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In auto con 30 chili di hashish, arrestato a Genova

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I carabinieri del nucleo
investigativo di Genova hanno arrestato un marocchino di 23 anni
trovato con 30 chili di hashish. L’uomo è stato fermato nella
zona di Bolzaneto durante un servizio di controllo del
territorio. Una pattuglia in borghese ha notato una macchina che
alla vista del posto si blocco della polizia locale sterzava
bruscamente per cambiare direzione. Dopo aver capito di essere
stato seguito ha abbandonato la macchina ed è scappato a piedi.

   
Uno dei militari lo ha iniziato a inseguire mentre un altro si è
avvicinato all’auto abbandonata. Dentro il portabagagli sono
stati trovati 300 panetti di fumo per un peso di circa 30 chili
e del valore di circa 300 mila euro. La fuga è finita poco
lontano dove un’altra pattuglia lo ha bloccato e arrestato.

   

   

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Ad aprile peggiora la fiducia di consumatori e imprese 

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Si rompe una condotta a Cagliari, al lavoro tecnici di Abbanoa

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Le squadre del pronto intervento
di Abbanoa sono al lavoro a Cagliari per eseguire un intervento
urgente di manutenzione sulla condotta di via Is Maglias dove è
stata individuata una perdita idrica all’altezza della camera di
manovra con via dei Punici.

   
I tecnici del gestore sono intervenuti procedendo con le
operazioni di rete che consentono di garantire l’erogazione
tramite le condotte secondarie e restringere la zona interessata
da eventuali cali di pressione e temporanee interruzioni che
potrebbero riguardare, fino al termine dei lavori, soprattutto
le utenze della zona a quote più elevate o i piani più alti dei
condomini.

   

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Migranti, a Ventimiglia apre spazio sicuro per donne e minori

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Aprirà entro il mese di
maggio, a Ventimiglia, nei pressi della Caritas Intemelia, uno
spazio sicuro a misura di bambino, un centro diurno che ospiterà
attività per minori stranieri, famiglie con donne e bambini e in
generale per i soggetti più vulnerabili. L’iniziativa vede come
promontori l’associazione Save The Children, con il Comune di
Ventimiglia e la Caritas Intemelia. “Si tratta di uno spazio per
giocare, socializzare e trovare riparo – spiega Giovanna Di
Benedetto (Save The Children) – dove opererà una équipe
multidisciplinare composta da una esperta legale, una operatrice
sociale, un’educatrice, due mediatori linguistico-culturali, una
psicologa e un operatore di strada”.

   
Tre saranno le aree operative per rispondere alle esigenze
specifiche: una dedicata a bambini e madri, una ad adolescenti
non accompagnati e un’altra a ragazze e donne. “La nostra
amministrazione ha sostenuto da subito l’iniziativa promossa da
Save the Children – dichiara il sindaco di Ventimiglia, Flavio
Di Muro (Lega) -. Riteniamo che gli aspetti più negativi e
rischiosi delle rotte migratorie non debbano ricadere su
soggetti fragili, donne in stato di gravidanza o bambini, e per
questo il Comune si è fatto parte attiva affinché si
concretizzasse il posizionamento del modulo prefabbricato
antistante la Caritas per fornire uno spazio sicuro, e al
coperto, ove poter giocare, socializzare o comunque trovare
riparo”.

   

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25 aprile: Associazioni, lotta per la pace e difesa Costituzione

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Un giorno di lotta per la Pace, di
sostegno alla Costituzione e per combattere i nuovi fascismi.

   
Sarà questo il senso della giornata del 79esimo anniversario
della Liberazione di Anpi, Cgil, Arci e delle associazioni
riunite nella Rete palermitana per la difesa e l’attuazione
della Costituzione – La via Maestra.

   
Alle ore 9 al parco Piersanti Mattarella a Palermo si terrà la
consueta cerimonia con le autorità civili e militari. Alle ore
9.30 la deposizione delle corone di alloro e dei fiori alla
lapide dei caduti di Cefalonia e al cippo di Pompeo Colajanni,
il comandante Barbato, che contribuì alla Liberazione della
città di Torino dai nazifascisti.

   
Il tradizionale corteo partirà alle ore 10.15 dal Giardino
Inglese e percorrerà via Libertà e via Ruggero Settimo. Arrivo
previsto alle ore 11.15 a piazza Verdi, davanti alla scalinata
del Teatro Massimo, dove sarà presente la corale San Sebastiano
della polizia municipale di Palermo diretta dalla maestra
Serafina Sandovalli. Concluderanno la manifestazione alcuni
interventi. Alle ore 19 ai Cantieri Culturali alla Zisa concerto
musicale e interventi.

   
Un 25 aprile di liberazione dalle guerre, per chiedere il
cessate il fuoco ovunque e che deve vedere tutti uniti per
difendere e attuare la Carta nata dalla resistenza antifascista.

   
Anpi, Cgil, Arci e Rete per la difesa della Costituzione si
rivolgono con un appello condiviso all’intera cittadinanza
democratica e antifascista perché ci sia il massimo di adesione
e perché questo 25 aprile “ci deve vedere più uniti che mai” per
respingere gli attacchi alla nostra democrazia parlamentare e i
pericolosi tentativi di trasformarla in una “democratura”
(simile all’Ungheria di Orban).
Nella locandina della manifestazione è stata scelta la foto che
ritrae in mezzo agli altri Vincenzo Agostino, durante un 25
aprile nella salinata del Massimo, per ricordarlo a pochi giorni
dalla sua scomparsa.

   
“C’è la consapevolezza che questa battaglia ha bisogno di essere
sostenuta da una larga partecipazione dal basso, indispensabile
per difendere e realizzare pienamente quel modello di democrazia
e di società configurato dalla nostra Carta costituzionale, che
pone alla base della Repubblica il ripudio della guerra, il
lavoro dignitoso e sicuro, la libertà e l’uguaglianza di tutte
le persone, la solidarietà, i diritti civili, politici e sociali
fondamentali, la giustizia sociale e ambientale, anche
nell’interesse delle future generazioni”, è scritto nell’appello
lanciato dall’Anpi e dalle altre sigle per la giornata di
mobilitazione.

   
“Con il conflitto israelo-palestinese – continua l’appello – la
situazione si è notevolmente aggravata e ha raggiunto livelli
inimmaginabili nella striscia di Gaza, dove ben prima del
barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre scorso, vi era già una
sostanziale occupazione israeliana, come anche nella
Cisgiordania dove Hamas non è al potere. L’inaudita reazione
dell’esercito israeliano, con più di 34.000 civili, tra cui
almeno 12.000 bambini morti sotto le bombe o seppelliti dalle
macerie, è stata oggetto di specifica denuncia alla Corte
Internazionale di Giustizia e il Consiglio di sicurezza dell’Onu
ha approvato una risoluzione per l’immediato cessate il fuoco”.

   
Sempre nell’appello c’è un passaggio sul governo Meloni,
“composto da tre forze culturalmente e storicamente estranee
all’arco costituzionale che diede vita all’Assemblea
Costituente”.

   
“Un governo che – continua la nota di Anpi, Cgil, Arci, Rete per
la Costituzione – porta avanti un disegno organico di
restaurazione autoritaria che punta a stravolgere la
Costituzione. La madre di tutte le riforme che il governo si
propone di portare a termine è l’elezione diretta del capo del
governo, che comporterebbe la subordinazione all’esecutivo del
residuo potere del Parlamento e del potere giudiziario”.

   
Un disegno affiancato da tre progetti complementari.

   
Nell’appello sono elencati: “L’introduzione in Costituzione di
un sistema elettorale maggioritario, ancora più iniquo di quello
attuale, che ridurrebbe ulteriormente la rappresentatività del
Parlamento; la riforma costituzionale della giustizia, che
smantellerebbe le garanzie di indipendenza e autonomia della
magistratura; il regionalismo differenziato che accentuerebbe le
già gravi diseguaglianze territoriali tra Nord e Sud del Paese
e cancellerebbe il modello universalistico e solidaristico del
welfare previsto dalla Costituzione”.

   

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Un sì in riva al mare anche senza veli, i nudisti esultano

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(di Maria Grazia Marilotti)
Dirsi di sì senza veli, in
riva al mare, per vivere la cultura della nudità alla luce del
sole, anche in un giorno importante come quello del matrimonio.

   
Nel segno dell’essenzialità, giusto un velo bianco, un papillon
e un bouquet: accessori simbolo di una festa nuziale, “occasione
per affermare il diritto di una scelta, in una dimensione
sociale aperta, condivisa”, spiega all’ANSA Pamela Deiana,
presidente nazionale dell’associazione Nudiverso.

   
Luigi Tedeschi, sindaco di San Vero Milis, nell’Oristanese,
raccoglie la sfida, tra i primi in Italia. In queste settimane
sta vagliando la normativa e le necessarie autorizzazioni per
lavorare a una delibera di giunta per far sì che la spiaggia
naturista di Is Benas diventi scenario dove poter celebrare in
forma ufficiale il rito civile. Lo spunto è arrivato dalla
richiesta di una coppia di tedeschi, quella di potersi sposare a
fine estate e senza tessuti indosso nella spiaggia delle
conchiglie, al confine con Is Arenas. È uno dei sei arenili in
Sardegna – altri due sono di prossima istituzione – e uno dei 23
luoghi in Italia, autorizzati dai Comuni di appartenenza, in cui
è possibile praticare il naturismo in sicurezza e tranquillità,
nel rispetto delle norme e senza incorrere in sanzioni
amministrative. Sei sono in Toscana, tre in Lazio, due in
Sicilia e Emilia Romagna, uno in Abruzzo, Campania, Calabria,
Piemonte.

   
“La Sardegna è un vero paradiso per chi ama vivere a stretto
contatto con la natura – spiega il primo cittadino – Abbiamo
individuato Is Benas perché offre la possibilità di potersi
unire in matrimonio con o senza indumenti. Ci sono spiagge in
Sardegna dove è permesso anche il matrimonio in via ufficiale. E
c’è chi sceglie perfino di pronunciare il si sott’acqua”. Le
richieste per i matrimoni in spiaggia sono tante, arrivano
soprattutto dall’ Europa, dove peraltro, i praticanti del
naturismo sono circa 20 milioni, in Italia la stima è intorno ai
500 mila. “Un’occasione importante per lo sviluppo del turismo
attivo e ecosostenibile”, chiarisce Tedeschi.

   
L’iniziativa è sostenuta e promossa dall’associazione
Nudiverso, impegnata a diffondere e promuovere, attraverso
festival e iniziative, “la cultura della nudità condivisa e la
percezione sociale dell’universo nudo in Italia, nei suoi
principi legati a benessere, sostenibilità, inclusione, al
prendersi cura dei luoghi, al tema del consenso, slegando tutto
dai preconcetti e pregiudizi di chi associa la nudità alla
disponibilità sessuale, aspetto culturale da superare – racconta
la presidente Deiana – Stiamo lavorando per abbattere gli
steccati, perché ci siano luoghi della nudità senza recinti, in
una prossimità e convivenza pacifica tra quanti decidono di
tenere il costume e quanti scelgono di non indossarlo, una
semplice nudità integrale che, se raccontata con le parole
giuste, unisce piuttosto che dividere”.

   
Questi in Italia i luoghi naturisti autorizzati: In Sardegna
Porto Ferro (Sassari); Piscinas (Arbus); Is Benas – San Vero
Milis (Oristano; Porto Conte (Alghero); Feraxi-Muravera Sa
Marina (sud Sardegna); Bari Sardo (Ogliastra). In Toscana: La
Lecciona (Viareggio); all’Isola d’Elba: Acquarilli-Le Tombe;
Livorno con Nido dell’Aquila a San Vincenzo; Sassoscritto a
Punta del Miglio – Calignaia a Punta Combara. In Sicilia:
Bulala-Gela (Caltanisetta); San Saba (Messina). In Abruzzo: Le
Morge (Chieti); In Piemonte: Val Sesia spiaggia fluviale
(Vercelli). In Campania: Il Troncone (Salerono). Nel Lazio: Roma
con Capo Cotta e Santa Severa e Fiumicino con Focene. In Emilia
Romagna: Lido di Dante (Ravenna) e Il Trebbia (Piacenza). In
Calabria: spiaggia di Stignano (Reggio Calabria).

   

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Convention FdI a Pescara, sopralluogo dopo esposto in procura

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La Polizia Giudiziaria della
Procura di Pescara si è recata questa mattina presso la grande
tensostruttura posta sulla spiaggia prospicente Piazza Primo
Maggio dove da venerdì fino a domenica si terrà la convention
programmatica di Fratelli d’Italia in vista delle elezioni
Europee. A quanto si è appreso l’iniziativa della Procura è
successiva alla presentazione nei giorni scorsi di un esposto in
merito a presunte irregolarità relative all’occupazione del
suolo demaniale marittimo.

   

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Sandro Orneli, Accenture: “Chi investe in sostenibilità vince due volte: riduce l’impatto e aumenta la competitività”

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«Ci troviamo in un periodo con diverse convergenze positive. Regolazioni, obblighi, spinte green da parte dei clienti”, spiega Sandro Orneli, Europe Sustainability Strategy Lead di Accenture. L’azienda di consuelenza ha redatto un report sulla transizione verde, “Destination Zero”. Dallo studio emerge che la quota di grandi aziende in Italia che hanno fissato obiettivi di emissioni nette zero è aumentata del 18% nell’ultimo anno, arrivando al 48% nel 2023. Di queste, solo il 19% è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo; il 50% sta riducendo le emissioni ma non abbastanza rapidamente; il 31%, invece, ha visto le proprie emissioni crescere nell’ultimo anno. Prendendo in considerazione i dati globali, invece, solo il 18% (meno di un quinto) delle aziende nel mondo è attualmente sulla buona strada per raggiungere zero emissioni nette zero nelle loro attività entro il 2050.

Le aziende hanno capito la sostenibilità e la stanno mettendo in pratica?

«Oggi gli investitori, soprattutto in Europa, comprendono che non c’è sostenibilità finanziaria nel medio lungo periodo senza sostenibilità. Si comprende quindi il ritorno di investimento: chi investe in sostenibilità ottiene il duplice risultato di crescere e diminuire l’impatto».

Eppure i dati sembrano indicare un rallentamento. Soprattutto negli Stati Uniti sembra esserci un disimpegno degli investimenti e delle attenzioni rispetto ai temi verdi. C’è una spaccatura?

«Non vedo una spaccatura. Oggi ci sono stati diversi fronti che hanno rubato l’attenzione rispetto la transizione verde. Ci può stare un rallentamento in alcune geografie per dalla strategia all’azione, ma è chiaro ormai che è chiaro a tutte le grandi aziende che in questo campo esiste un chiaro ritorno di investimento».

L’interesse economico supera quello ambientale?

«Fino a pochi anni fa si muovevano solo le aziende con valori storicamente più votati alla sostenibilità, realtà leader. Oggi sono arrivate le realtà “follower”, che seguono il trend e così rendono ancora più diffusa la transizione».

I consumatori che ruolo giocano?

«Sono un’altra spinta decisiva: è evidente che l’utente finale, noi tutti, quando acquistiamo dei prodotti facciamo molta più attenzione alla sostenibilità e al risparmio energetico. Questo convice le aziende ad allinearsi».

C’è qualcosa che un’azienda può fare per migliorare l’approccio verso la sostenibilità?

«Per raggiungere gli obiettivi a medio termine di riduzione dell’impatto è necessario cambiare approccio, passare da una mentalità “silos” a una strategia “ecosistema”. Le grandi aziende che puntano alle emissioni zero devono lavorare a 360 gradi, coinvolgendo tutti i dipartimenti dell’azienda. L’ufficio sostenibilità non è separato dal resto, ma funge da direttore d’orchestra. La sostenibilità è il core business, non è una questione laterale».

Deve cambiare anche il rapporto con i fornitori?

«Assolutamente sì. A oggi per molti le emissioni principali derivano proprio dalla catena dei fornitori. Le grandi aziende quindi devono collaborare con la supply chain. In questo aiuta la transizione digitale, che va di pari passo con quella verde: informazioni e digitalizzazioni sono fondamentali. Tutto il mondo dei finanziamenti pubblici e privati va in queste due direzioni: go green and go digital».

Ci aspetta un futuro di “green jobs”, lavori nel mondo della transizione verde. Quali consigli per le aziende che vogliono attirare i migliori talenti?

«Le aziende devono essere trasparenti, non cadere nelle trappole del greenwashing, ovvero le pratiche di raccontare un prodotto o un’operazione come “verde” quando nasconde invece una realtà poco sostenibile. Le aziende devono conquistare i talenti mostrando risultati ed esempi concreti. Per molti giovani ora la sostenibilità di un’azienda è tra gli aspetti più ricercati per la scelta dell’occupazione, insieme all’ambiente di lavoro e il salario».

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A Londra mostra su visita di Matteotti in Gb prima di omicidio

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E’ stata inaugurata nel palazzo a
due passi da Trafalgar Square che ospitò la Casa del fascio in
Inghilterra tra il 1936 e il 1940, oggi sede della Charing Cross
Library, una mostra dedicata alla visita clandestina che Giacomo
Matteotti fece a Londra tra il 22 e il 26 aprile del 1924, due
mesi prima di essere assassinato da una squadra fascista
capeggiata da Amerigo Dumini. Il viaggio nella capitale
britannica del leader socialista, di cui ricorrono i cento anni
dalla morte il 10 giugno prossimo, è un episodio ancora poco
conosciuto ma che secondo il curatore della mostra, l’autore e
storico della comunità italiana nel Regno Unito Alfio Bernabei,
fu tra i motivi che portarono alla decisione di eliminarlo da
parte del regime di Mussolini. “Ormai convinto che in Italia
l’opposizione in parlamento non riusciva a scalzare Mussolini,
Matteotti decise di fare appello al partito laburista capeggiato
da Ramsay MacDonald per chiedere aiuto non solo morale ma anche
materiale. Anche se privato del passaporto decise di correre il
rischio pur perfettamente cosciente, come disse al Daily Herald,
che stava mettendo in pericolo la sua vita”, ha affermato lo
studioso. La mostra dal titolo ‘Enduring Tempest’, aperta fino
al 13 giugno, ripercorre attraverso sette pannelli distribuiti
lungo la balaustra del salone d’entrata della biblioteca diversi
aspetti del viaggio di Matteotti nel Regno quasi tutti basati su
ricerche effettuate negli archivi inglesi. Si parla anche di
documenti riguardanti Dumini, stando ai quali dietro pagamento
si mise a disposizione dell’intelligence di sua maestà per
“recitare” una versione dell’omicidio politico ad uso della
propaganda contro Mussolini ma ci fu un rifiuto da parte
britannica.


   

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Roberto Salis, "mia figlia sta cercando di avere un giusto processo"

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“Non scappera’ dalla giustizia, anche se ottiene l’immunita’ parlamentare”
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