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Operaio ucciso da un rimorchio, i datori di lavoro patteggiano

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Ultimo aggiornamento 17 Aprile, 2024, 08:00:33 di Maurizio Barra



Si è chiuso con tre patteggiamenti a
otto mesi di reclusione ciascuno (pena sospesa) il procedimento
penale ad Aosta per la morte a 61 anni di Salvatore Esposito,
operaio di Nus travolto e ucciso dalla rampa di un semirimorchio
a Chambave il 3 marzo 2022. Il gup ha applicato la pena nei
confronti di Carmela Anna Esposito, sorella della vittima,
Simone Vona e Daniela Vona, che erano imputati per omicidio
colposo come amministratori della Nuova Engeco, l’azienda
valdostana per la quale lavorava l’operaio. I tre erano difesi
dagli avvocati Enrico Scolari e Marianna Sereno. L’accusa,
sostenuta dal pm Francesco Pizzato, faceva riferimento alla
mancata valutazione del rischio e alla mancata formazione del
lavoratore, che non era dipendente dell’azienda.


   
Il 21 marzo scorso il giudice monocratico del tribunale di
Aosta aveva condannato a otto mesi di reclusione Franco De
Filippi, di 81 anni, nato a Carrù (Cuneo), amministratore della
società del cuneese che costruì il semirimorchio. Difeso
dall’avvocato Mario Vittorio Bruno, era accusato di omicidio
colposo perché secondo la procura di Aosta aveva messo in
commercio un veicolo affetto da vizi di costruzione.


   
Salvatore Esposito era stato trasportato d’urgenza
all’ospedale Parini di Aosta, dove era morto poco dopo
l’incidente.


   

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