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Capossela e Garrett a Time in Jazz, 170 artisti e 41 concerti

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Aprile, 2024, 02:01:58 di Maurizio Barra

Centosettanta artisti coinvolti,
41 concerti tra piazze, chiesette campestri, siti archeologici,
tutto racchiuso in un progetto culturale: Time in Jazz. Esplora
vasti territori musicali, incrocia idee e tendenze in un
intreccio fra le diverse arti il festival internazionale diretto
da Paolo Fresu in programma dall’8 al 16 agosto a Berchidda e in
altri 16 centri del nord Sardegna.
Tra gli ospiti di punta della 37/a edizione Vinicio
Capossela, unica data nell’Isola. L’11 agosto il cantautore e
poliedrico artista inaugura la serie di concerti serali in
Piazza del Popolo con il suo progetto originale, “Camera a sud
1994 – 2024 And other Personal Standards”. Il 12 agosto è la
volta del sassofonista Kenny Garrett, tra i più brillanti
protagonisti del jazz moderno. Da segnare in agenda anche la
data del 13 agosto: sarà protagonista la pianista e cantante
Frida Bollani Magoni – riceverà il premio Biorepack – e alle
22.30 il trombettista e compositore statunitense Theo Croker.
Ancora il 14 il trombettista Paolo Fresu e il pianista cubano
Omar Sosa portano in Sardegna il tema del cibo in tutte le
sfumature legate al gusto ma anche all’etica e alla
sostenibilità. Il 15 Nicola Conte presenta il suo album “Umoja”.

   
Omaggio a Fabrizio De André il 9 agosto per il tradizionale
concerto a L’Agnata, con Neri Marcorè. Riflettori accesi l’8
agosto alle 18 a Puntaldia sul batterista Roberto Gatto, che
omaggia il grande innovatore Tony Williams. Alle 21.30 a Porto
Rotondo sale sul palco Chiara Civello con la sua incantevole
voce. Sono solo alcuni tra gli ospiti.
Musica, mostre, focus su ambiente, libri, iniziative per
l’infanzia e adolescenza, degustazioni, concerti sulle rotte dal
continente per l’Isola. Con una visione, un pensiero declinato
di anno in anno in un tema e racchiuso in questa 37/a edizione
in “A Love Supreme”, omaggio a John Coltrane e al suo album
capolavoro.

   
“Un inno all’amore universale e alla pace attraverso una
preghiera laica fatta di suono e melodia – spiega Paolo Fresu –
ancor più significativo in un momento di grandi conflitti,
barriere, non accettazione dell’altro. Il jazz e la musica non
possono cambiare il mondo ma abbiamo una grande responsabilità
per provare a cambiarlo”.
“Occorre puntare su festival e grandi eventi non concentrati
solo in altissima stagione anche orientando i bandi”,
sottolinea Franco Cuccureddu, neo assessore regionale al
Turismo, nel mettere in evidenza “la qualità, la storicità e la
capacità di Time in Jazz di coinvolgere anche i borghi
dell’interno, un evento che non può non avere la giusta
attenzione da parte della Regione”.

   

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