non può tollerare
questa aberrazione – continua Verzulli – Segnaleremo
tempestivamente questa grave discriminazione e lesione dei
diritti all’inclusione di Marco alle autorità competenti e
informeremo il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe
Valditara, chiedendo l’immediata revoca dell’incarico alla
Dirigente Scolastica”.

   
Per l’associazione “l’esclusione è un atto di profonda
inciviltà” e quella di Marco è una “situazione ingiustificabile,
che viola ogni norma dedicata all’inclusione scolastica, una
decisione unilaterale, imposta senza la minima comunicazione ai
familiari e senza alcuna plausibile motivazione”.

   

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