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E' l’Asia il continente più colpito da disastri ambientali nel 2023

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2024, 11:40:54 di Maurizio Barra

Il rapporto annuale dell’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite, fa riflettere e i dati sono drammatici:  nel 2023 l’Asia è stata la regione al mondo più colpita da disastri legati al clima con inondazioni e tempeste. 

Disastri in Asia 

L’anno scorso nella regione si sono contati 79 disastri, con un bilancio di vittime pesantissimo 2mila morti. Nove milioni le persone convolte e l’economia stravolta. Uno degli esempi riportati è quello di Hong Kong quando il tifone del 7 settembre 2023 ha scaricato 158,1 mm di pioggia in un’ora. Un record da quando sono iniziate le registrazioni nel 1884. Per questo l’OMM sottolinea che si fa sempre più urgente che i servizi meteorologici nazionali nella regione producano velocemente i dati sulle previsioni. Celeste Saulo, direttrice dell’OMM ha chiesto che i servizi meteorologici nazionali nella regione producano velocemente i dati sulle previsioni. “E’ fondamentale – ha affermato – che le nostre azioni e strategie riflettano l’urgenza di questo momento” e “Ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici è una necessità fondamentale”

Temperature bollenti

Se le inondazioni sono una delle principali conseguenze dei cambiamenti climatici, c’è da tenere in considerazione l’aumento delle temperature. Il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato a livello mondiale, ma in Asia l’impatto delle ondate di caldo sta diventando sempre più grave, sottolinea l’OMM. La colonnina del mercurio sta salendo con temperature che lo scorso anno, hanno toccato quasi due gradi Celsius superiori alla media al 1961 al 1990. 

 

 

Una foto aerea mostra un disegno a forma di "albero" sul letto asciutto della sezione Jinxian del lago Poyang a Nanchang, nella provincia di Jiangxi, in Cina, 23 settembre 2022. CFOTO/Future Publishing via Getty Images

Una foto aerea mostra un disegno a forma di “albero” sul letto asciutto della sezione Jinxian del lago Poyang a Nanchang, nella provincia di Jiangxi, in Cina, 23 settembre 2022.

Siccità 

Il rapporto specifica che le alte temperature sono state registrate dalla Siberia occidentale all’Asia centrale e dalla Cina orientale al Giappone. 

Il Giappone ha vissuto l’estate più calda mai registrata. Le precipitazioni sono diminuite sull’Himalaya e sulla catena montuosa dell’Hindu Kush in Pakistan e Afghanistan. Niente pioggia nella Cina sudoccidentale. Una regione di alta montagna particolarmente delicata e concentrata sull’altopiano tibetano, dove c’è il maggior volume di ghiaccio al di fuori delle regioni polari. 

Ghiacciai sempre più bollenti

Negli ultimi decenni, la maggior parte di questi ghiacciai si è ritirata con una grande velocità. Lo scorso anno 20 dei 22 terreni glaciali hanno mostrato una continua perdita del loro strato.

I ghiacciai dell’Himalaya si stanno sciogliendo a un ritmo spaventoso, che continua ad accelerare in modo drammatico. Basti sapere che, tra il 2001 e il 2010 sono calati del 65%. Non è un fenomeno da sottovalutare perché si rischia la catastrofe su un numero enorme di persone: sono infatti ben 2 miliardi quelle che dipendono dall’acqua offerta dai ghiacciai himalayani. Si prevede che nel 2100 i ghiacciai asiatici potrebbero perdere l’80% della loro superfice.

La febbre dell’Oceano Pacifico

Il rapporto riporta che le temperature della superficie del mare nell’Oceano Pacifico nordoccidentale nel 2023 sono state le più alte mai registrate. Conseguenze l’innalzamento del livello dell’acqua che comporta inondazioni o il ritiro del mare che lascia a secco regioni e mette a rischio animali e le barriere coralline.

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