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Sindrome di Brugada, 30 anni di progressi in cardiologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Aprile, 2024, 12:29:10 di Maurizio Barra

Sarà un’occasione per
ripercorrere, insieme a tutti gli studenti e professionisti
interessati, 30 anni di progressi nel campo delle patologie
cardiache associate al rischio di morte improvvisa. È l’incontro
in programma il 22 aprile prossimo con il professor Josep
Brugada, un’eccellenza in campo cardiologico nel trattamento
delle aritmie cardiache, di interventistica aritmologica e delle
malattie associate al rischio di morte cardiaca improvvisa.

   
L’incontro, in diretta videoconferenza e organizzato dalla
Cardiologia clinica e interventistica dell’Aou di Sassari, si
svolgerà nella sala riunioni, al settimo piano dell’ospedale
civile, dalle 13 alle 15.

   
Il cardiologo spagnolo è professore ordinario di Medicina
all’Università di Barcellona, direttore dell’Hospital Clinic di
Barcellona e responsabile della Sezione Aritmie di Pediatria
dell’Hospital Sant Joan de Déu. Il docente, inoltre, è autore di
oltre 500 riviste scientifiche internazionali e co-autore,
insieme al professor Pedro Brugada, della descrizione di una
sindrome che porta il suo nome, appunto “Sindrome di Brugada”.

   
A dialogare con lo specialista saranno il professor Gavino
Casu, direttore della struttura complessa di Cardiologia clinica
e interventistica dell’Aou di Sassari e il professor Eliano Pio
Navarese responsabile della struttura semplice di Cardiologia
clinica sperimentale.

   
I temi centrali della discussione si concentreranno sulle
sfide che, al giorno d’oggi, restano ancora da affrontare dopo i
numerosi progressi che si sono susseguiti negli ultimi 30 anni
nel trattamento delle aritmie cardiache e delle patologie
associate al rischio di morte cardiaca improvvisa.

   
“Grazie alla ricerca scientifica – afferma il professor
Gavino Casu – ci sono stati significativi progressi nella
diagnosi e nel trattamento delle patologie associate a rischio
di morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, resta ancora la
necessità di identificare e trattare precocemente le persone a
rischio e migliorare il trattamento”.

   
Un miglioramento continuo che arriva anche dalle
collaborazioni internazionali tra i vari professionisti e
strutture impegnate nella cura e nella ricerca. “La
collaborazione internazionale è di vitale importanza nel campo
della ricerca in cardiologia – aggiunge Casu – specialmente
nelle patologie meno frequenti come le patologie associate a
rischio di morte cardiaca improvvisa.

   
In Aou abbiamo un ambulatorio dedicato alle Canalopatie
cardiache e alle patologie associate al rischio di morte
cardiaca improvvisa. Inoltre, abbiamo diversi studi clinici che
hanno come scopo quello di prevedere e stratificare il rischio
di morte nei pazienti con Sindrome di Brugada”, conclude.

   

   

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