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Ravenna è la sede designata della Italian Byron Society

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 16 Aprile, 2024, 11:23:02 di Maurizio Barra

Il 19 aprile per la prima volta
saranno aperte le porte, chiuse da decenni, di Palazzo
Guiccioli, una delle più importanti e imponenti residenze
storiche di Ravenna. Il recupero del Palazzo è ormai alla fase
conclusiva del lungo, complicato, intervento di restauro che
impegna la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna dal 2011,
quando si avviò il percorso di interlocuzione con il Comune per
l’acquisto dello stabile.

   
La scelta del 19 aprile non è casuale: il presidente della
Fondazione, Ernesto Giuseppe Alfieri, l’ha individuata perché
coincide con le celebrazioni del secondo centenario dalla morte
di Lord Byron a Missolungi, in Grecia, il 19 aprile 1824. Il
poeta inglese fu ospite a Palazzo Guiccioli, dove ebbe residenza
stabile presso il conte Alessandro Guiccioli e la sua
giovanissima consorte Teresa Gamba. In questi giorni nasce a
Ravenna la sede italiana della Byron Society, diffusa in oltre
40 paesi nel mondo, con la denominazione di Italian Byron
Society, e Lord Byron sarà il protagonista del Museo Byron, che
la Fondazione sta realizzando nell’ala nobile e storica del
Palazzo, proprio nelle stanze che furono abitate dal poeta.

   
Nello stesso edificio prende forma anche il Museo del
Risorgimento e troverà accoglienza il Piccolo Museo di
Bambole-Collezione Graziella Gardini Pasini.

   
Il 19 e 20 aprile sarà possibile visitare le Sale Byroniane
di Palazzo Guiccioli su prenotazione (www.palazzoguiccioli.it),
con i protagonisti del progetto di recupero. Alle 21, nella
Basilica di San Francesco, Byron e la sua attività poetica
saranno affidate a Franco Nero, che darà voce alla vicenda
byroniana, tratteggiando la sua permanenza a Palazzo Guiccioli,
poi la sua fuga verso il Granducato di Toscana, la Liguria e
infine la Grecia, dove trovò la morte. Ma anche gli infiniti
caroselli amorosi, le passioni, gli ideali di un uomo che con il
suo mito ha sedotto intere generazioni. La serata, promossa
dalla Fondazione, è a ingresso libero e fino ad esaurimento
posti.

   

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