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La banca blocca i conti delle vittime… E chi paga i funerali?

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Ultimo aggiornamento 18 Aprile, 2024, 10:26:52 di Maurizio Barra

Sulle morti sul lavoro abbiamo scritto fiumi di inchiostro. Lacrime nere come i caratteri di stampa. E raccolto la commozione dei potenti, in un valzer di parole che hanno accomunato politici, sindacalisti e imprenditori. Ma a conti fatti, dove gli addendi sono le vite spezzate da infortuni spesso provocati dal pressapochismo se non addirittura dall’incuria, si continua a morire. E, con infinita tristezza, bisogna anche apprendere che, dietro le quinte di queste tragedia, si insinua anche una burocrazia che definire senza cuore verso chi resta su questa terra, a cominciare dalle famiglie, è troppo poco. E non parliamo solo dei risarcimenti previsti dalla legge sul lavoro che spesso arrivano dopo mesi o addirittura anni, ma dell’assistenza minima ai congiunti delle vittime che a causa dell’incrocio tra leggine e balzelli viene addirittura negata.

Ed ha il suono maligno di uno schiaffo quando per esempio la banca blocca il conto di famiglia e lascia vedove e piccini a carico senza i quattrini per il funerale ma semplicemente per fare la spesa, pane e latte compresi. Lo hanno vissuto sulla loro pelle i parenti di Pavel Tanase, l’operaio di Settimo Torinese morto nell’esplosione della centrale di Suviana, e anche quelli di Ernesto Wong, ex campione di baseball e allenatore dei giovanissimi, scomparso nel mar della Cina mentre lavorava su una nave. A loro la burocrazia miope ha riservato il più infame dei trattamenti. Dopo la morte li ha cancellati come persone, ha azzerato le loro risorse e persino i risparmi accantonati per le famiglie.

E’ bastato un automatismo. meglio logaritmo insinuato sui computer degli istituti di credito che ormai governano la finanza spicciola al posto degli impiegati e il numero del conto corrente è stato bloccato. Certo, al legislatore o a chi fa per lui, che importa di Pavel, di Wong o di chi lascia qualcuno su questa terra mentre va al Creatore? Bene, qualcuno dovrebbe pensarci e mettere a disposizione quanto serve all’emergenza. Basterebbe un fondo un fondo per affrontare queste emergenze, tanto per condire la commozione (spesso fasulla) con una proposta pratica. Insomma un decretino scritto con un po’di cuore. Il cuore, per concludere, che ci hanno messo la parrocchia ortodossa di Pavel e i soci della squadra di basket che Wong allenava. Quanto basta, almeno, per celebrare i funerali.

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