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Tenta la truffa con un messaggio sulla pagina Fb della Questura

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Aprile, 2024, 10:54:27 di Maurizio Barra

Si susseguono nelle ultime
settimane i tentativi di truffe online, spesso portate avanti
attraverso richieste di denaro necessarie a sostenere
fantomatiche cure salva vita. L’ultima, in ordine di tempo, ha
avuto però un bersaglio inaspettato: la Questura di Trento. È
stato infatti pubblicato dall’utente “Charlotte Petra” un
commento ad un post della Questura cittadina. “Ho una malattia
grave, un cancro alla gola che mi condanna a morte certa, e in
totale ho 800.000 euro, che vorrei trasmettere a una persona
affidabile e onesta. Ho una società che importa olio d’oliva
rosso in Portogallo e 6 anni fa ho perso mio marito, l’ho
sperimentato molto e non posso sposarmi fino ad oggi, non
abbiamo figli. Voglio donare questo importo prima di morire in
modo che i miei giorni siano contati a causa di questa malattia
per la quale non riesco a trovare una cura, ma una società
calmante in Portogallo non vuole sapere se puoi usare questa
donazione. Questa è la mia e-mail:
charlottegudrunpetra@gmail.com”. Tuttavia, non vi è stata – da
parte del personale della Questura – alcuna interazione,
necessaria affinché questa tipologia di truffa potesse avere
successo. Questo infatti il metodo che viene utilizzato in
questi casi: una somma di denaro allettante, accompagnata ad una
storia commuovente, viene messa a disposizione dell’utente
inconsapevole, a fronte dell’effettuazione di un bonifico
immediato affinché tale somma – asseritamente “bloccata”, come
in questo caso – possa essere trasferita al cittadino ignaro
della truffa. La Questura invita quindi la cittadinanza a fare
attenzione ad ogni improvvisa richiesta di denaro da parte di
enti, di estranei, nonché di quelle provenienti da fantomatici
figli che lamentano lo smarrimento del proprio telefono
cellulare e richiedono – attraverso un numero di telefono
diverso dal proprio – denaro per cure mediche improvvise,
segnalando tempestivamente ogni operazione sospetta alle Forze
dell’Ordi

   

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