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Il salto in alto di Inzaghi, il Normal One amato da tutti

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Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2024, 17:18:12 di Maurizio Barra

MILANO – Dopo José Mourinho e Antonio Conte, finalmente è un “Normal One” a vincere lo scudetto a latitudini nerazzurre. Simone Inzaghi non attacca i dirigenti – anzi, brilla per aziendalismo – non inveisce contro gli arbitri, non accusa i colleghi e non dice mai una parola fuori posto davanti ai giornalisti. È un panda nel mondo del calcio: forse (anche) per questo ha conquistato i tifosi sin dal suo approdo in nerazzurro. Fiducia meritata, anche perché fresco era il ricordo della “fuga” di Conte, intimamente convinto del fatto che Suning avrebbe di lì a poco smobilitato. Cessioni, dolorosissime, ci sono state (Lukaku e Hakimi nella prima estate – quella della contestazione dei tifosi a Zhang -) ma Inzaghi non ha fatto drammi neanche quando, dopo la cavalcata dell’Inter conclusa a Istanbul con la finale di Champions, il club ha venduto Onana e Brozovic, pensionato Dzeko e lasciato andare via altri nove giocatori avviando una profonda rifondazione del tutto inattesa dall’allenatore e dal suo staff.