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Csm, Pinelli: “Irrinunciabili equilibrio e sobrietà delle toghe anche fuori dalle aule”

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Ultimo aggiornamento 16 Aprile, 2024, 18:33:01 di Maurizio Barra

«La fiducia» dei cittadini nei confronti della magistratura «richiama, a propria volta, il tema dei doveri del magistrato, il quale deve sempre adeguare i propri comportamenti al precetto dell’art. 54 della Costituzione. In questo senso – come ci indica l’esempio di Bachelet uomo delle Istituzioni – ogni magistrato deve sentire il compito di custodire, nell’esercizio quotidiano della funzione, la fiducia dei cittadini nella Giustizia. Equilibrio, sobrietà di comportamenti dentro e fuori le aule di giustizia, prudenza e rigore nell’interpretazione della legge, capacità professionale sempre sorvegliata ed arricchita, sono i tratti irrinunciabili del magistrato di oggi e di domani, il corredo delle modalità di un esercizio corretto della funzione». Lo dice il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, intervenendo alla cerimonia di intitolazione del Palazzo del Consiglio Superiore della Magistratura a Vittorio Bachelet.

«Un magistrato che deve porre la sua cultura, passione e sensibilità al servizio del Paese e dei cittadini, consapevole di essere anch’esso classe dirigente e parte fondamentale del mondo istituzionale; consapevole della necessità del proprio contributo all’inveramento dei principi costituzionali e, per questa via, alla difesa dei valori della democrazia e dello Stato di diritto – aggiunge – L’orgoglio di essere magistrato, la vocazione a servire il Paese in nome del popolo italiano, implica anche il suo rovescio, poiché la collettività si aspetta dai magistrati più di quanto chiede a chi è comunque investito di funzioni pubbliche».

Mattarella: “I giudici non ricerchino consenso per sé o per altri”

«Al Csm la Costituzione affida il compito di dare concretezza all’indipendenza della giurisdizione, come valore irrinunciabile della nostra democrazia. Proprio per questo, il ruolo che si assume quali componenti del Consiglio rappresenta una funzione di garanzia e, in ogni momento, di grande responsabilità per l’equilibrio fra i poteri costituzionali. I componenti del CSM si distinguono soltanto per la loro ‘provenienza’. Hanno le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività consiliare e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sé o per altri soggetti». Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia di intitolazione del Palazzo del Consiglio Superiore della Magistratura a Vittorio Bachelet. «Laici e togati interpretano – con doverosa piena indipendenza da ogni vincolo – un ruolo fondamentale nel funzionamento del nostro sistema, sempre seguendo, quindi, il dettato costituzionale. In questa prospettiva sorregge il riferimento alla forza d’animo e al coraggio che contraddistinsero l’azione di Vittorio Bachelet, al fine di superare divisioni e contrapposizioni pregiudiziali, facendo prevalere sempre la ricerca dell’interesse generale», conclude il Capo dello Stato.


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