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Ilic mai decollato: è il simbolo dei limiti del Torino

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Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2024, 09:59:41 di Maurizio Barra

Quando si rompe qualcosa fra società e allenatore spesso c’è di mezzo un giocatore. Un uomo che divide, il classico terzo incomodo che fa litigare una coppia già fragile. Al Toro è stato spesso così, almeno negli ultimi anni. A cominciare da M’Baye Niang, arrivato a vestire la maglia granata nell’estate 2017 con Sinisa Mihajlovic in prima fila a caldeggiare il suo approdo. L’epilogo se lo ricordano tutti. A Walter Mazzarri, invece, non è stato perdonato il trequartista: Simone Verdi non era la sua prima scelta, eppure quando le cose hanno iniziato a prendere una brutta piega l’approdo di una pedina di fantasia (per niente ottimizzata) gli è stata rinfacciata. Per non parlare di Marco Giampaolo, che quando ha capito che Lucas Torreira non sarebbe mai arrivato ha fatto di tutto per avere Karol Linetty. Peccato che a Cairo, la mezzala polacca dai polmoni d’acciaio, costò come un regista (7.5 milioni, ammortizzati poi dal “recupero” del capitale da parte di Juric).