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Pioli-Inzaghi e un Milan-Inter tra onore e record

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Ultimo aggiornamento 21 Aprile, 2024, 12:51:03 di Maurizio Barra

Stefano Pioli da una parte, Simone Inzaghi dall’altra. Per l’orgoglio e la dignità il primo, per scrivere una parola fine migliore, evitando che l’addio rimanga un ricordo ancora più amaro. Per festeggiare e puntare a nuovi record il secondo, ormai a un passo dalla gloria eterna nerazzurra. Il derby di domani sera avrà tanti significati differenti a seconda da quale sponda lo si guardi. Quanto accaduto negli ultimi dieci giorni ha infatti stravolto il racconto in rossonero di Pioli. Fino all’andata della gara con la Roma, tutto faceva propendere alla conferma. Al di là di un contratto fino al 2025, nei primi tre mesi del 2024 erano arrivati buoni risultati, gli infortuni si erano quasi azzerati, la società si era esposta in suo favore. Poi è arrivato De Rossi e tutto è saltato in aria. Proprio nei giorni in cui, dodici mesi fa, Simone Inzaghi, allora traballante, iniziò la sua scalata verso lo scudetto. Il tecnico piacentino, infatti, era reduce da un’annata grigia in campionato, con troppi bassi e un dirigente, Marotta, pronto a punzecchiarlo a ogni ko. Però l’Inter in Champions aveva trovato un buon percorso e dal 23 aprile, vincendo 3-0 a Empoli, i nerazzurri avevano cominciato una striscia di risultati positivi che avevano permesso a Lautaro e compagni di blindare la zona Champions in campionato, vincere la Coppa Italia e raggiungere la finale di Istanbul. Due mesi ad alto voltaggio che hanno di fatto dato il là alla cavalcata di questo ’23-24. Quello che sperava di aver intrapreso Pioli dal primo marzo con le sette vittorie consecutive fra campionato ed Europa League e che invece si è frantumato fra Roma e Sassuolo.