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Nicoletta Spagnoli, 'vendita e Borsa? Non sono interessata'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 20 Aprile, 2024, 01:59:23 di Maurizio Barra



Una vita “intensa e faticosa, con
la sveglia alle 6.00, ma piena di soddisfazioni”, e “il totale
disinteresse alla vendita dell’azienda e all’ingresso in Borsa”:
è quanto ha raccontato Nicoletta Spagnoli, amministratore
delegato e presidente della Luisa Spagnoli, ospite del terzo
appuntamento di “Incontri e dialoghi al Santa Giuliana”, giovedì
18 dicembre nella Scuola di lingue estere dell’esercito di
Perugia.


   
A moderare l’incontro, i giornalisti Italo Carmignani,
Cristiana Mapelli e Mario Mariano in collegamento, insieme al
generale Pietro Romano che ha fatto gli onori di casa.


   
Tappa dopo tappa sono state percorse le fasi della vita di
Nicoletta Spagnoli: gli studi da farmacista, l’esperienza
universitaria negli Stati Uniti, poi il ritorno a Perugia dove,
poco dopo la morte del padre Lino, si ritrova a capo
dell’azienda. I grandi successi di un’azienda con oltre 800
dipendenti (il 90% sono risorse femminili), la moda del passato,
presente e futuro e, infine, le sfide di innovazione e
sostenibilità ambientale. Durante l’intervista, la manager ha
ricordato gli anni ’66/’67, quando il padre Lino Spagnoli era
presidente del Perugia e da piccola frequentava l’area del Santa
Giuliana insieme alla sorella e al fratello per seguire le
partite di calcio.


   
In sala presente anche il figlio, Nicola Barbarani, da poco
nominato executive vice president dell’azienda. Categorica,
invece, Spagnoli è stata sul tema della cessione del marchio e
sull’eventualità di quotarlo in borsa definendosi “non
interessata”.


   
Nel 2028, poi, ricorreranno i 100 anni del brand e, come
confessato dall’imprenditrice umbra, alla scelta di festeggiare
a Milano, come è stato fatto in occasione dei 90 anni, Spagnoli
ha detto: “Stiamo pensando di concentrare i festeggiamenti
proprio a Perugia”. Qui dove tutto è iniziato. Non é mancato un
amarcord calcistico al tempi in cui Lino Spagnoli era presidente
del Perugia e Mazzetti l’allenatore: “Lo ricordo felice perché
era coinvolto nella gestione della squadra, con l’allenatore si
sentiva al telefono più volte al giorno”.


   

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