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Studentesse in sciopero della fame 'a staffetta' alla Sapienza

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Aprile, 2024, 22:45:59 di Maurizio Barra

Continua la mobilitazione all’interno
dell’università La Sapienza, di Roma, dove da oggi Martina e
Letizia di Cambiare Rotta, incatenate davanti al rettorato,
proseguono lo sciopero della fame “a staffetta”. Si tratta di
uno “stato di agitazione permanente”, fanno sapere i ragazzi,
“verso e oltre il Senato accademico del 14 maggio”. “L’incontro
di venerdì con la rettrice Antonella Polimeni è stato un primo
traguardo. Ha dimostrato che con il nostro sciopero della fame
abbiamo colpito nel segno: non si può ignorare chi da mesi
chiede con forza lo stop a tutti gli accordi con Israele e con
la filiera della guerra – scrive su Instagram l’organizzazione
studentesca Cambiare Rotta – Rispetto alle nostre
rivendicazioni, però, rimane il rifiuto totale opposto da una
governance di ateneo troppo legata agli interessi economici e
politici rappresentati dalle collaborazioni con la colonia
sionista e l’industria militare anche solo per prenderne in
considerazione la rottura”.

   
“Per questo crediamo – aggiungono gli studenti – sia
necessario continuare a essere la spina nel fianco dei vertici
dell’ateneo, in primis della rettrice, finché questi non
concederanno un incontro pubblico e un’apertura alla messa in
discussione degli accordi”.

   
Cambiare Rotta sottolinea che, a “a partire dal presidio
delle tende”, continua il lavoro portato avanti “con ricercatori
e docenti di tutti i dipartimenti, contro ogni singolo progetto
che in ogni corso di studi e settore di ricerca mette il nostro
sapere a servizio del genocidio e della guerra”.

   
“La strada del boicottaggio nelle università è quella giusta
per gettare sabbia negli ingranaggi del sistema, e i traguardi
raggiunti in tante università da Torino giù fino a Bari
dimostrano che vincere è possibile”, concludono. Gli studenti
rinnovano l’appello a “unirsi a questo percorso, sostenendo lo
sciopero e unendosi nella battaglia per mettere fine a ogni
complicità nel genocidio e fermare l’escalation in corso”.

   

   

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