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Anche a Milano l’erba nei prati in città resterà alta. E la destra attacca

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Ultimo aggiornamento 19 Aprile, 2024, 12:59:42 di Maurizio Barra

Alcune parti dei prati di Milano resteranno selvagge e incolte. In due parole, con l’erba alta. Non è un piano di risparmio, ma una scelta dell’amministrazione del sindaco Beppe Sala che segue la scelta sempre più diffusa di adottare la tecnica dello “sfalcio ridotto”. Come spiegato sul portale del Comune, l’obiettivo è «incrementare il valore ecosistemico degli spazi verdi cittadini» e consentire alle piante che compongono il prato «di completare il loro ciclo vegetativo fino alla fioritura e alla produzione di seme». I vantaggi? Rispettare la biodiversità, migliorare la qualità dell’aria e del suolo e mitigare gli effetti delle ondate di calore estivo.

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C’è una mappa interattiva che mostra quali saranno le zone di erba alta: in tutto sono 54 aree pubbliche per una superficie di 1,3 milioni di metri quadri. La decisione non è una novità: era successo lo scorso anno a Torino, dove la questione divenne un caso politico, si fa in Emilia Romagna e in diverse capitali europee. «Crediamo che sia fondamentale tutelare la biodiversità, tutelare tutto quel mondo che nel prato vive e sopravvive grazie ai fiori e all’erba alta e anche preservare l’umidità di quei prati che sempre più dovranno affrontare estati siccitose a causa dei cambiamenti climatici» ha spiegato sui social Elena Grandi, assessora all’Ambiente e al Verde del Comune.

Legambiente e Lipu sostengono l’iniziativa, l’opposizione di destra invece attacca. Secondo Fratelli d’Italia quella della biodiversità è una «storiella» per nascondere il vero obiettivo, che è diminuire i costi di manutenzione delle aree verdi. Mentre la Lega fa notare che gran parte delle aree si trova nei parchi delle periferie della città, che saranno quindi «inondati di zanzare».


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