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Schlein, niente nome nel simbolo: “È una proposta divisiva. Do il mio contributo correndo”. Bersani: “Scelta saggia”

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Ultimo aggiornamento 22 Aprile, 2024, 22:41:00 di Maurizio Barra

«È stato proposto di inserire il mio nome nel logo, si è aperta una bella discussione, ringrazio chi ha fatto questa proposta, ma penso che il contributo lo possa dare correndo accanto a loro, in questa lista. Una proposta più divisiva che rafforzativa e non ne abbiamo bisogno» ha detto nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 22 aprile, la segretaria Pd, Elly Schlein, in diretta su Instagram. Sulla questione è intervento anche l’ex segretario Pd Luigi Bersani che parla di «scelta saggia». Spiegando: «Adesso ci manca solo che ci perdiamo in discussioni di marketing elettorale con tutti i problemi che abbiamo davanti. Adesso si tratta solo di tirare. Le liste sono fatte bene, sono equilibrate, perché hai dentro esperienze di partito, delle diverse sensibilità presenti nel partito, hai delle conferme e delle novità che segnalano anche una possibilità di allargamento dell’influenza del Pd: Cecilia Strada, Lucia Annunziata, Marco Tarquinio. Quindi, nell’insieme mi sembra una buona squadra. Adesso bisogna darci dentro».

Chiude così il dibattito sull’opportunità di inserire anche il nome della segretaria nel simbolo di partito, proposta avanzata da Igor Taruffi durante la riunione della segreteria che ha incontrato subito diverse voci di dissenso, da Romano Prodi, in disaccordo anche con l’idea di candidarsi alle europee per poi rifiutare l’incarico, a altri componenti della segreteria. «Prima serve una discussione sulla natura del partito. Non sono dell’avviso che possa funzionare un modello di partito leaderistico», aveva messo a verbale Peppe Provenzano, opinione condivisa da altri componenti della segreteria come Debora Serracchiani e Marco Sarracino, fedeli alla linea di Pierluigi Bersani, che nel 2014 disse: «Il Pd che non mette il nome del segretario nel simbolo è il tentativo di una medicina rispetto alla malattia» del leaderismo.

Lucia Annunziata, dopo aver ricordato di aver messo nei giorni scorsi a disposizione della segretaria il posto di capolista per facilitarne le decisioni in uno spirito di collaborazione e appoggio alla Schlein, che conferma, si era definita «in completo disaccordo sull’operazione perché il nome nel simbolo è la trasformazione del Pd in un partito personale proprio nel momento in ci la maggioranza ha presentato una riforma, il premierato, che distrugge l’attuale assetto costituzionale.

«Se insieme facciamo questa sfida, l’alternativa c’è già domani – conclude Schlein -. Se ci aiutate, rafforzerete anche l’alternativa al governo più di destra della storia repubblicana».


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