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Le offre un lavoro e la violenta nel parco. Ma ora lo stupratore è nei guai

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Ultimo aggiornamento 18 Aprile, 2024, 10:40:03 di Maurizio Barra

Ha risposto a un annuncio di lavoro ed è stata stuprata. Ora, per il suo aguzzino, il pubblico ministero Davide Pretti ha chiesto una condanna a sette anni di carcere. L’imputato, un 39enne assistito dall’avvocato Marco Borio, ha scelto il rito abbreviato dopo la denuncia della presunta vittima e l’arresto.

«In quei giorni ho risposto a un annuncio di lavoro pubblicato in un gruppo Facebook – ha spiegato la ragazza, marocchina 30enne che chiameremo Fatima – Ho trovato il numero di un certo Said, che mi ha dato appuntamento al capolinea del bus 68 di via Cafasso, a Borgata Sassi. Una volta lì, mi ha accompagnata vicino a un maneggio: “Tu dovrai pulire le stalle a fine giornata”».

Poi l’uomo l’avrebbe invitata a bere un caffè in un chiosco lì vicino. Un modo per far calare il buio, quando lui ha insistito per riaccompagnarla alla fermata del bus. A metà strada, vicino alla diga sul fiume Po, Said le ha chiesto di sposarlo: «Cercavo proprio una ragazza come te». Poi ha estratto un coltello e l’ha minacciata: «Ti ammazzo, ti butto di sotto». Allora la trentenne ha tentato di fuggire, mordendolo e prendendolo a pugni: «Mi ha raggiunto nella boscaglia, tirandomi per i capelli e per il velo. Io mi sono arresa e gli ho detto: “Fai quello che vuoi ma abbi rispetto”. Lui mi ha messo la faccia a terra, mi ha abbassato i pantaloni e mi ha violentata».

Dopo lo stupro, la trentenne ha dato corda a Said, dicendo che avrebbe «fatto di tutto per renderlo felice». Invece si è rivolta agli avvocati Wisam Zreg e Iglifh Zorzi, ha denunciato il 39enne e lui è finito in carcere.

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