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Confcommercio: 'Per il ponte a Milano giro d'affari da 270 milioni'

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Per il ponte del 25 aprile e del
primo maggio a Milano Confcommercio stima un giro d’affari
complessivo di oltre 270 milioni di euro, tra consumi di turisti
italiani e stranieri.
L’occupazione alberghiera milanese per domani 25 aprile è
vicina al 60%, in crescita rispetto al 2023 (53%). Sale al 70%
per il 26, 27 e 28. Il canale extra-alberghiero conferma il
trend già visto per il Salone: preferenza per le soluzioni
last-minute.


   
“Nonostante un meteo incerto i prossimi giorni confermano
Milano tra le mete preferite di chi vuole concedersi qualche
giorno di vacanza a cavallo tra il ponte del 25 aprile e il
primo maggio – spiega il segretario generale della Confcommercio
Milano, Marco Barbieri -. I milanesi che decidono di lasciare la
città per questo ponte scelgono Portogallo, crociere nel
Mediterraneo, tour della Cappadocia e Istanbul, Marocco, Dubai e
Mar Rosso. Tra le mete italiane Roma e Napoli, ma anche Pesaro,
capitale della cultura”.


   
Secondo il sentiment della Rete Associativa di Confcommercio
Milano in Galleria – Montanapoleone con i negozi sempre aperti,
ci si aspetta una presenza residua di turisti del Salone che ha
portato buoni risultati commerciali. In Buenos Aires, via Torino
e Navigli anche qui con negozi sempre aperti, si prevede una
buona affluenza di turisti. In zona Isola, corso Vercelli e
Porta Romana è più rilevante il peso della minore presenza di
residenti e ci sono chiusure il 25 aprile e l’1 maggio.


   
All’Isola aspettative di buona presenza di turisti che
compenserà i residenti in partenza.


   

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Covid, in Toscana 44 casi in sette giorni, un mese senza decessi

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Negli ultimi sette giorni si sono
registrati in Toscana 44 nuovi casi di Covid e, per la quarta
settimana consecutiva, nessun decesso.

   
A oggi sono ricoverate in ospedale 9 persone (1 in più
rispetto alla settimana precedente), di cui nessuna (-1) in
terapia intensiva. In 164 risultano ancora positivi e in 155
(-8) sono in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi
che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di
sintomi. Dall’inizio dell’epidemia nella regione sono 1.653.788
i casi registrati e 12.501 i decessi. A livello provinciale
Firenze registra 18 casi in più rispetto alla settimana
precedente, Prato 1, Pistoia 2, Massa Carrara 0, Lucca 1, Pisa
7, Livorno 3, Arezzo 6, Siena 4, e Grosseto 2.

   

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Qatargate: Gip di Milano archivia indagini su Susanna Camusso

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La gip di Milano Angela Minerva ha
disposto l’archiviazione delle indagini a carico della
sindacalista Susanna Camusso per il reato di corruzione
internazionale nell’ambito del filone milanese dell’inchiesta
belga denominata Qatargate. La richiesta di archiviare il
fascicolo era stata presentata lo scorso settembre dal
procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dal pm Cecilia Vassena.


   
L’ex segretaria della Cgil era stata iscritta nel registro
degli indagati come atto dovuto, dopo che l’ex eurodeputato
Antonio Panzeri, tra i protagonisti dell’indagine condotta dalle
autorità del Belgio, aveva fatto riferimento alla presunta
corruzione, dichiarando che nel 2018 il Qatar avrebbe voluto
finanziare la campagna alla presidenza del sindacato mondiale
dei lavoratori (Ituc) di Camusso. La sua segretaria, secondo
questa versione, avrebbe ricevuto soltanto una parte della somma
di denaro concordata, mentre il resto lo avrebbe tenuto Panzeri.


   
Accogliendo la richiesta della Procura milanese, il gip
sottolinea che “l’atto genetico del procedimento” non era
“inizialmente supportato da alcun riferimento concreto e
specifico ad atti di indagine” e che, quando su richiesta dei pm
sono stati inviati ulteriori atti dalla Procura Federale belga,
questi sono risultati “assolutamente generici e non suscettibili
di approfondimenti”, dal momento che le persone informate sui
fatti “non hanno riferito nulla di più al fine di
contestualizzare quanto genericamente affermato”.


   
Inoltre, l’ipotesi delittuosa “non può essere integrata in
quanto al momento dei fatti”, cioè nel 2018, “l’articolo 322-bis
comma 5-ter” del codice penale, che estende il reato “alle
persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a
quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico
servizio nell’ambito di organizzazioni pubbliche
internazionali”, come l’Ituc, “è entrato in vigore il 9 gennaio
del 2019”. La funzione di segretario del sindacato mondiale dei
lavoratori, inoltre, “non è mai stata assunta” da Camusso.


   



   

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'Inquinanti nell'area giochi per bambini', sequestro ad Arnad

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La guardia di finanza di Aosta ha
posto sotto sequestro probatorio parte dell’area giochi per
bambini di Arnad, in località Le Vieux. L’ipotesi di reato è di
inquinamento ambientale. Il sequestro, disposto dalla procura,
non è ancora stato convalidato dal giudice. L’area giochi per
bambini è situata tra la chiesa e il comune. Secondo quanto
contestato al sindaco di Arnad, Alexandre Bertolin, il
terrazzamento sarebbe stato fatto con delle travi di recupero
della ferrovia che sarebbero state trattate con materiali
giudicati inquinanti.


   
“Si tratta di lavori fatti oltre 20 anni fa – spiega il
sindaco Bertolin – oggi mi è stato notificato l’atto con il
quale parte dell’area giochi è stata posta sotto sequestro e ora
dobbiamo provvedere anche a limitarla correttamente per
impedirne l’accesso. Ora, dobbiamo anche aspettare disposizioni
della procura per capire come procedere. Certo è che si tratta
di lavori che non abbiamo eseguito noi e che sono datati. Ma
ovviamente faremo tutto quanto per mettere in sicurezza l’area
giochi”.


   

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Individuate cinque aree per chiudere il ciclo rifiuti in Liguria

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Sono cinque le macro aree
individuate per chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria
attraverso un impianto a riciclo chimico ‘waste to chemical’ o
un termovalorizzatore: Scarpino o la Valle Scrivia in provincia
di Genova, la zona di Vado Ligure-Quiliano, Cairo Montenotte o
Cengio in provincia di Savona. È il risultato dello studio
commissionato dall’Agenzia regionale dei rifiuti al Rina
presentato in una conferenza stampa a Genova nella sala della
trasparenza della Regione Liguria.


   
Secondo Rina l’impianto dovrà essere in grado di smaltire
almeno 200 mila tonnellate di rifiuti all’anno attraverso due
tecnologie percorribili: il riciclo chimico per produrre ‘green
fuels’ come idrogeno e metanolo oppure un termovalorizzatore per
produrre energia elettrica e termica.


   
“Da oggi programmiamo in via definitiva la chiusura completa
del ciclo dei rifiuti in Liguria – sottolinea il presidente
della Regione Giovanni Toti – alle 60 mila tonnellate di
biodigestione di Cairo, e all’impianto di Saliceti finalmente in
costruzione, si aggiungerà anche un impianto per la
trasformazione chimica dei rifiuti in energia o un
termovalorizazione”.


   
“Abbiamo analizzato in modo puntuale i flussi dei rifiuti
liguri – spiega il commissario dell’Agenzia regionale per i
rifiuti Monica Giuliano – nonostante una grande capacità di
differenziare le materie, restano ancora quantitativi importanti
che devono essere valorizzati. Il principio è quello della
prossimità, ovvero far viaggiare il meno possibile i rifiuti
senza ampliare le discariche”.


   
“Iniziamo un percorso che permetterà di mettere la parola
‘fine’ al conferimento della spazzatura in discarica o fuori
Regione – interviene il sindaco di Genova Marco Bucci – e Genova
è pronta a fare la sua parte, ritenendo idoneo il sito di
Scarpino come area per sviluppare un progetto per un impianto di
chiusura del ciclo dei rifiuti”.


   
“Lo studio sarà il punto di partenza di una futura
manifestazione di interesse o ricerca di mercato – annuncia
l’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone -
in modo da garantire che l’impianto sia realizzato nel luogo più
idoneo e con le migliori tecnologie, sempre d’intesa con gli
enti interessati”.


   

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Reddito medio imponibile, la Sardegna cresce del 4,4%

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Aumenta del 4,4% in Sardegna il
valore del reddito medio imponibile: si passa dai 18.597,61 euro
relativi al dato del 2021 ai 19.411,35 euro del 2022. Ma in
termini di crescita percentuale la Sardegna è al 19/o posto,
seguita solo da Umbria e Liguria: molto distante sia dalla media
nazionale sia dal dato della Lombardia che ha registrato un
valore pari al 10,8%. Sono i numeri pubblicati dal Dipartimento
delle Finanze del Mef sui dati relativi alle dichiarazioni dei
redditi presentate nel 2023 sui redditi maturati nel 2022.

   
Se si guarda invece il valore assoluto la Sardegna è stabile
al 15/o posto, seguita da Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata,
Molise e Calabria. La Sardegna è ancora al 15/o posto in Italia
per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente col 52,8%
delle dichiarazioni che riguardano questa tipologia: si tratta
di un dato in leggera crescita (+0.9%) rispetto al 2021.

   
Sardegna al nono posto per redditi da pensione, col 36% delle
dichiarazioni relative al 2022 che includono tale tipologia, un
dato in leggero calo rispetto all’annualità precedente.

   
Nella graduatoria dei comuni italiani in base al reddito
imponibile medio a livello comunale il primo comune isolano al
324/o posto è Cagliari con un reddito imponibile medio pari a
26.839,78 euro, seguito da Selargius con 22.642,62 euro al
2088esimo posto e Sassari con 22.478,41 euro al 2195/o posto.
“Questi dati ci dicono che il reddito imponibile medio sardo
è il 72% del reddito imponibile medio lombardo. Un dato che non
stupisce affatto- commenta Mauro Carta, presidente delle Acli
regionali della Sardegna- Già a dicembre, le analisi sulle
stime 2022 del reddito disponibile delle famiglie consumatrici,
vedevano la Sardegna con i suoi 17.921,72 euro di reddito
disponibile pro-capite stabile al 14/o posto su 20 regioni con
un dato standardizzato che diceva che laddove un italiano medio
ha 100 euro a disposizione per le spese, un sardo medio ne ha
appena 84,9 euro”.

   

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Adulterazione prodotti caseari nelle Marche, sequestri del Nas

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Nelle Marche, in particolare in
provincia di Pesaro e in altre località della regione, i
carabinieri del Nas di Ancona e dell’Unità investigativa
centrale dell’Icqrf hanno eseguito attività di perquisizione e
sequestro a carico di dieci persone fisiche e tre società per
bloccare un complesso fenomeno di adulterazione nel settore
lattiero caseario. Nel corso delle operazioni, delegate lo
scorso 22 aprile, fanno sapere i carabinieri del Nas di Ancona,
sono state rinvenute e sequestrate circa 90 tonnellate di latte
e circa 110 tonnellate di prodotti lattiero caseari oltre a 2,5
tonnellate di sostanze sofisticanti per un valore di poco meno
800mila euro.

   
Le indagini, dirette dalla Procura di Pesaro che ha delegato
perquisizioni e sequestri, mirano ad accertare l’utilizzo di
sostanze sofisticanti e adulteranti nel circuito produttivo di
prodotti lattiero caseari di grande distribuzione. Alcune
attività del Nas hanno riguardato anche altri obiettivi sul
territorio nazionale e hanno impegnato oltre 60 ufficiali di
polizia giudiziaria tra i carabinieri del Nas e ispettori
dell’Ispettorato frodi.

   

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Approvato il nuovo Patto di Stabilità europeo, ecco cosa prevede  

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Via libera dal Parlamento europeo al pacchetto di regole di bilancio per i Paesi membri. L’obiettivo è superare anni di austerità e si applicherà già alle manovre finanziare del 2025



Approvato il nuovo Patto di Stabilità europeo, ecco cosa prevede   - foto 1

Tgcom24




 

Cos’è il Patto di Stabilità e crescita

 E’ l’insieme di regole comuni che garantiscono la disciplina di bilancio dei Paesi Ue per aumentare la convergenza dei conti pubblici. L’obiettivo resta quello di portare i deficit pubblici sotto il 3% del Prodotto interno lordo e i debiti pubblici sotto il 60% del Pil. È stato siglato nel 1997, poi nel corso degli anni sono stati aggiunti regolamenti che lo hanno complicato, da qui la decisione di riformarlo. Il vecchio Patto era stato sospeso a inizio pandemia ed è stato riattivato a inizio 2024.

 
 

Obiettivo delle nuove regole

 I governi con un debito pubblico superiore al 60% del Pil dovranno presentare entro il 20 settembre un piano di riduzione del debito a medio termine della durata di quattro o sette anni (sono fissati massimali di sforamento). La traiettoria sarà poi negoziata con Bruxelles. Il parametro di riferimento sarà la spesa pubblica, piuttosto che il deficit. Per dar più tempo al risanamento verranno considerati anche gli impegni sul Pnrr.

 

Paletti sul debito

 La traiettoria dovrà portare a un calo medio annuo minimo dell’1% del rapporto debito pubblico/Pil per i Paesi con un debito oltre il 90% del Pil, come l’Italia (lo 0,5% per chi ha il debito tra 60 e 90%). Viene introdotta anche una ‘salvaguardia’ che impegna gli Stati con deficit/Pil già entro il tetto del 3% di ridurlo ulteriormente all’1,5%.

 

 

Nuova procedura per deficit eccessivo

 

Se il disavanzo è superiore al 3% del Pil e il Paese è stato messo in procedura per deficit eccessivo, allora la riduzione annua è dello 0.5% ma può anche essere più alta, dipende dalla dimensione del deficit. Tuttavia, per gli anni dal 2025 al 2027 ci sarà la possibilità di scontare dall’aggiustamento le spese per interessi e lo sforzo medio richiesto sarà comunque inferiore rispetto alle vecchie regole. Inoltre nei periodi di crescita economica gli Stati membri dovranno lasciare un cuscinetto fiscale pari all’1,5% del Pil al di sotto della soglia obbligatoria del 3%. Per costruire questa riserva l’aggiustamento annuale dovrebbe essere pari allo 0,4% del Pil (in caso di piani di rientro in quattro anni) che potrebbe essere ridotto allo 0,25% del Pil (nei piani di rientro di sette anni)




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Rapinarono donna sul treno minacciandola col coltello, arrestati

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Sono stati arrestati i due
rapinatori che nella tarda serata dello scorso 8 marzo hanno
minacciato con un coltello una passeggera del treno della linea
Ventimiglia-Savona per poi rapinarla del suo portafogli
contenente due carte bancomat e circa 1.500 euro in contanti. I
due, entrambi italiani e già noti alle forze dell’ordine, sono
stati arrestati dai militari della sezione operativa di
Albenga.

   
Subito dopo il fatto, i due rapinatori erano scesi dal treno
dileguandosi a piedi tra le vie di Loano facendo perdere le
proprie tracce. La vittima però è riuscita a fornire una
minuziosa descrizione dei due autori del reato, determinante per
indirizzare le indagini. Le successive informazioni acquisite e
la visione delle immagini di decine di telecamere della
videosorveglianza cittadina, hanno permesso di ricostruire
esattamente la dinamica dei fatti e individuare i due presunti
autori della rapina, un ragazzo di 23enne e una donna di 41
anni, italiani, disoccupati e pregiudicati. L’indagine,
coordinata dalla Procura di Savona, ha consentito
l’individuazione e l’identificazione dei due indagati, risultati
essere non solo gli autori della rapina sul treno ma anche gli
autori di altri due diversi furti ai danni di altrettanti
supermercati di Albenga e di un’altra tentata rapina ai danni di
un negozio d’abbigliamento di Ceriale. Attualmente l’uomo è
detenuto nella casa circondariale di Imperia e la donna nella
casa circondariale di Genova “Ponte Decimo”, in esecuzione di
una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip
del Tribunale di Savona.

   

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Omicidio S. Margherita, processo in abbreviato per sconto pena

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Verrà processato con rito
abbreviato, e dunque potrà ottenere uno sconto di pena, Sergio
Frisinghelli, l’artigiano e giardiniere che ad agosto scorso ha
ucciso il suo vicino di casa Alessio Grana a Santa Margherita
Ligurie (Genova), accoltellandolo. L’udienza è fissata per il 6
giugno davanti al giudice Angela Nutini. Il pubblico ministero
Luca Scorza Azzarà contesta l’omicidio volontario senza
aggravanti e, anzi, ha riconosciuto una serie di attenuanti per
Frisinghelli.

   
Il giardiniere, difeso dall’avvocato Claudio Zadra, a ottobre
aveva chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari. Il giudice
aveva motivato la decisione spiegando che non ci sono più le
esigenze per la misura in carcere visto la collaborazione
dell’uomo alle indagini.

   
L’omicidio era maturato dopo mesi di cattivi rapporti tra
Grana, la vittima, e i condomini, i quali lo avrebbero segnalato
più volte alle forze dell’ordine e ai servizi sociali. La
vittima non aveva un lavoro stabile ed era conosciuto in paese
come “aggressivo e prepotente”. “Una situazione invivibile. Ci
minacciava e provocava continuamente” avevano detto i vicini.

   
Quella sera, secondo l’artigiano, Grana avrebbe prima picchiato
contro la porta e poi sarebbe entrato in casa per picchiare
Frisinghelli e lui si sarebbe difeso colpendolo con un coltello
sul pianerottolo. Per l’accusa, invece, l’aggressione sarebbe
avvenuta sul pianerottolo e dunque Frisinghelli avrebbe potuto
rientrare a casa e non colpirlo. Il pm ha però riconosciuto che
Grana aveva provocato il suo dirimpettaio.

   

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