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Maltratta moglie e figlie e non le fa uscire, allontanato

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Aprile, 2024, 13:58:37 di Maurizio Barra



Ha telefonato ai carabinieri
dicendo di essere vittima di abusi verbali da parte del padre e
quanto i militari sono arrivati, ha fatto emergere una
situazione di violenze, fisiche e verbali, messe in atto da
diverso tempo da parte dell’uomo nei suoi confronti e nei
confronti della madre e delle due sorelle minorenni. Dalla
denuncia della ragazza, una 20enne, è scaturita così un’indagine
che ha portato all’emissione di un provvedimento del gip di
Reggio Calabria di divieto di dimora nel comune di Condofuri e
di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati
dalle persone offese.


   
La ragazza ha riferito ai carabinieri della Compagnia di
Melito Porto Salvo che i maltrattamenti erano dovuti a questioni
di natura economica in quanto il padre non lavorava e non
partecipava alle spese necessarie al sostentamento della
famiglia. Una versione confermata anche dalla moglie
dell’interessato – un 55enne di nazionalità indiana – anch’essa
presente sul posto in forte stato di agitazione. Entrambe,
temendo per la propria incolumità e dopo l’ennesima aggressione
subita, hanno deciso di rivolgersi ai militari per chiedere
aiuto.


   
L’uomo, tra l’altro, secondo la denuncia, oltre a insultarle
e minacciarle quotidianamente le avrebbe sottoposte anche a
limitazioni della libertà personale vietando loro di lasciare
l’abitazione per cercare un lavoro o per svolgere le più
semplici faccende quotidiane e minacciandole di morte se non
avessero rispettato i divieti imposti. In diverse occasioni,
l’uomo avrebbe anche alzato le mani sulle due, sempre alla
presenza delle due figlie minorenni. Neanche il trasferimento
dell’uomo in un vicino garage – chiesto dalle donne- gli aveva
impedito di continuare nelle sue condotte.


   
I carabinieri della Stazione di Condofuri San Carlo, dopo
aver ascoltato le vittime e alcuni testimoni hanno inviato una
relazione alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che
ha chiesto e ottenuto dal gip l’emissione della misura
cautelare.


   

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