Ultimo aggiornamento 15 Aprile, 2024, 23:11:47 di Maurizio Barra
Come è cambiato il carrello?
Prendendo in esame il periodo dal 2019 al 2023, il carrello della spesa delle famiglie appare decisamente mutato: se da un lato hanno registrato un incremento alcune delle spese strettamente necessarie, come l’abitazione (+30 euro) e le utenze (+59 euro), ma anche l’alimentare (+18), i trasporti (+13 euro), l’istruzione (+9 euro) e i servizi di assistenza alla persona (+5 euro), risultano invece in sofferenza la maggioranza delle categorie voluttuarie come ricreazione spettacolo e cultura (-15 euro), abbigliamento e calzature (-10 euro), comunicazioni (-17 euro), viaggi e vacanze (-2 euro) ma anche alcuni servizi essenziali, come quelli imputabili alla salute (-11 euro tra medicinali, ticket, occhiali e protesi).
Esaminando invece il periodo tra il 2022 e il 2023, a crescere maggiormente è la spesa alimentare, soprattutto per dolci, frutta e pesce, ma dopo il periodo pandemico sono in calo asporto e take away. L’abitazione assorbe più della metà della spesa non alimentare, cura e igiene personale, articoli sportivi, giornali e libri non scolastici, biglietti per cinema, teatro e spettacoli. Aumentano anche i trasporti, vestiario e calzature, sigarette e tabacco. Calano invece gli acquisti per mobili e arredamento.
I luoghi d’acquisto preferiti sono sempre super o ipermercato (48,5% delle preferenze), seguito dal negozio tradizionale (19,5%) e dagli hard discount (11,8%). Per quanto riguarda l’e-commerce il 34,6% dei nuclei vi ricorre spesso.
«La spesa delle famiglie è in aumento e registra il valore più elevato degli ultimi 10 anni: torna a crescere la spesa alimentare, che l’anno scorso aveva registrato uno stop, insieme agli acquisti irrinunciabili come abitazione, utenze e trasporti, ma anche alcune spese voluttuarie, come i pasti fuori casa e i viaggi e le vacanze ritornati praticamente ai livelli pre-Covid» spiega il presidente della Camera di commercio di Torino, Dario Gallina: «Preoccupa invece la ridotta percentuale di famiglie che riescono a risparmiare parte del reddito, passate dal 25% del 2019 al 16,7% del 2023».
«I dati diffusi dalla Camera di commercio sulla spesa delle famiglie torinesi nel 2023 – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa – testimoniano il peso dell’inflazione e dell’aumento dei costi sulle scelte di spesa dei torinesi. Si conferma la sofferenza del negozio tradizionale a causa anche della concorrenza sleale di centri commerciali, outlet e colossi dell’e-commerce. Una tendenza che dobbiamo invertire; la nostra società non può e non deve permettersi di perdere ancora altri negozi, dal momento che tutti gli indicatori testimoniano che dove c’è un fenomeno di desertificazione commerciale il territorio si impoverisce economicamente e culturalmente e arrivano degrado e insicurezza. Ascom si batte per impedire ulteriori chiusure e per riportare le famiglie a comprare nei negozi. La sensibilità della nostra Associazione su questo fronte ha incontrato quella dell’amministrazione comunale, con la quale abbiamo lavorato ad una campagna di sensibilizzazione sotto il cappello ‘Torino compra vicino’, per far riscoprire il piacere dell’acquisto sotto casa per i cittadini, ma anche per i tanti turisti, che amano sempre di più ‘vivere’ la città. Accanto alla campagna di promozione, si sta lavorando alla costruzione di un Albo per le attività storiche e per quelle innovative, oltre al nostro lavoro sui Distretti del Commercio, che destina direttamente agli imprenditori risorse preziose per migliorare la loro attività».
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