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Strage di Erba, è il giorno della difesa. Olindo e Rosa in aula

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Ultimo aggiornamento 16 Aprile, 2024, 11:04:21 di Maurizio Barra

DALL’INVIATA A BRESCIA. Con qualche minuto di ritardo, sono entrati in aula Olindo Romano e rosa Bazzi. Ombre nella gabbia, anche questa volta, che non vogliono essere riprese dalle telecamere. Al processo di revisione della strage di Erba, è il giorno della difesa. Una dopo l’altra, gli avvocati Fabio Schembri, Luisa Bordeaux, Nico Vincenzo D’Ascola e Patrizia Morello sosterranno davanti alla Corte d’Appello di Brescia i motivi che li hanno condotti fino a qui, le presunte prove e le consulenze che dimostrerebbero l’innocenza del coniugi condannati in tre gradi di giudizio e in via definitiva all’ergastolo per il massacro dell’11 dicembre del 2006, nel “condominio del ghiaccio” del piccolo comune a trenta chilometri da Como: gli omicidi di Raffaella Castagna, della madre Paola Galli, del figlioletto di due anni Youssef Marzouk, della vicina di casa Valeria Cherubini e il tentato omicidio del marito, unico suprestite poi deceduto, Mario Frigerio.

Prove e consulenze tutte «inammissibili» secondo l’avvocato generale Domenico Chiaro e il procuratore generale Guido Rispoli che, il primo marzo, nel corso della prima udienza di questo quarto grado di giudizio, hanno sottolineato «l’irricevibilità e l’irritualità» delle istanze, compresa quella presentata dal sostituto pg milanese Cuno Tarfusser: «Il giudizio di revisione non può mai essere una “riedizione” del giudizio di primo grado» e in questo caso «di nuovo non c’è nulla: neanche la metodologia scientifica adottata dal corposo gruppo di consulenti», hanno spiegato. E mentre anche oggi, entrando in Tribunale, Azouz Marzouk, marito di Raffaella e padre di Youssef ha ribadito: «Conduco questa battaglia per tutti. Ho letto le carte, sono tantissime le cose che non tornano», neanche questa volta sono presenti in aula i fratelli Castagna: «Per loro essere qui sarebbe motivo di dolore. La verità è già scritta e speriamo che presto sia confermata e che non si debba più parlare di questa strage, ma si ricordino le vittime», ha dichiarato il loro avvocato, Massimo Campa.

Al termine delle discussioni, saranno i giudici della Corte d’Appello a decidere se ammettere qualcuna delle prove e delle consulenze presentate dai legali e se riscrivere la storia. Da zero.


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