Aggiornamenti, Cinema, Notizie, Spettacoli Musica e Cultura, Ultim'ora

Sonia Bergamasco: “Un doc sulla Duse, così le rendo giustizia”

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2024, 10:01:54 di Maurizio Barra

I piedi scalzi, il tono volitivo e impertinente, la grinta nel salire sul tavolo gridando la determinazione a essere una donna libera e non volersi sposare. Così Sonia Bergamasco porta in questi giorni sul palco dell’Argentina di Roma “La Locandiera” di Goldoni per la regia di Antonio Latella, che superata la cinquantesima replica è ancora pullulante di giovani spettatori. A giugno l’attrice inizierà le riprese del nuovo film di Marco Tullio Giordana “La vita accanto”, scritto con Marco Bellocchio e Gloria Malatesta e tratto dall’omonimo romanzo di Mariapia Veladiano. Ma la vera sorpresa è il suo debutto dietro la macchina da presa: «Sono a lavoro sul mio primo film da regista», dice a La Stampa. «Sarà un documentario su Eleonora Duse e sul mestiere dell’attrice».

Partiamo dal successo di “La Locandiera”, cos’è che conquista soprattutto le nuove generazioni?

La vitalità della storia attrae un pubblico di giovani attivi, presenti, festosi. Con i costumi contemporanei portiamo in scena un classico italiano che apre un mondo di possibilità creative e spunti di riflessione. Intanto perché Goldoni mette al centro della commedia una donna che lavora, una borghese. Oltre ai temi sociali e politici, trattati con sapiente leggerezza, c’è poi un discorso importante sul sentimento amoroso.

Mirandolina sfida la misoginia degli uomini…

Non sopporta chi detesta le donne, prova a sedurre Il Cavaliere, ma finisce per rimanere impigliata nella sua stessa trama, perché gioca con un sentimento troppo forte. Rifiuta il tratto di violenza e possesso del Cavaliere, pur essendone attratta, ribadendogli che vuole essere libera. Si ritrae perché si spaventa di questa aggressività maschile. Anche questo, purtroppo, è molto attuale.

I teatri, dal post-pandemia in poi, sono sempre pieni.

Un fenomeno da festeggiare. Siamo abituati a vivere prevalentemente a distanza, la possibilità di un luogo in cui ci si ritrova tutti senza schermi e si vive la stessa storia nel qui e ora riaccende il desiderio di comunità.

Sarebbe contenta Eleonora Duse, come è nato il documentario su di lei?

«L’intento è raccontare il mestiere dell’attrice attraverso questa figura leggendaria. Chaplin la vede a teatro e dice che è la più grande attrice che abbia mai visto, Joyce si innamora, Rodin crea una scultura ispirata a lei. Strasberg la vede come esempio di una possibilità di espressione nuova, viva, nuda, sobria, efficace, secondo Visconti è la signora che fa qualcosa di vero a teatro. Insomma, una donna capace di muovere l’immaginario non solo del pubblico, ma anche degli artisti. Era la maggiore artista teatrale non solo italiana, famosa in tutto il mondo. Ma di lei abbiamo solo un film, curioso no?».

Ne parla anche nel suo libro Un corpo per tutti (Einaudi).

«L’ho studiata a fondo, mi ha sempre colpito la sua presenza talmente potente da essere conturbante, del tutto diversa da Sarah Bernhardt che era “l’attrice”, Eleonora Duse toglieva, stava in ascolto in maniera empatica con il secolo nuovo, il Novecento. La trovo contemporanea».

Perché non un film di finzione?

«So che Pietro Marcello ne sta girando uno su di lei con Valeria Bruni Tedeschi, a me interessava invece individuarla come creatura e come artista nell’immaginario comune e ricomporre attraverso le tracce che ha lasciato e le voci che parlano di lei un ritratto possibile di artista che ci ricolleghi al presente».

Lei è stata pioniera di ruoli femminili a tutto tondo. Sono in aumento?

«Oggi c’è una risposta autoriale molto più presente al femminile, sia nella scrittura che nella regia. Siamo all’inizio di un nuovo percorso».

È tornata sul set di Giordana, com’è cambiato il vostro rapporto dai tempi di La meglio gioventù?

«Per fortuna non si è mai interrotto. In questo suo nuovo film mi ha chiesto di interpretare una pianista concertista. Gireremo a Vicenza, ormai abbiamo una tale conoscenza reciproca e un tale affetto profondo che lavorare con lui e con il suo mondo poetico è un grande piacere».

Artisti e libertà di espressione, qual è il rapporto oggi?

«C’è un nuovo governo che ha nuove regole, eletto dalla maggioranza. Non è il mio governo, i diritti acquisiti vanno difesi, dobbiamo vigilare al massimo affinché l’espressione artistica trovi il giusto spazio e non venga soffocata, in ambito teatrale, televisivo, cinematografico e soprattutto d’informazione. Occorre la massima attenzione: la libertà di espressione va difesa a spada tratta».—

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.