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Salone del Libro 2024, a Torino ci sarà Salman Rushdie

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Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2024, 19:39:01 di Maurizio Barra

TORINO. Salman Rushdie sarà ospite del Salone del Libro di Torino (il primo diretto da Annalena Benini, e dedicato alla Vita Immaginaria), in dialogo con Roberto Saviano, venerdì 10 maggio. Lo scrittore presenterà il suo ultimo libro, “Coltello” (Mondadori), che racconta l’attentato che ha subìto, il 12 agosto del 2022, quando Hadi Matar, californiano di origini libanesi, allora ventiquattrenne, lo ha accoltellato, durante un incontro pubblico al Chautauqua Institution, nello stato di New York. Rushdie, da quel momento, ha perso la vista dall’occhio destro e, parzialmente, l’uso della mano sinistra. Nel libro racconta di aver pensato, non appena Matar lo ha colpito, “Eccoti, sei qui”, e che in quel momento si è liberato di un peso: l’attesa era finita, la resa dei conti arrivata. Perché Rushdie è stato condannato a morte dall’ayatollah Khomeini, che nel 1989 lanciò una fatwa contro di lui, accusandolo di aver offeso Maometto e l’Islam nel suo libro “I versi satanici”. Da allora, Rushdie ha rischiato la vita in molte altre occasioni, e sono stati aggrediti i suoi traduttori in tutto il mondo: Il traduttore giapponese di Versi Satanici, Hitoshi Igarashi, è stato pugnalato a morte da emissari del regime iraniano nel 1991.

Su questo giornale, Giulio D’Antona ha raccontato pochi giorni fa che Rushdie è un resiliente non solo perché non ha mai smesso di scrivere, non si è mai piegato alle minacce, non si è mai nascosto, ma soprattutto perché non ha mai perso l’ironia. Il suo grande amico Martin Amis, uno dei più grandi scrittori del nostro tempo, morto il 19 maggio dell’anno scorso, ha detto di lui: «Volete vedere cos’è la felicità? Prendete Salman, sono trent’anni che vive da condannato e ancora ride come un bambino alle battute sconce».

Rushdie ha 77 anni, è indiano naturalizzato britannico, ha scritto 13 romanzi, tre memoir, e moltissimi racconti.

All’ultima Fiera di Francoforte, lo scorso ottobre, ha detto: «Viviamo in un’epoca che non avrei mai pensato di vivere, un’epoca in cui la libertà – soprattutto la libertà di espressione, senza la quale il mondo dei libri non esisterebbe – è attaccata da ogni parte da voci reazionarie, autoritarie, populiste, demagogiche, semi-istruite, narcisiste e distratte».

L’incontro a Torino si terrà venerdì 10 maggio alle 18.30 all’Auditorium, Centro Congressi.

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