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Liberi gli arrestati al Cairo, attese decisioni Procura

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Sono usciti a piede libero dalla
sede della Procura Suprema egiziana per la Sicurezza dello
Stato, accompagnati dai loro avvocati, gli arrestati di ieri al
Cairo durante una manifestazione per Gaza e il Sudan.

   
Restano a loro carico le accuse, tra cui quella di “adesione
a un gruppo terrorista” e proseguono le indagini sull’accaduto.

   
La Procura farà conoscere in seguito le proprie decisioni su
come procedere.

   

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Il capolista di Afd Krah indagato per fondi cinesi e russi

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La Procura di Dresda ha avviato
due indagini preliminari, per sospetti di finanziamenti russi e
cinesi, nei confronti del capolista dell’estrema destra tedesca
(AfD) alle prossime elezioni europee, Maximilian Krah. Lo ha
riferito un portavoce della stessa Procura della città est della
Germania. Krah è già al centro di uno scandalo politico a
seguito dell’arresto di uno dei suoi assistenti al Parlamento
europeo sospettato di essere un agente cinese.

   

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Biden firma gli aiuti, i missili Atacms sono già a Kiev

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Un nuovo maxi invio di armi all’Ucraina per rendere gli Stati Uniti e il mondo “più sicuri” di fronti ai pericoli della tirannia. Dopo mesi di stallo a Capitol Hill, Joe Biden mette a segno un’importante vittoria sia in chiave elettorale che sul fronte della politica estera con l’approvazione definitiva della sua legge di spesa da 95 miliardi, di cui una prima tranche da un miliardo destinata alle forze di Volodymyr Zelensky nell’ambito di un totale di 60,8 per l’Ucraina che comprende anche aiuti umanitari ed economici. Ma la notizia è anche che Washington un mese fa ha segretamente inviato i missili a lungo raggio Atacms, che Kiev chiede da quasi due anni. Gli aiuti, ha assicurato il commander-in-chief subito dopo aver firmato il provvedimento, partiranno “nei prossimi giorni” ed arriveranno in Ucraina entro la fine di questa settimana.


Biden ha firmato gli aiuti a Ucraina e Israele e il bando per Tiktok


 

Nella lista ufficiale diffusa dal Pentagono sulla prima tranche da un miliardo ci sono sistemi di difesa aerea, proiettili di artiglieria, veicoli corazzati e armi anticarro che si trovano già nei depositi americani in Europa. Tuttavia, secondo indiscrezioni di Politico, un mese fa gli americani avrebbero già spedito a Kiev gli agognati Atacms, che Washington ha sempre negato a Zelensky per il timore di un’escalation con la Russia. E anche se lo scorso ottobre il dipartimento della Difesa aveva mandato in Ucraina, senza troppa pubblicità, quelli a medio raggio, il leader di Kiev aveva continuato a premere per un’arma che potesse colpire oltre le linee di Mosca. I circa 200 missili a lungo raggio sarebbero arrivati a marzo, all’interno di un pacchetto da 300 milioni di dollari, e sarebbero già stati utilizzati due volte dall’esercito ucraino per colpire un aeroporto militare russo in Crimea mercoledì scorso e le truppe russe nel sud-est del Paese durante la notte di martedì. All’epoca membri chiave del Congresso erano stati informati della spedizione segreta di Atacms ma l’amministrazione Biden non aveva fatto nessun annuncio pubblico. Stando a quanto ha rivelato un alto funzionario dell’amministrazione americana, inoltre, anche in questo nuovo pacchetto ci saranno i potenti missili, capaci di colpire fino a 300 km. Per Biden, che ha ringraziato lo speaker repubblicano Mike Johnson per aver sbloccato la legge alla Camera sfidando gli estremisti trumpiani, si tratta di “un investimento” nella sicurezza degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Video Ok del Congresso Usa a pacchetto aiuti Ucraina

 

“L’America non si piega a nessuno, men che meno a Vladimir Putin”, ha avvertito il presidente americano assicurando che gli Stati Uniti “sconfiggeranno i dittatori nel mondo”. “Se i nostri partner sono più forti lo siamo anche noi”, ha sottolineato promettendo, ancora una volta, di non “lasciare da soli” i Paesi amici. Zelensky da parte sua ha ringraziato il Senato americano per aver approvato la legge definendo il prossimo invio di armi un “aiuto vitale” per le sue forze. “Le armi a lungo raggio, l’artiglieria e la difesa aerea sono strumenti fondamentali per ripristinare la pace il prima possibile”, ha dichiarato il leader ucraino che non ha menzionato esplicitamente gli Atacms. Con questo tipo di armi comunque gli ucraini sono stati in grado di infliggere gravi danni alle forze del Cremlino, come dimostrano i video pubblicati dagli abitanti delle zone colpite mercoledì scorso, dove si vedevano incendi devastanti e le finestre delle case vicino all’aeroporto distrutte dall’esplosione. “La chiave ora è la velocità. La velocità di attuazione degli accordi con i partner sulla fornitura di armi per i nostri guerrieri. La velocità con cui si eliminano tutti i piani russi per eludere le sanzioni. La velocità nel trovare soluzioni politiche per proteggere le vite dal terrorismo russo”, ha sottolineato ancora il presidente ucraino. “Ogni leader che non perde tempo è un salvavita. Ogni Stato che sa agire rapidamente salvaguarda l’ordine mondiale basato su regole. Ringrazio tutti coloro – ha detto Zelensky – che nel mondo aiutano il nostro popolo a ripristinare una vita normale dopo gli attacchi russi. Ringrazio tutti coloro che aiutano i nostri guerrieri a difendere le città e i villaggi dell’Ucraina dal male russo”.pristinare una vita normale dopo gli attacchi russi. Ringrazio tutti coloro che aiutano i nostri guerrieri a difendere le città e i villaggi dell’Ucraina dal male russo”.

Video Doha, Russia e Ucraina pronte allo scambio dei bambini sfollati

 

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Sofia Goggia imita Francesca Fagnani: 'Lei che belva si sente?'

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La campionessa di sci immagina intervista sul suo allevamento di galline
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Visioni – Tutta la verità vi prego su Minerva, il primo LLM davvero italiano

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È nata una nuova intelligenza artificiale generativa e, questa volta, è “madrelingua” Italiana: si chiama Minerva, come la divinità romana della lealtà e della saggezza, ed è la prima famiglia di Large Language Model (cioè di quelle IA come ad esempio ChatGPT di OpenAI)  il cui addestramento è avvenuto da zero su contenuti in lingua italiana, utilizzando (per iniziare) 500 miliardi di parole. In questa decima puntata de La Fabbrica Della Realtà – che inaugura il ciclo di interviste “Visioni” – Alessio Jacona incontra Roberto Navigli, “papà” di Minerva e leader del gruppo di ricerca Sapienza NLP (Natural Language Processing), un team di talenti che ha sviluppato la nuova famiglia di LLM nell’ambito del Future Artificial Intelligence Research (FAIR), il progetto triennale di ricerca guidato dal CNR che realizza la strategia nazionale sull’intelligenza artificiale grazie ai fondi PNRR. Trenta minuti di chiacchierata informale e densa di contenuti, durante la quale Navigli spiega con passione coinvolgente come nasce, cos’è e come funziona questo nuovo LLM, ma soprattutto perché è assolutamente fondamentale che oggi l’Italia sviluppi la propria versione di tecnologie come questa.

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Violentata da 2 uomini a Roma, c'è un fermato

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C’è un fermo per la violenza sessuale
denunciata nei giorni scorsi da una 20enne a Roma. I poliziotti
del Distretto Casilino hanno eseguito un provvedimento di fermo
di indiziato di delitto nei confronti di uno dei due uomini che
il 17 aprile avrebbero abusato sessualmente della giovane. Si
tratta di un cittadino tunisino di 30 anni. A quanto
ricostruito, le violenze sarebbero avvenute all’interno di un
appartamento a Tor Bella Monaca, in periferia. Il fermato
avrebbe portato lì la ragazza per poi abusare di lei insieme a
un complice, non ancora identificato. Il provvedimento dovrà
essere convalidato dall’autorità giudiziaria.

   

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Inchiesta sulla moglie di Sanchez, il premier valuta le dimissioni

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Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha deciso di cancellare l’agenda ufficiale e ha annunciato di volersi prendere “un periodo per riflettere” se “vale la pena” restare a capo del governo dopo che la moglie Begogna Gomez, è stata indagata dalla procura di Madrid i presunti rapporti con alcune imprese private destinatarie di appalti e fondi pubblici. Il premier ne ha dato notizia in una lettera ai cittadini di 4 pagine, pubblicata sul suo account X.

“In un giorno come oggi e nonostante le notizie che ho saputo, nonostante tutto, continuo a credere nella giustizia del mio paese”, aveva commentato in precedenza Sanchez replicando, durante il question time alla Camera, al portavoce della Sinistra repubblicana catalana (Erc), Gabriel Rufian, che ha definito “una guerra sporca” l’apertura dell’inchiesta.

L’indagine preliminare è stata aperta dalla sezione istruttoria n. 4 del Tribunale di Madrid, sulla base di un esposto presentato dal sindacato dell’estrema destra Manos Limpias. L’iniziativa punta ad accertare se si debba aprirsi un fascicolo di inchiesta nel caso si prefigurino indizi dei reati di abuso di informazione privilegiata e corruzione, ipotizzati nella denuncia di Manos Limpias, secondo fonti giudiziarie citate da El Confidencial.

L’esposto fa riferimento a presunte riunioni avute nel 2020 da Begona Gomez con il consigliere delegato di Air Europe, la compagnia aerea che ricevette 475 milioni per il salvataggio da parte dello Stato spagnolo e al fatto che il premier Pedro Sanchez partecipò alla seduta del Consiglio dei ministri che approvò il decreto di finanziamento.

Sui fatti in oggetto si è già pronunciato l’Ufficio statale per i Conflitti di interesse, attivato dal Partito Popolare all’opposizione, archiviando la denuncia del Pp in quanto “priva di base giuridica” e concludendo che il premier Sanchez non doveva astenersi dalla deliberazione.

A difesa di Sanchez e della moglie si è schierato Félix Bolaños, ministro della Presidenza e della Giustizia e considerato uno degli uomini più vicini al leader iberico che ha sottolineato come tutto sia partito da una “denuncia falsa, come altre”. A riguardo si è espresso anche il capogruppo socialista in questa Camera, Patxi López. “C’è una strategia che porta a lanciare accuse senza dati, senza informazioni veritiere, senza prove, solo per attaccare”, ha detto. “In questo caso, si parla di una persona diffamata senza motivo. Così non va bene”, ha aggiunto. Da parte sua, il Partito Popolare (opposizione) chiede invece a Sánchez “chiarimenti” pubblici sul caso. 

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Ponte del 25 aprile tra freddo e rovesci: migliora il clima al Centro-Sud ma continuano le piogge al Nord

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Un 24 aprile all’insegna del freddo con temperature tipiche invernali e con cieli grigi su gran parte del Paese. A confermare la tendenza del Ponte è Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, che segnala la continua condizione di maltempo e neve a bassa quota sulle Dolomiti e sugli Appennini. Aria serena e ampie schiarite con temperature massime in ripresa, fino a oltre i 15°C. 

La festa della Liberazione, nello specifico, sarà caratterizzata da temperature minime vicine ai  3-5°C in pianura. Le temperature caleranno anche nel Sud della Penisola. Da venerdì inizierà una fase perturbata a Nord, mentre nelle regioni del Centro-Sud tornerà un clima più primaverile. 

Nel weekend piogge frequenti continueranno a caratterizzare il clima delle regioni nord occidentali con il ritorno della neve oltre i 1500-1600 metro, anche in Piemonte e Lombardia. Una situazione incerta che si protrarrà fino al Primo Maggio. 

 

Nel dettaglio: 

– Mercoledì: Al Nord tempo instabile. Al centro temporali e neve a 1000 metri. Al Sud clima instabile e fresco. 

– Giovedì: Al Nord soleggiato con rovesci nel pomeriggio. Al centro frequenti piogge su Appennini e Adriatiche. Al Sud piogge sulle zone tirreniche 

– Venerdì: Al Nord tempo in peggioramento specie a Nord-Ovest. Al Centro instabilità e locali rovesci. Al Sud tempo soleggiato. 

– Tendenza: pressione in graduale aumento, in generale soleggiato salvo piogge nel weekend sul Nord-Ovest, a tratti intense.  

 

NEL

DETTAGLIO

Mercoledì

24. Al nord:

instabile al Nord Est, sole altrove. Al centro: instabile con temporali e neve a 1000 metri. Al sud: via via più instabile e fresco.

Giovedì

25. Al nord:

soleggiato, rovesci nel pomeriggio. Al centro: instabilità pomeridiana con frequenti piogge specie su Appennini e Adriatiche. Al sud: piogge sulle tirreniche.

Venerdì

26. Al nord:

peggiora specie sul Nord-Ovest. Al centro: instabilità con locali rovesci. Al sud: soleggiato.

Tendenza:

pressione in graduale aumento, in generale soleggiato salvo piogge nel weekend sul Nord-Ovest, a tratti intense.

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'Lei è ebrea?' alla senatrice Ester Mieli, Fdi solleva la polemica su Radio Anch'io

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”Lo chiedo anche a lei così facciamo chiarezza. Lei è ebrea?”. ”Si sono ebrea ma lei lo chiede a tutti? A tutti gli ospiti?”. Inizia così stamattina il botta e risposta nel corso di Radio Anch’io su Radio1 tra il conduttore Giorgio Zanchini e la senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli, nell’ambito di una discussione sulle proteste degli studenti nelle università per la guerra in Palestina.

‘Abbiamo iniziato la trasmissione – continua Zanchini – con una studentessa che ha parlato di antisionismo e le ho chiesto: ‘non temete che la vostra protesta sfoci nell’antisemitismo?”’ ”Il punto di vista – replica Mieli – deve essere lo stesso aldilà della religione che si professa. Il rispetto vale per tutti e comunque, non c’entra nulla la religione. Il mio rispetto della libertà e dei principi della nostra costituzione sono uguali per tutti”. ”Quello è sacrosanto”, sostiene Zanchini. ”Allora perché me lo chiede?”, replica Mieli. ”Per che penso che la sua sensibilità possa essere in caso diversa”. ”Qui si sbaglia, la mia sensibilità non è diversa”. ”Questo è ovvio, se la studentessa dice, gli ebrei occupano un territorio indebitamente…”.

”Che cosa c’entra che sono ebrea. Io sono una senatrice della Repubblica – incalza Mieli – sono italiana e professo una religione. Io difendo i diritti di tutti quelli che vengono denigrati”. Poi dice ancora la senatrice: ”Sono di religione ebraica e non me ne vergogno ma non c’entra nulla, i fatti della Sapienza di qualche giorno fa li avrei condannati anche se non fossi di religione ebraica. Quello che è accaduto è inaccettabile, quegli uomini e quelle donne in divisa stanno difendendo la nostra libertà. Chi va a manifestare lo fa con i centri sociali e con i collettivi di sinistra o lo fa perchè vuole alzare la tensione sociale nel nostro paese. Quelli non sono dei manifestanti”. Quindi chiosa il conduttore: ”Lei da una lettura solo politica di quello che sta accadendo. Non la volevo portare sul discorso della religione. Va bene è una domanda sbagliata senatrice, non lo chiederò più, sto zitto ha ragione lei”.

Fratelli d’Italia solleva il nuovo caso in Commissione di Vigilanza. La deputata Augusta Montaruli ha denunciato che questa mattina, nel corso di Radio Anch’io su Radio1, è stato chiesto alla senatrice del suo stesso partito Ester Mieli se fosse ebrea, nell’ambito di una discussione sulle proteste degli studenti nelle università per la guerra in Palestina. La parlamentare ha quindi proposto di ascoltare i vertici Rai anche fu questo punto, ipotizzando di convocare anche il conduttore della trasmissione Giorgio Zanchini. Di fronte a questa posizione, l’opposizione ha chiesto di riconsiderare l’audizione di Paolo Corsini e Serena Bortone sul caso Scurati, ritendo che si usino due pesi e due misure. La parlamentare di Fdi ha sottolineato che quanto avvenuto a Radio Anch’io rappresenta “un caso gravissimo”, che “rasenta l’antisemitismo”.

“Trovo davvero grave e inquietante quanto avvenuto. Da settimane si susseguono in tutta Italia manifestazioni di intolleranza nei confronti di Israele e degli ebrei e una domanda come quella posta dal conduttore è del tutto inaccettabile. L’opinione di una persona non può in alcun modo essere collegata alla religione professata. All’amica Ester Mieli e alla comunità ebraica giunga la mia sincera solidarietà e affettuosa vicinanza”, afferma in una nota il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Esprimo solidarietà alla senatrice Ester Mieli che si è trovata di fronte a un conduttore, Zanchini, che le ha chiesto ‘lei è ebrea?’, non si capisce con quale intento. Forse quello di connotare le sue opinioni in merito ai fatti in corso in Italia o in Medio Oriente? Una condotta incredibile, che potrebbe denotare una sorta di pregiudizio o quanto meno una inadeguata professionalità. Un episodio grave ed inquietante. Sul quale la Rai dovrebbe intervenire con immediatezza. Alla vigilia del 25 aprile si tratta di una vicenda sconcertante . Ora quando si partecipa ad una trasmissione Rai si dovrà indicare prima l’eventuale confessione religiosa o altri dati? E poi se ci sono troppi cristiani, troppi ebrei o troppi musulmani si faranno ‘dosaggi’ o esclusioni? C’è chi parla di un episodio di antisemitismo”, dichiara in una nota il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri.

 

   

Zanchini: ‘Dispiaciuto per Mieli ma il mio intento era opposto’

“Sono molto dispiaciuto se la senatrice Mieli si è sentita offesa o se posso aver urtato la sua sensibilità, ma il mio intento era esattamente l’opposto”.
Lo dice all’ANSA il conduttore di Radio Anch’io, Giorgio Zanchini, dopo le polemiche per la domanda se fosse ebrea rivolta questa mattina in trasmissione alla senatrice di Fdi, Ester Mieli. 

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Autonomia: la maggioranza va sotto e il presidente fa ripetere la votazione, caos in commissione alla Camera

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Caos, urla e forte tensione alla commissione Affari Costituzionali della Camera dopo che la maggioranza è stata battuta in un voto su un emendamento del M5s e il presidente Nazario Pagano non ha riconosciuto l’esito della votazione, facendola ripetere. 

Il voto non era stato proclamato da Pagano (Forza Italia) che, dopo una pausa per approfondire l’istruttoria, ha deciso, essendoci dei precedenti, di far ripetere la votazione. “Non si è conclusa la procedura di voto. La Commissione riprenderà venerdì”, ha detto il presidente della Commissione al termine della seduta a proposito dell’emendamento incriminato. Per Pagano, non essendosi conclusa la procedura di voto sulla proposta di modifica, su cui – secondo i gruppi di opposizione – la maggioranza è stata battuta, venerdì si ripeterà la votazione dello stesso emendamento.

Ma le opposizioni insorgono. “Il regolamento della Camera prevede che, qualora si ritenesse che ci siano state irregolarità – e non ce ne sono state – la nuova votazione avvenga immediatamente. E immediatamente non vuol dire solo a livello temporale ma anche ‘rebus sic stantibus’, ovvero con i medesimi soggetti”, ha commentato Alfonso Colucci (M5s). Per Colucci il fatto che la maggioranza sia stata battuta “è significativo del fatto che evidentemente non sono così convinti e unitari anche su questo provvedimento. Non è solo uno scivolone ma è espressione di una grande crepa all’interno della maggioranza”.

Il Pd, secondo quanto si apprende da fonti dem, in commissione Affari costituzionali non riconosce più la terzietà del presidente Nazario Pagano e ha chiesto di interrompere la seduta e rinviare a venerdì per sciogliere il nodo del voto sull’emendamento del M5s. La sua proposta di non riconoscere la procedura di voto, viene spiegato, “non esiste in nessun articolo del regolamento, l’esito del voto era chiaro e certificato dai commissari d’aula e non c’è bisogno di ripeterlo”.

La presidente di Azione Mara Carfagna sottolinea che “sull’autonomia differenziata la maggioranza continua a marciare a tappe forzate, tra contingentamento dei tempi e gravi forzature istituzionali. Come la decisione di non riconoscere l’esito del voto su un emendamento dell’opposizione su cui il governo è andato sotto. Per la serie: se non vinco non vale. Tutto pur di condurre in porto un provvedimento che non sta in piedi, bocciato anche da Confindustria, Ufficio Parlamentare di Bilancio, Banca d’Italia ed altri organismi indipendenti”.

“La maggioranza è stata battuta in commissione Affari costituzionali sul ddl autonomia, ma il presidente Pagano non sta riconoscendo l’esito del voto”, ribadisce la capogruppo democratica in commissione Affari costituzionali alla Camera, Simona Bonafè che parla di “un fatto di una gravità inaudita, è incredibile che dopo le continue forzature sull’esame in commissione, la maggioranza voglia adesso piegare l’esito di una votazione molto chiara. Non accetteremo questo tentativo di stravolgere l’esito di un voto così netto”.

E anche la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi denuncia l’accaduto: “Il governo è stato battuto in commissione Affari costituzionali su un emendamento dell’opposizione al ddl sull’autonomia differenziata, ma invece di prenderne atto, il presidente della Commissione ha cercato di annullare il voto e ha sospeso la seduta. In sfregio alle regole, la maggioranza si comporta in modo infantile: perde la partita e si porta via il pallone”. 

Via la parola autonomia dai principi del ddl, ecco l’emendamento della discordi

‘L’emendamento della discordia’, su cui la maggioranza è andata sotto in commissione Affari Costituzionali della Camera andrebbe ad eliminare la parola “autonomia” dal primo comma del primo articolo del disegno di legge in esame. Il testo, presentato dal M5s, va ad incidere sull’enunciazione dei principi di “indivisibilità e autonomia” che la proposta di legge si propone di rispettare, sopprimendo le parole “e autonomia”. 

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