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Il colosso della moda online Shein nel mirino di Bruxelles

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BRUXELLES – La Commissione europea ha formalmente designato il retailer online cinese della moda Shein come piattaforma molto grande ai sensi della legge europea sui servizi digitali, la Digital Services Act (Dsa). Shein ha oltre 45 milioni di utenti mensili nell’Ue, soglia superiore necessaria ai sensi del Dsa. Le ‘Very large platform’ designate ora dalla Commissione salgono a 23.

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Per Bruxelles in Italia l'indipendenza dei media è solida: "Il caso Scurati è un tema interno"

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BRUXELLES – “L’ultimo rapporto sullo stato di diritto ha rilevato che il quadro giuridico che regola il settore dei media in Italia è solido ed efficace: le autorità di regolamentazione dei media sono indipendenti. Continuiamo a seguire e a monitorare gli sviluppi in tutti gli Stati membri”. Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue nel briefing con la stampa interpellato sia sul caso Scurati e sia sulla possibile cessione dell’Agi. “Si tratta di una questione nazionale”, ha detto rispetto al caso Scurati. Sull’Agi, “ci siano molte speculazioni, non ci sono informazioni chiare in questa fase non commenteremo in modo specifico”.

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Renew, mai con Ecr, nessun assegno in bianco a von der Leyen

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Alessandra Briganti
Una nuova ‘maggioranza Ursula’,
non necessariamente a sostegno di Ursula. Per Valérie Hayer,
candidata di punta dei liberali di Renew Europe alle elezioni di
giugno, il nuovo Parlamento europeo nascerà sotto la stella
della continuità. “Se si guardano i sondaggi più conservatori,
abbiamo la maggioranza con la coalizione esistente e possiamo
mantenere quella maggioranza: Ppe, S&D e Renew”, dice
l’eurodeputata in un’intervista al pool di agenzie di stampa,
tra cui ANSA, riunite nell’European Newsroom.

   
Nessuno smottamento a destra, quindi. Anche se, avverte
l’europarlamentare francese, “c’è il rischio che l’estrema
destra sfrutti le sue posizioni per ottenere una minoranza di
blocco”. E se da un lato ribadisce “la fiducia nel Ppe e nella
sua volontà di continuare a lavorare intorno a una coalizione
pro-europea”, dall’altro chiude alla possibilità di un accordo
di coalizione che comprenda anche il gruppo dei Conservatori e
Riformisti europei (Ecr), la famiglia di Fratelli d’Italia in
Europa guidata da Giorgia Meloni.

   
“È fuori questione” taglia corto l’eurodeputata che bolla Ecr
come “un gruppo politico composto da membri eletti dell’estrema
destra” ed è, specifica, “nel nostro Dna lottare contro gli
estremi e contro i populisti”.

   
E nel mirino finiscono in particolare FdI e la premier,
Giorgia Meloni. Hayer, in prima linea nella richiesta di
includere il diritto all’aborto nella Carta dei diritti
fondamentali dell’Ue, contesta in particolare “l’approvazione
nel Parlamento italiano di un emendamento che autorizza le
associazioni militanti anti-abortiste a intervenire nelle
cliniche che praticano l’aborto per convincere le donne a non
abortire”.

   
Meno categorica la valutazione su Ursula von der Leyen. Renew
non firmerà “nessun assegno in bianco” su un suo eventuale
secondo mandato alla guida della Commissione europea. “Ciò che
conterà per noi sono le nostre priorità politiche in materia di
autonomia strategica, difesa della competitività e difesa dei
nostri valori democratici europei” spiega la Spitzenkandidat,
che traccia una linea di continuità con il voto a sostegno del
primo mandato di von der Leyen.

   
Negli equilibri politici del nuovo Parlamento europeo però
Renew rischia di perdere peso davanti all’avanzare delle destre.

   
Secondo le ultime proiezioni di Euractiv sulle europee, i
liberali perderebbero 18 seggi rispetto a quelli attuali. “Non
mi fido dei sondaggi, un sondaggio è un’istantanea nel tempo e
la realtà, il vero sondaggio, è la sera delle elezioni. Quello
che sento sul campo – spiega Hayer – è che c’è uno slancio a
favore di Renew”. L’obiettivo per Renew è di “ottenere il
miglior risultato possibile” osserva ancora la Spitzenkandidat,
dicendosi “molto fiduciosa” sul fatto che i liberali resteranno
“i kingmaker” nel nuovo Parlamento europeo.

   

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Picierno (Pd), grave l'astensione di Fdi, Lega e M5S

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“L’astensione di Fdi, Lega e
M5S nel voto relativo alle interferenze russe nell’ Unione
europea rappresenta un atto molto grave. Occorre tutelare le
democrazie liberali dall’ offensiva di Putin e dalle oligarchie,
che cercano di indebolire il nostro Stato di diritto ed
inquinare il dibattito interno . Un allarme ancora più urgente a
poche settimane dal voto per le elezioni europee che non
possiamo sottovalutare”. Lo ha detto Pina Picierno,
vicepresidente del Parlamento europeo.

   

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Iraq, la tiktoker Om Fahad uccisa a Baghdad davanti casa per i suoi video sui social: “Indecenti, minano il pudore”

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Un uomo su una moto ha ucciso la celebre influencer Om Fahad davanti casa a Baghdad, hanno riferito funzionari della sicurezza irachena, citati dal Guardian. L’aggressore, ancora non identificato, ha sparato a Om Fahad che si trovava in macchina nel quartiere di Zayouna ieri, ha dichiarato un funzionario della sicurezza, che ha chiesto l’anonimato perché non autorizzato a parlare con i media. Un’altra fonte della sicurezza ha raccontato che l’aggressore avrebbe fatto finta di consegnare del cibo.

Om Fahad era diventata famosa per i suoi video spensierati su TikTok in cui ballava musica irachena: nel febbraio dello scorso anno, un tribunale l’aveva condannata a sei mesi di carcere per aver condiviso «video contenenti discorsi indecenti che minano il pudore e la moralità pubblica». Il governo ha lanciato una campagna nel 2023 per ripulire i contenuti dei social media che, a suo dire, violavano «la morale e le tradizioni» irachene. È stato istituito un comitato del ministero degli Interni per setacciare TikTok, YouTube e altre piattaforme alla ricerca di filmati ritenuti offensivi. Secondo le autorità, diversi influencer sono stati arrestati. Le libertà civili rimangono tuttora limitate per le donne i Iraq. Sempre a Baghdad, nel 2018, la modella e influencer Tara Fares, 22 anni, fu uccisa per strada da alcuni uomini.


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Andrea Colombi (Yamaha): “La nautica si assesterà su livelli superiori al pre-Covid”

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E’ incredibile come da un periodo di paura, dolore e incertezza possano nascere effetti positivi che perdurano nel tempo. E’ il caso del Covid e della pandemia. La nautica deve al virus un ritorno d’immagine sicuramente insperato in quei mesi cupi, durante i quali si fermava il mondo. Il settore aveva reagito, prima di altri, ma anche grazie alla pandemia si è capito più ampiamente che significa mare, barca, socialità a bordo, ambiente, vita all’aria aperta.

La riprova arriva dalle parole di Andrea Colombi, country manager di Yamaha, brand che ha anche una divisione nautica e che per le prove del suo nuovo motore, il 350 HP V6, ha scelto il golfo della Spezia, dove proprio in queste ore si stanno svolgendo le evoluzioni di sei imbarcazioni di diverse dimensioni dotate appunto del nuovo modello che – come dice Colombi – “va a colmare uno spazio nella nostra gamma dopo l’uscita dalla produzione del precedente 350 HP”.

Yamaha, giusto per inquadrare l’azienda, fattura circa 320 milioni di euro, con un contributo di 45 milioni dalla divisione marine. Il comparto dei motori marini fattura circa 200-250 milioni nel suo complesso. “Noi abbiamo quasi sempre detenuto circa il 20-25% del mercato”, dice Colombi, che è entrato in Yamaha nel 2006 come analista ed è diventato poi country manager nel 2015. Divisione che conta su 90 concessionari, “praticamente al 90% monomandatari”. Diverse le partnership, tra le quali quella con Capelli, di cui Yamaha è distributore.


L’exploit del mercato

Ci arriveremo, ma prima proseguiamo il discorso generale. “Uno degli effetti positivi della pandemia è stata l’esplosione del mercato. Dei motori fuoribordo, ma in generale di tutti i prodotti che vendiamo (moto e altro, ndr), legati alla libertà e alla mobilità personale. In particolare, durante il Covid si è verificata una inaspettata propensione delle persone ad approcciare il mare. Vuoi per una questione di limitazioni in atto, che vedevano nella barca un’isola dove poter stare all’aria aperta con i propri familiari, ma vuoi anche per la voglia di libertà che ha portato tanti a vedere nel mare un modo di soddisfare propri desideri, ambizioni, modi di vivere diversi”.

Il mercato della nautica, inteso come barche, è cresciuto. “Direi che è aumentato in maniera impressionante, tanto è vero che i produttori ci hanno messo un po’ di tempo per riposizionarsi sulle nuove produzioni”. E di rimando, c’è stata una grande richiesta di motori fuoribordo. “L’incremento di vendite c’è stato per tutte le categorie, ma in particolare per quella dei motori extra large, i cui numeri sono raddoppiati”. Stiamo parlando della gamma oltre i 200 HP. Perché? “Perchè sono cresciute le dimensioni delle imbarcazioni”, risponde Colombi. “C’è stato anche un grande exploit del noleggio, con un netto miglioramento della qualità delle flotte e dunque anche delle motorizzazioni, che sono anche in questo caso aumentate con le dimensioni delle barche stesse”.

Il boom del fuoribordo

Ci si può chiedere, ma perché si assiste a un incremento del fuoribordo rispetto all’entrobordo? Incremento che, scendendo nel dettaglio, ha visto la quota repowering – vale a dire montare un nuovo motore su una “vecchia” barca – raggiungere quella del “nuovo” assoluto – nuova barca, nuovo motore -. “Questo fenomeno è in atto da almeno dal 2018. E’ successo che tanti cantieri hanno iniziato a pensare a barche che prima potevano soltanto montare gli entrobordo in chiave del fuoribordo. Perché questi ultimi motori consentono di avere più spazio a bordo, meno vibrazioni e una manutenzione più facile. E così, barche sulle quali un tempo mai si pensava di montare un fuoribordo sono iniziate ad essere spinte proprio da quest’ultimo tipo di motori”. Motorizzazioni anche impensabili in passato, come quattro “bombe” da 450 HP l’uno.

I numeri aiutano a capire. “Nel 2018 si vendevano 16.600 motori fuoribordo, nel 2022 si è superato quota 20.000. E il mercato italiano è diventato il primo d’Europa”. Ciò si spiega anche con il numero di cantieri esistenti nella Penisola: più barche vendono, più motori servono. “Ma a contribuire è stato anche il cambio d’immagine della nautica, non più vista in modo ostile”. Più motori, e anche maggiori potenze. “La nostra gamma arriva sino a 450 HP, una potenza che non molto tempo fa era impensabile. Nella prima decade del 2000 il top era 300 HP, ma con una media di 100-150 HP. Noi siamo stati i primi nel 2008 ad uscire con un 350 HP, che è rimasto in produzione sino al 2018”. La gamma di Yamaha oggi vede sugli extra-large il 300, 350, 400, 425 e 450 HP.


Ovviamente, negli anni, gli stessi motori sono cambiati. Più flessibili, più sostenibili, più efficienti, più leggeri (il nuovo 350 HP pesa solo 6 chili in più del 300 HP), meno difficili da manutenere. E più “intelligenti”, Colombi ci passi il termine. “Il tema della flessibilità oltre al motore è legato al sistema di navigazione. Parlo del Helm Master EX, che è una vera rivoluzione e sul quale ci siamo molto focalizzati negli ultimi anni in termini di ricerca e sviluppo”. Si tratta di un sistema integrato che consente, tanto per capire, di gestire insieme il blocco motori – magari tre, quattro insieme – come fosse unico. Manovrando e ormeggiando con un joystick, tanto che sembrerà di avere un’elica laterale (il che, cancella anche l’ansia di dover gestire magari tre-quattro motori di elevata potenza). Un sistema, inoltre, che si potrà interconnettere con i sistemi di navigazione veri e propri della barca, tanto che i motori potranno “dialogare” con il pilota automatico o con l’ancora virtuale (il posizionamento fisso con Gps). Il tutto, gestito dal ponte di comando. E in un certo senso, customizzato sulle esigenze dell’armatore o proprietario della barca, che dir si voglia.

Il futuro più sostenibile

Non è un mistero che la casa giapponese abbia presentato al Boat Show di Miami il progetto di un primo motore a idrogeno. Il che apre alla discussione sulla sostenibilità. “C’è una fase più vicina e una più lontana di evoluzione. Si comincia dai materiali utilizzati, ad esempio la plastica riciclata, in alcuni casi recuperata in mare, per le calandre – dice Colombi -. E si lavora sulle emissioni. Come azienda ci siamo dati un piano chiamato Environmental Plan 2050, che ha l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2, a cominciare dai siti produttivi”. Si lavora in tal senso anche sui motori?, chiediamo. “Non vediamo in questo momento uno stop ai motori termici, ma stiamo studiando come farli consumare meno e che possano essere alimentati da carburanti alternativi”. Il biodiesel, il metano green, etc.

Poi, c’è anche l’elettrico. E c’è l’idrogeno. “Su quest’ultimo ci stiamo muovendo, c’è il progetto del prototipo presentato a Miami, ma non saprei dire se e quando avremo un motore a idrogeno in produzione. Va detto, a scanso d’equivoci, che nel nostro caso si tratta di un fuoribordo che utilizza l’iniezione diretta, quindi che inietta idrogeno e quindi è un motore a scoppio con l’idrogeno, non parliamo di fuel cell. Quanto all’elettrico, l’acquisizione di Torqueedo (motori elettrici, uno dei brand leader del mercato globale per la mobilità elettrica sull’acqua, 250 brevetti estesi anche ai sistemi di bordo e alle eliche, ndr) guarda senz’altro allo sviluppo dell’elettrificazione delle nostre applicazioni marine, che ci ha già visto presentare al Salone di Venezia un motore da 6 HP, pensato per una mobilità su acque calme”.


Previsioni

Torniamo al mercato. Che vede Colombi, nell’immediato futuro? “Penso che il boom che abbiamo vissuto negli ultimi anni, molto intenso, avrà una una lieve flessione e si posizionerà secondo me sul livello del vero mercato, senza effetto Covid. Si assesterà su numeri che saranno maggiori di quelli pre-pandemia, ma inferiori ai picchi post-pandemia, insomma”.

Subentrerà un po’ un effetto saturazione? “Be’, forse sì. Anche se abbiamo assistito a un allargamento della base della nautica, con nuovi ingressi. E questa è l’eredità positiva che ci lascia la pandemia, parlo di un approccio diverso al mare e alla nautica, che prima aveva barriere all’entrata altissime, anche in termini di costi, dalle patenti ai posti barca. Sembrerà banale, ma di finanziamenti articolati sulle barche fino a sette anni fa non se ne vedevano. Diciamo che c’è stato un passo verso la democratizzazione della nautica”. Guardando avanti? “Bisognerà vedere anche come la politica vorrà utilizzare questo momento positivo per accompagnare la crescita di questa industria”.

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Media: Harvey Weinstein ricoverato a New York

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NEW YORK. Harvey Weinstein è stato ricoverato a New York. Lo afferma il suo avvocato Arthur Aidala, secondo il quale l’ex re di Hollywood si trova in questo momento all’ospedale Bellevue dove è sottoposto a una serie di esami. Lo riporta l’Associated Press sul proprio sito.

Giovedì, la Corte d’Appello di New York ha annullato la sua condanna dopo aver concluso che un giudice del processo ha consentito troppe prove non direttamente correlate alle accuse che ha dovuto affrontare. Il 72enne Weinstein soffre di una serie di disturbi, tra cui problemi cardiaci, diabete, apnea notturna e problemi agli occhi.


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Ponte 25 aprile,meteo migliora a Centro-Sud ancora piogge a Nord

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L’Italia entra in un ponte del 25
aprile “traballante” dal punto di vista meterologico: da venerdì
al Nord-Ovest inizierà una fase perturbata mentre al Sud tornerà
la primavera. Le temperature saranno però in risalita. Sono le
previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo del sito
http://www.iLMeteo.it.

   
“Nelle prossime ore al Sud le temperature caleranno di almeno
10 gradi – spiega – le precipitazioni bagneranno in modo diffuso
le regioni centrali, il Nord-Est in particolare l’Emilia Romagna
ed il Sud tirrenico. La festa della Liberazione – aggiunge – ci
libererà dal freddo: le minime saranno ancora frizzanti,
localmente vicine ai 3-5°C in pianura, ma le massime saliranno
anche di 8-9°C. Dovremo aprire gli ombrelli soprattutto nel
pomeriggio sulle regioni centrali tirreniche”.

   
Da venerdì al Nord-Ovest inizierà una fase perturbata mentre
al Sud tornerà la Primavera, “ma le temperature inizieranno
comunque a risalire verso i valori normali del periodo su tutto
il Paese”, osserva Tedici. In sintesi, il freddo finirà il 25
aprile, “con la liberazione dalla massa d’aria polare che ha
fatto toccare valori record per il periodo. Dal 25 aprile tutto
cambierà, resterà solo la minaccia della pioggia intensa sulle
regioni nord occidentali durante il weekend, ma in un contesto
decisamente più mite trascinato dai venti di Scirocco”.

   
Nel dettaglio
Mercoledì 24. Al nord: instabile al Nord Est, sole altrove. Al
centro: instabile con temporali e neve a 1000 metri. Al sud: via
via più instabile e fresco.

   
Giovedì 25. Al nord: soleggiato, rovesci nel pomeriggio. Al
centro: instabilità pomeridiana con frequenti piogge specie su
Appennini e Adriatiche. Al sud: piogge sulle tirreniche.

   
Venerdì 26. Al nord: peggiora specie sul Nord-Ovest. Al centro:
instabilità con locali rovesci. Al sud: soleggiato.

   
Tendenza: pressione in graduale aumento, in generale soleggiato
salvo piogge nel weekend sul Nord-Ovest, a tratti intense.

   

   

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Veto russo a bozza Usa contro armi nucleari nello spazio

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La Russia ha bloccato con il veto
la risoluzione elaborata da Usa e Giappone sulla prevenzione
delle armi nucleari nello spazio. La bozza intendeva “rafforzare
e sostenere il regime globale di non proliferazione, anche nello
spazio extra-atmosferico, e riaffermare l’obiettivo condiviso
del suo mantenimento per scopi pacifici”. Il testo ha ottenuto
13 voti a favore, il veto della Russia e l’astensione della
Cina.

   

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Condanna definitiva per Cospito a 23 anni di carcere

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Diventa definitiva la condanna a 23 anni di carcere per l’anarchico Alfredo Cospito nel procedimento legato all’attentato alla ex caserma allievi carabinieri di Fossano del 2006. Lo hanno deciso i giudici della Cassazione che hanno ribadito anche la condanna a 17 anni e 9 mesi di per Anna Beniamino. I magistrati della sesta sezione hanno rigettato i ricorsi della Procura Generale di Torino e delle difese, così come sollecitato dal pg. Cospito è attualmente detenuto al regime del 41 bis nel carcere di Sassari dove è rientrato a giugno, dopo aver trascorso oltre quattro mesi nel penitenziario di Opera: a Milano era infatti stato trasferito per motivi di salute scaturiti dallo sciopero della fame a cui l’anarchico si era sottoposto – dal 20 ottobre del 2022 al 19 aprile del 2023 – per protestate contro il regime del carcere duro.

I supremi giudici hanno quindi accolto la richiesta del procuratore generale, che aveva chiesto di confermare le condanne inflitte nel giugno dello scorso anno dalla Corte d’assise d’appello di Torino. Il rappresentante dell’accusa aveva sollecitato il rigetto del ricorso del procuratore generale di Torino e l’inammissibilità di quelli presentati dalle difese dei due imputati, gli avvocati Flavio Rossi Albertini e Caterina Calia. Secondo il pg di Cassazione, Perla Lori, il danno “effettivamente realizzato” nell’azione “è di particolare tenuità. Appaiono quindi corrette le determinazioni poste nella sentenza impugnata”, ha aggiunto. L’udienza in Cassazione è stata anticipata dalle azioni in solidarietà a Cospito e Beniamino messe in atto da alcuni militanti anarchici: con diversi blitz a Roma sono infatti stati dati alle fiamme cassonetti e danneggiate le vetrate di alcune banche e bancomat. Le azioni sono state compiute nella zona del quartiere Tuscolano dove è stata anche danneggiata un auto e sui muri sono comparse le scritte “Anna e Alfredo liberi”. Nelle motivazioni della sentenza di Appello, i giudici di Torino scrissero che l’azione del 2006 fu “un grave atto terroristico” che però ebbe ripercussioni “modestissime”. Una “strage politica”, certo, ma senza vittime e senza grossi danni, e che quindi deve essere considerata di “lieve entità”. “L’azione – si legge – ha avuto una blanda ripercussione sulla compagine statale o, comunque, su una parte di essa (l’Arma dei carabinieri, ndr), e ha comportato un pericolo limitatissimo di una lesione alla personalità dello Stato e all’ordine democratico”.

“La decisione della corte di Cassazione conferma quanto sostenuto dalle difese nel corso del giudizio di rinvio ovvero che la pena dell’ergastolo con un anno di isolamento diurno invocato dalla procura generale di Torino rappresentava una richiesta sproporzionata e non sorretta da alcuna valida ragione giuridica. Rimane comunque il rammarico per una condanna estremamente severa”. Lo afferma l’avvocato Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito commentando la decisione della Cassazione.

Il procedimento rappresenta il troncone principale del maxi-processo alle Fai-Fri, gruppo anarchico cui è attribuita una lunga serie di attacchi (plichi esplosivi, posizionamento di ordigni) avvenuti fra il 2003 e il 2016. Per quanto riguarda il regime del carcere duro, sempre la Cassazione, il 20 marzo scorso aveva dichiarato inammissibile l’istanza presentata dai difensori dell’anarchico contro la decisione del tribunale di Sorveglianza di Roma che il 23 ottobre aveva confermato il 41 bis per Cospito.

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