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Turista per Sempre da 2 milioni venduto in bar su Casilina

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“Tutti eravamo convinti che
fosse stato venduto sull’Area di Servizio Casilina, in
Autostrada. In genere la fortuna si ferma sempre lì perchè
smerciano migliaia di biglietti ogni giorno. Quando questa
mattina ci è stato consegnato il messaggio dei Monopoli abbiamo
pensato ad uno scherzo ed abbiamo telefonato per essere sicuri
che fosse tutto vero”: è incredulo Fabio Terenzio, il titolare
del Lyon Bar di via Casilina a Castrocielo. È lì che è stato
venduto il biglietto della serie Turista per Sempre che ha vinto
due milioni di euro. Il fortunato vincitore riceverà 300mila
euro subito ed un vitalizio da 6mila euro al mese per i prossimi
vent’anni, più centomila euro finali.

   
Il biglietto è stato venduto il 17 aprile. Qualche indizio
sul neo milionario? “Questo locale è affollato, la Casilina è
una strada di passaggio ma a frequentarlo è gente della zona.

   
Non ricordo persone venute da fuori quindi deve essere qualcuno
del posto. Sospetti? Nessuno”: Terenzio giura di non avere visto
giocatori sbiancare dopo avere grattato, né aveve esultato o
essere andati via in maniera repentina.

   
Anzi: quando era circolata la notizia della vincita sui media
locali, anche lui era convinto che il biglietto non fosse stato
venduto nel suo locale. “Fino ad oggi, nessuno si è fatto vivo
per ringraziare: a noi non andrà nulla della vincita, pertanto
se il neo milionario volesse offrirci una bottiglia di champagne
saremmo felici di berla alla sua salute”.

   

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Comunali Alghero: Conoci, 'non ho creato io le divisioni'

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“Non ho creato io divisioni nel
centrodestra in questi cinque anni per niente semplici”. Il
sindaco di Alghero, Mario Conoci, sbotta. Accusato di essere
entrato a gamba tesa in campagna elettorale contro il
centrodestra che lo sostiene e di cui è esponente, Conoci
approfitta della conferenza da lui convocata per spiegare la
revoca del cda della Fondazione Alghero per passare al
contrattacco.

   
“Il centrodestra non è interessato all’attività
dell’amministrazione o a valorizzarne i risultati”, è l’affondo.

   
“Dovrebbero prevalere le ragioni dell’unità, ma chi dovrebbe
occuparsene non lo fa”, è l’accusa a Marco Tedde, candidato
sindaco del centrodestra.

   
“Il protrarsi di situazioni che dovevano essere temporanee mi
ha imposto di intervenire, non è un provvedimento politico, la
programmazione non è a rischio e la struttura della partecipata
è in grado di operare”, precisa il sindaco sul siluramento del
presidente della Fondazione, la partecipata di cui il Comune è
socio unico. Ma la defenestrazione di Andrea Delogu, esponente
di Forza Italia, e Sara Govoni, unica consigliera di
amministrazione rimasta dopo le dimissioni prima delle regionali
di Pier Paolo Carta, certifica la frattura.

   
Da un lato ci sono Forza Italia, Lega, Udc, Riformatori Sardi,
Patto per Alghero, Prima Alghero e, sulla carta, Fratelli
d’Italia: il coordinatore cittadino Marco Di Gangi si appella
all’unità della coalizione che sostiene Conoci, esponente dello
stesso partito come l’assessore comunale del Turismo, Alessandro
Cocco, oggi alla conferenza stampa accanto al sindaco, di cui
condivide la scelta.

   
Ma il taglio è un atto di guerra verso Delogu – di cui non
hanno mai apprezzato l’autonomia operativa e mediatica né il
sindaco, né di Gangi e Cocco, che si sono avvicendati come
assessori – e dunque verso Marco Tedde, il candidato sindaco del
centrodestra.

   
Come fa capire anche la presenza nella sala conferenze
dell’assessore dell’Urbanistica, Emiliano Piras, cofondatore di
Noi con Alghero, oggi Conoci, se non FdI Alghero, è più vicino
alle posizioni della compagine civica di Piras, ma anche del
Psd’Az, di Sardegna al Centro 2020 e dei Riformatori Alghero, in
rotta coi vertici provinciali e regionali del partito e contrari
a Tedde. I quattro partiti, che in Comune sono in maggioranza,
valutano se correre da soli o allearsi col centrosinistra.

   
Restano fuori dalla trattativa il M5S, pronto a lasciare il
campo largo, e i Progressisti, che riflettono.

   

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A Courmayeur il costo della Tari aumenta del 6,8%

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Il Consiglio comunale di Courmayeur
ha approvato a maggioranza le tariffe della tassa sui rifiuti
(Tari) per l’anno 2024. “Complessivamente i costi aumentano di
circa il 6,8% rispetto alla previsione del documento analogo
approvato l’anno scorso”, ha commentato il consigliere di
minoranza Stefano Miserocchi, capogruppo di Esprit Courmayeur,
chiedendo delucidazioni.


   
“Approviamo – ha risposto il sindaco, Roberto Rota – una
tariffa preventiva per il 2024 che risente dei costi certi 2022
e extracosti 2022. Si mette a preventivo un po’ di più e poi si
recupera su anni precedenti. Quest’anno recuperiamo 54 mila euro
di due anni fa. Il sistema di calcolo come sapete è molto
complesso, le tariffe aumentano anche in previsione del nuovo
sistema di raccolta che sarà avviato dal primo maggio 2024, con
il nuovo gestore, e che sarà più oneroso per le nuove tipologie
di servizio. L’obiettivo cui tutti dobbiamo mirare è quello di
aumentare la qualità della differenziata. C’è un premio per chi
fa bene la differenziata. La Valdigne rimane per ora il fanalino
di coda, la qualità è discreta ma ne facciamo poca”.


   
Il primo maggio partirà ufficialmente la nuova gestione dei
rifiuti nel Subato A (Unités Grand Paradis e Valdigne), ma sarà
l’autunno il momento di maggiore operatività del nuovo sistema,
a seguito della nuova campagna di comunicazione che sarà avviata
sul territorio e dell’inizio della fornitura dei nuovi mastelli
e tessere.


   
“Si prevede di cominciare con il servizio effettivo in
autunno con i comuni non turistici, per poi passare ai comuni
turistici dopo le vacanze di Natale”, ha spiegato Rota. “Sarà
una raccolta mista, con porta a porta (con mastelli e tessere) e
nuovi contenitori con tipologie di apertura in base ad utenze
commerciali e domestiche. I Subato che stanno applicando questa
impostazione hanno avuto notevole rendimento sulla quantità, la
speranza è che sia anche sulla qualità”.


   

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Fim-Fiom-Uil, ancora aspetti da chiarire sul piano Msc

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Il piano industriale di Msc per il
sito Wartsila è “un progetto ambizioso, che se implementato
riconferma la vocazione industriale del sito triestino
garantendo l’occupazione ed evitando i licenziamenti contro cui
lavoratori e sindacati si battono ormai da quasi 2 anni”. Ma
“restano ancora aspetti che dovranno essere chiariti e risolti
nelle prossime settimane se si vuole rispettare la data del 30
giugno, data entro la quale il Mimit intende definire l’accordo
di programma”. Lo scrivono in una nota congiunta Fim-Cisl,
Fiom-Cgil e Uilm.

   
Innanzitutto, è l’elenco dei sindacati, “l’accordo
commerciale tra Wartsila e Msc, le risposte alle richieste di
sostegno finanziario e infrastrutturale avanzate da Msc a
governo e istituzioni locali, la definizioni dell’accordo
sindacale”.

   
L’investimento stimato da Msc, ricordano le sigle, ammonta a
“104 milioni. Lo sviluppo del progetto è previsto in fasi
successive: ripristino aree interne e nuovo layout della
fabbrica, ridefinizione delle aree, spostamento e
efficientamento impianti, ottenimento delle certificazioni
(primi vagoni prototipi con installazione manuale),
installazione nuovi impianti e
settaggio, avvio dell’attività produttiva”.

   
“I 300 dipendenti – aggiungono – passeranno da Wartsila a Msc
con la procedura di legge della cessione di ramo d’azienda.

   
Secondo il piano la piena occupazione lavorativa è prevista a
luglio 2027, con i primi 15 inserimenti a luglio 2024, i
successivi 45 a gennaio 2026, ulteriori 120 a settembre 2026. In
questo periodo tutti i dipendenti saranno coinvolti in piani di
formazione sostenuti anche con risorse pubbliche regionali”.

   

   

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GR 1 ore 15:00 del 24/04/2024

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Sanzione da 10 milioni di euro per Amazon

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In campo si ricorda calciatore morto, maglia con foto e silenzio

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Una maglia bianca con la foto di
Mattia Giani – il calciatore 26enne del Castelfiorentino, che
domenica 14 aprile ha avuto un malore durante una partita con il
Lanciotto a Campi Bisenzio (Firenze) ed è deceduto poi il giorno
dopo a Careggi – e con alle spalle il suo numero storico, il 10.

   
Così si aperta la partita di Eccellenza toscana Lanciotto
Campi-Castelfiorentino, il cui recupero si disputa oggi allo
stadio Bozzi di Firenze e non nell’impianto di Campi dove si è
sentito male Giani, su richiesta del suo club. Nella maglia è
anche scritto ‘Mattia per sempre con noi’.

   
Le due squadre si sono radunate a centrocampo per osservare
un minuto di silenzio. Subito dopo diversi tifosi del
Castelfiorentino hanno intonato un coro dedicato a Giani.

   
La gara è ripresa dal minuto 14, esattamente nel momento in
cui era stata interrotta, come prevede il regolamento, a seguito
del malore accusato dal 26enne. Silenzio e commozione in campo e
sugli spalti. La maglia numero 10 del Castelfiorentino è ora
indossata da Francesco Pieracci.

   

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Fidesz, "Le catene ai piedi di Salis? Misura proporzionata alla gravita' del reato"

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Politica per la qualità

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Influenza aviaria, negli Usa rilevato virus nel latte pastorizzato: cosa dice la scienza sull’epidemia

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Continua a crescere la preoccupazione nel mondo per la diffusione dell’influenza aviaria, nel timore che possa trasformarsi in una minaccia concreta anche per l’uomo. L’ultima allerta arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che ha espresso «enorme preoccupazione» per la crescente diffusione del ceppo H5N1 dell’influenza aviaria a nuove specie, compreso l’uomo. «Resta, penso, una grande preoccupazione», ha detto Jeremy Farrar, capo dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, in una conferenza stampa a Ginevra. Il timore, ha spiegato, è che il virus H5N1, che nelle persone infettate attraverso il contatto con animali infetti ha dimostrato «un tasso di mortalità straordinariamente alto», si adatterà per diventare capace di trasmissione da uomo a uomo.

Attualmente non esistono prove di trasmissione da uomo a uomo del virus H5N1. Tra il 2003 e il 1 aprile 2024, l’Oms ha dichiarato di aver registrato un totale di 889 casi umani di influenza aviaria in 23 paesi, inclusi 463 decessi, portando il tasso di mortalità al 52%. All’inizio di aprile le autorità americane hanno comunicato che una persona era risultata positiva all’influenza aviaria dopo essere stata contagiata da una mucca da latte in Texas. Attualmente i casi di trasmissione all’uomo sono molto rari. Un bambino di nove anni, portatore del ceppo H5N1, è morto di influenza aviaria in Cambogia a febbraio, dopo tre decessi nello stesso paese nel 2023. Negli Stati Uniti, il paziente aveva mostrato «arrossamento degli occhi (corrispondente alla congiuntivite), come unico sintomo», hanno detto le autorità, aggiungendo che è stato isolato e trattato con un farmaco antivirale usato per l’influenza. Quando «si entra nella popolazione dei mammiferi, allora ci si avvicina agli esseri umani», ha detto ancora Farrar, avvertendo che «questo virus è solo alla ricerca di nuovi ospiti. È una vera preoccupazione».

Farrar ha chiesto quindi di rafforzare il monitoraggio, avvertendo che è «molto importante capire quante infezioni umane si stanno verificando, perché è lì che avverrà l’adattamento del virus». Ha inoltre affermato che sono in corso sforzi per lo sviluppo di vaccini e terapie per l’H5N1 e ha sottolineato la necessità di garantire che le autorità sanitarie regionali e nazionali di tutto il mondo abbiano la capacità di diagnosticare il virus, in modo che «se l’H5N1 arrivasse agli esseri umani, con trasmissione da uomo a uomo, il mondo sarebbe in grado di rispondere immediatamente», ha concluso, sollecitando un accesso equo a vaccini, terapie e diagnostica.

In un recente rapporto anche l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) e la European Food Safety Authority (Efsa) hanno espresso forte preoccupazione: «Se i virus dell’influenza aviaria A/H5N1 acquisissero la capacità di diffondersi tra gli esseri umani, potrebbe verificarsi una trasmissione su larga scala». In piena pandemia, nel 2020, è inoltre comparsa una nuova variante di virus A/H5N1 (denominata 2.3.4.4b) che in breve è diventata dominante. Da allora, sono aumentati il «numero di infezioni ed eventi di trasmissione tra diverse specie animali», si legge nel rapporto. Questi continui passaggi tra animali e specie diverse aumentano le occasioni in cui il virus può mutare o acquisire porzioni di altri virus che lo rendano più adatto a infettare i mammiferi. In realtà A/H5N1 ha già compiuto dei passi in questa direzione. Ha imparato a moltiplicarsi in maniera più efficace nelle cellule di mammifero e a sviare alcune componenti della risposta immunitaria. Ciò gli ha già consentito negli ultimi anni di colpire un’ampia gamma di mammiferi selvatici e anche animali da compagnia, come i gatti. Ultimo, il caso della mucca infettata in Usa. In Italia, 11 nuovi focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità da sottotipo H5N1 sono stati confermati in allevamenti di pollame nel periodo compreso da fine marzo 2023 a dicembre 2023. Nel 2024 è stato sinora confermato un solo focolaio nel mese di febbraio.

Il dipartimento dell’Agricoltura americano ha confermato che «la trasmissione mucca-mucca del virus dell’aviaria è un fattore» che sta contribuendo all’epidemia di aviaria tra le mucche in Usa, «anche se non è chiaro esattamente come il virus si stia muovendo». «Sappiamo che il virus viene diffuso nel latte ad alte concentrazioni; pertanto, tutto ciò che entra in contatto con latte non pastorizzato, latte versato, ecc. può diffondere il virus», scrive l’ente statunitense nell’ultimo aggiornamento delle Faq sulla situazione dell’aviaria A/H5N1. Al contrario, «a oggi, non abbiamo riscontrato concentrazioni significative di virus nei campioni provenienti dalle vie respiratorie, il che ci indica che la trasmissione respiratoria non è un mezzo di trasmissione primario».

Inoltre, il virus, dopo essere arrivato alle mucche da uccelli infetti ed essersi diffuso tra i bovini, potrebbe aver fatto anche il percorso inverso: «Abbiamo prove che il virus si è diffuso dagli allevamenti dei bovini da latte ai vicini allevamenti di pollame», si legge ancora nel documento. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention il rischio per la popolazione generale continua a rimanere basso. Tuttavia «l’ampia diffusione geografica dei virus dell’influenza aviaria A/H5N1 sta creando ulteriori opportunità per le persone di essere esposte a questi virus» e «pertanto, potrebbe esserci un aumento delle infezioni sporadiche nell’uomo derivanti da esposizioni di uccelli, bovini e altri animali».

«Virus dell’influenza aviaria nel latte. Niente allarmi, ma è un segno che il virus aviario si sta muovendo tra le specie, peraltro è il suo mestiere e non ci stupisce. Però attenzione. Non è una notizia positiva. Ne parleremo». Così Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, commenta sui social la scoperta. Nel comunicare la notizia, la Fda ha rassicurato sul fatto che i consumatori non corrono rischi e che il latte in commercio è da considerarsi sicuro.

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