Ultimo aggiornamento 19 Aprile, 2024, 00:37:49 di Maurizio Barra
Il provvedimento che contiene la riforma sul voto in condotta, voluto dal ministro Valditara, in esame al Parlamento, ha avuto in questi giorni il via libera al Senato ed è in attesa del passaggio alla Camera: ma cosa ne pensano i diretti interessati? Secondo un sondaggio realizzato dal portale Skuola.net che ha interpellato circa 2mila alunni delle scuole superiori, la maggior parte degli studenti pensa che norme scolastiche più severe possano aiutare ad arginare la violenza nelle classi. Anche perché, analizzando il metro di valutazione della condotta utilizzato in questi anni, in pochi sembrano a rischio bocciatura diretta. Già il “debito” è una prospettiva più concreta. Ancora di più lo è il “taglio” del voto di Maturità.
Aumento dell’aggressività trend generale della società
Quindi i giovani non temono il provvedimento, anzi, ben 7 su 10 affermano che punizioni più severe per gli alunni violenti potrebbero aiutare, almeno in parte, a riportare un maggiore ordine nelle scuola. Anche se, oltre la metà di loro (37% del totale) ritiene che l’aumento dell’aggressività a cui stiamo assistendo da un paio d’anni a questa parte non sia da ricercarsi solo nella scuola quanto in un trend generale della società.
Al tempo stesso, però, i ragazzi non nascondono una parte di responsabilità da imputare a loro stessi. Per il 23%, a contribuire alla crescita del fenomeno potrebbe esserci una certa difficoltà di questa generazione a sottostare agli ordini. Mentre per il 21% ad “armare la mano” ai violenti potrebbero essere soprattutto dei genitori troppo permissivi. Non manca, infine, chi sostiene (14%) che i docenti non abbiamo più l’autorevolezza di un tempo.
Che cosa cambia?
Gli insegnanti probabilmente avranno, dal prossimo anno scolastico, un alleato in più per difendersi. Se la Camera confermerà il testo appena approvato dal Senato: il voto di condotta avrà un suo peso già a partire dalle scuole medie, alle superiori sarà più facile bocciare con il 5 in “comportamento”, con il 6 si andrà incontro al debito formativo e per chi non supererà l’8 ci saranno delle penalizzazioni in vista del voto di Maturità. Circostanze, queste, che potrebbero chiamare in ballo non pochi studenti, specie in determinati indirizzi. Non tanto in riferimento alle fattispecie più gravi, quanto a quelle intermedie. Basta scorrere gli ultimi dati ministeriali a disposizione.
Skuola.net Voto in comportamento per anno di corso e percorso di studio
Gli studenti a rischio bocciature, debiti e penalizzazioni
Considerando i dati disponibili dell’anno 2021/22, quasi nessuno (lo 0,1%) tra gli alunni delle superiori ha ricevuto una insufficienza in condotta; il dato più alto è quello registrato negli istituti professionali (0,4%). Ma già in corrispondenza del 6, quindi a rischio debito, la platea si allarga notevolmente: in media lo ha avuto il 2,4% degli studenti. Che, però, negli istituti tecnici diventano 3,4% e nei professionali addirittura il 7,2%. Stiamo parlando di migliaia di ragazze e ragazzi. Solo nei licei si viaggia tranquilli: ad aver avuto sei è stato lo 0,6%.
Più alti i numeri degli studenti che potrebbero avere il voto di maturità abbassato a causa del voto in condotta. Sommando i sette e gli otto, si arriva a sfiorare il 40% degli iscritti totali: l’8,9% ha preso 7, il 29,8% non è andato oltre l’8. Ma, di nuovo, nei tecnici e nei professionali la preoccupazione dovrebbe aumentare: nel primo caso è quasi la metà (47,9%) ad aver preso tra il sette e l’otto, nel secondo si è andati ben oltre (52,8%). Al liceo, anche qui, la situazione più incoraggiante: i sette/otto sono stati il 29%.
Concludendo, dai dati presi in considerazione (anno 2021/22) per la maggior parte degli studenti non dovrebbero esserci brutte sorprese. A fronte di una media del 59,2% di alunni delle superiori che è riuscito ad andare oltre l’8 in condotta, nei tecnici a farcela è stato il 48,6% mentre nei professionali ce l’ha fatta solo il 39,7%. Nei licei, al contrario, sono la stragrande maggioranza, il 70,3%.
