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Al Teatro Manzoni si ride con "Pigiama per sei", storia di corna, bugie e… riscatto sociale

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Ultimo aggiornamento 16 Aprile, 2024, 01:05:02 di Maurizio Barra


Al Teatro Manzoni si ride con

Tgcom24




Una trama intricata, dove il più classico dei triangoli: lei, lui e l’altro, diventa un rombo, quando si scopre che ‘l’altro’ è stato invitato a casa dal marito come alibi per coprire una sua tresca.
Ma la catena di corna e bugie non si ferma qui. Tutto si complica quando una cameriera viene scambiata per l’amante del marito, e non può svelarsi finché non arriva un colpo di scena che potrebbe risolvere ogni cosa…

 

I sei personaggi, costretti ad interpretare un ruolo diverso, a seconda di quali siano le persone presenti, come in un gioco delle parti senza frontiere, porta il pubblico in un crescendo turbinante di equivoci e risate. 
 

“Una commedia degli equivoci portata al punto più alto”, spiega Cornacchione, che mette in scena il tipico esempio di meccanismo comico perfetto. 

 
Uno spaccato impietoso della vacuità dei rapporti personali e sull’ipocrisia delle relazioni di coppia negli anni Ottanta, nei quali è rigorosamente ambientata la commedia, ma più che attuale anche oggi.

“E’ un spettacolo sul tradimento e sulle bugie, su quella che diventa una necessità di mentire, sull’essere imprigionati nelle menzogne, che una volta innescate danno vita ad vortice, che non si può più fermare, perché dire la verità scoprirebbe troppi altarini”, racconta Laura Curino.

E per Rita Pelusio in scena anche una sorta di riscatto sociale: “Gli ultimi, come il mio personaggio, quello della cameriera, risultano essere i più saggi, quelli che scoprono la facciata finta e ipocrita della borghesia, arricchendosi e traendone profitto”. 

E dietro alle risate e agli equivoci a svelare la morale dello spettacolo attraverso una semplici verità è un altro “ultimo”, il giardiniere, deux ex machina: “Io devo alzarmi alle 5 del mattino tutti i giorni per piantare i miei semi, ma attenzione, i semi come le persone sono fragili e non vanno calpestati”.

Rufin Do che lo interpreta aggiunge poi un altro spunto interpretativo ponendo un interrogativo che tocca tutti allo stesso modo: “Ma vale davvero la pena sacrificare una relazione come quella di coppia per il pur divertimento…?”.

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