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Sparatoria sul set di Rust, 18 mesi all'armiera

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Ultimo aggiornamento 16 Aprile, 2024, 01:06:23 di Maurizio Barra

Hannah Gutierrez-Reed, l’armiera del western Rust, è stata condannata a 18 mesi di reclusione per omicidio involontario per la morte di Halyna Hutchins, la direttrice della fotografia del film con Alec Baldwin. Questa la decisione della giudice. L’armiera dovrà scontare la pena in un carcere del New Mexico. Anche Baldwin, che aveva in mano la pistola da cui partì il colpo letale, è stato incriminato per omicidio involontario: il processo contro di lui comincerà in luglio.

La Gutierrez-Reed dice di essere “dispiaciuta” ma “non ha mostrato alcun rimorso per la sua condotta specifica”, ha detto la giudice che ha mandato l’armiera in prigione respingendo la richiesta della difesa della liberta’ sulla parola.

“Non sono un mostro”, aveva detto singhiozzando la giovane donna per cui Rust era stato il primo lavoro nel mestiere ereditato dal padre, un celebre armiere di Hollywood: “Ero giovane e ingenua, ma ho fatto sempre del mio meglio”, aveva aggiunto chiedendo di essere rilasciata per fare “tutto quello che vorrete da me, classi, servizio comunitario”.

La sparatoria letale sul set di Rust, un western low cost prodotto da Baldwin che ne era anche il protagonista, risale all’ottobre 2021. Con la Hutchins, ferita a morte, era stato colpito dalla pallottola partita dalla pistola che l’attore teneva in mano anche il regista Joel Souza.

Gutierrez-Reed era responsabile della sicurezza e buona manutenzione delle armi sul set. La decisione di oggi alza la posta per Baldwin che inizialmente l’aveva fatta franca ma era stato poi incriminato una seconda volta per omicidio involontario. Nei giorni scorsi, preparando il campo al processo di luglio, la procura del New Mexico aveva diffuso un dossier in cui afferma che l’attore “menti’ spudoratamente” e cambio’ piu’ volte versione nelle ore e nei giorni successivi alla tragedia.

“Guardare la condotta di Baldwin sul set di Rust era come vedere un uomo che non aveva alcun controllo sulle sue emozioni e nessuna preoccupazione dell’impatto che la sua condotta avrebbe potuto avere su altri”, aveva scritto il procuratore Karl Morrissey sulla scorta delle dichiarazioni di testimoni secondo cui “questa stessa condotta aveva contribuito a scendere a compromessi sul fronte della sicurezza”.   

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