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Mattarella: “Spero ci sia grande partecipazione alle Europee, ma servono riforme incisive”

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Ultimo aggiornamento 22 Aprile, 2024, 22:33:10 di Maurizio Barra

«Tra qualche settimana 400 milioni di cittadini europei saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Sarà un grande esercizio di democrazia. E mi auguro che vi sia una grande partecipazione al voto perché in questo modo i cittadini sono protagonisti del futuro del continente e dell’Unione di cui fanno parte». Come già successe 5 anni fa, Sergio Mattarella rivolge un appello al voto in vista delle elezioni europee di giugno.

È solo un caso che proprio oggi si registri un nuovo secchissimo dato di scarsa affluenza alle elezioni in Basilicata, ma del resto i dati delle elezioni regionali precedenti non erano stati molto più confortanti, e tanto meno quelli delle ultime politiche. L’elenco di tutti questi dati è sotto gli occhi di tutti e il presidente della Repubblica mette il peso della sua moral suasion per spingere gli italiani a votare l’8 e 9 giugno. Perché questo è lo strumento democratico per esercitare la sovranità popolare. Ma il Presidente usa tutta la sua influenza anche per battere un colpo anche alla Ue: dopo le elezioni dovrà dare risposte ai cittadini. Dopo il voto, per Mattarella, l’Europa dovrà avere «il coraggio di riforme incisive e coraggiose che sono rimesse al prossimo periodo». «Sarà compito poi delle istituzioni europee e dei governi adoperarsi perché l’Unione sia protagonista nella vita internazionale recandovi il suo contributo che e’ essenzialmente di volontà di pace, di collaborazione e di stabilità. Non possiamo rimanere in una condizione in cui l’Europa e tutti suoi stati membri di conseguenza sono in realtà sovente spettatori di quanto avviene nella comunità internazionale anche di fronte a eventi di cui talvolta subiscono le conseguenze».

Mattarella parla dalla cerimonia per il ventesimo anniversario dell’adesione della Slovenia alla Ue. E da questo osservatorio centreuropeo, crocevia di mille opportunità e di mille problemi, il capo dello Stato indica la ‘sua’ agenda per l’Europa. Sicuramente ci sono le riforme economiche, per avere finalmente dei campioni europei nei settori strategici». Ma soprattutto servono riforme di carattere istituzionale. La prima è la riforma delle modalità del processo decisionale dell’Unione, «perché i problemi si presentano velocemente e richiedono risposte tempestive, e chi le offre orienta con le sue scelte tutti nel mondo. La Ue non è in questa condizione, non è in condizione di assumere risposte tempestive ma i problemi non aspettano». La seconda riforma è quella della «Difesa comune dell’Unione che è indispensabile e non più rinviabile. Questa riforma non e’ un’alternativa alla Nato ma il rafforzamento del pilastro europeo dell’Alleanza».

La terza è quella del sistema finanziario dell’Unione «che va completato perché oggi è monco e non può reggere a lungo e se crolla può travolgere anche le economie dei paesi membri». Dopo aver parlato con i presidenti di Slovenia, Austria e Ungheria, Mattarella fa notare che «la condizione di alcuni paesi al confine con la terribile guerra provocata dall’aggressione russa all’Ucraina sarebbe ben diversa se non fossero saldamente parte dell’Ue. Si coglie così il valore delle scelte fatte a tempo debito, fatte tempestivamente, perché la storia presenta sempre il conto delle occasioni perdute e poi sono i popoli a pagarlo, in seguito, a caro prezzo». Anche «l’ingresso della Slovenia nelle istituzioni europee è stata una manifestazione di grande successo» ha continuato il capo dello Stato, ricordando l’impegno dell’allora presidente della Commissione Ue Romano Prodi. «Quell’Unione seppe essere saggia e coraggiosa, promuovendo, oltre al grande allargamento del 2004, anche una convenzione che propose un progetto di costruzione europea, poi non realizzato per l’opposizione di alcuni Paesi». «Occorre oggi, perché viene richiesto dagli eventi, un analogo spirito costruttivo di fronte alle sfide e alle minacce che abbiamo di fronte a noi».


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