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Categoria: Notizie
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AGI – “La partenza è stata un pò ‘ni’, però nella seconda parte di gara mi sono sentito veramente a mio agio ed è un punto di partenza su cui possiamo lavorare. Non sono del tutto soddisfatto del tempo, pensavo di correre un pò più forte”. Sono queste le prime parole di Marcell Jacobs da Jacksonville negli Stati Uniti dove nel pomeriggio locale ha debuttato fermando i crono su 10″11 con quasi un metro di vento alle spalle. Sugli spalti dell’Hodges Stadium all’interno della University of North Florida c’erano anche la moglie Nicole e i figli Anthony e Meghan. “Sono molto contento di essere tornato a gareggiare e soprattutto senza problemi – ha aggiunto Jacobs -. Avevo bisogno di ritrovare queste sensazioni”.
La gara causa vento si è svolta con partenza invertita, ovvero con partenza dove normalmente è posizionato l’arrivo e l’arrivo nella zona di partenza. “Stiamo stati un pò tutti sorpresi perchè è stato invertito il rettilineo e si è perso un pò di tempo, il riscaldamento è stato più lungo rispetto al solito”, ha spiegato Jacobs che nei prossimi giorni si trasferirà a Miami dove si aggregherà alla nazionale italiana.
Piccolo giallo per il vincitore dei 100 metri dell’evento ‘East Coast Relays’ di Jacksonville in Florida che ha visto Marcell Jacobs correre al debutto stagionale in 10″11. Anche a seguito della gara che si è svolta sul rettilineo in senso inverso a seguito delle forti folate di vento, c’è stato uno ‘scambiò di vincitori.
Inizialmente al primo posto era stato collocato Jacobs assieme allo statunitense Trayvon Bromell ma al termine delle quindici serie (i più forti avevano corso nella prima) al primo posto è salito il canadese, campione olimpico dei 200 metri, Andre De Grasse accreditato dello stesso tempo di Jacobs ma tre millesimi in meno, 10″103 contro il 10″106 dell’italiano. Bromell, anche lui come De Grasse e Jacobs inseriti nel Tumbleweed Track Club e tutti seguiti dall’allenatore Rana Reider, è finito terzo con 10″14. Alla gara hanno preso parte ben 107 concorrenti in gran parte statunitensi.
AGI – E’ medaglia di bronzo la diciottenne Savita Russo nella categoria fino a 63 chilogrammi dei Campionati europei di judo di Zagabria. Oggi sui tatami dell’Arena Zagreb della capitale croata la judoka siciliana ha conquistato la prima medaglia in carriera nella categoria assoluta dopo che nel settembre dello scorso anno aveva vinto l’oro tra le juniores a L’Aja. Qualificata direttamente al secondo turno l’azzurro all’incontro d’esordio ha sconfitto la croata Iva Oberan e successivamente la spagnola Cristina Cabana Perez. Ai quarti di finale Russo ha subito l’ippon dalla ceca Renata Zachova.
AI ripescaggio l’atleta ragusana si e’ imposta al ‘golden score’ sulla tedesca Dena Pohl. Nell’ultimo incontro, quello valevole per il bronzo, Savita Russo ha prevalso nuovamente al ‘golden score’ battendo per ippon la croata Katarina Kristo dopo aver combattuto con due ammonizioni. Savita Russo, 18 anni e 344 giorni, con il bronzo di oggi e’ diventata la terza italiana piu’ giovane di sempre a salire sul podio agli Europei senior dopo Laura Zimbaro e Maria Teresa Motta entrambe bronzo a 18 anni a Madrid nel 1981. Ieri nella prima giornata dell’Europeo, l’Italia aveva conquistato l’argento con Odette Giuffrida nella categoria fino a 52 kg ed il bronzo con Elios Manzi nei 66 kg.
AGI – Potrebbe capitare quanto già successo nel momento in cui la Russia decise di attaccare l’Ucraina e, lanciando missili sul Donbass ,spegneva anche alcuni social di stampo occidentale, Instagram su tutti. Giovani influencer russi, con milioni di follower e ormai soggiogati dai brand di lusso certamente non autoctoni si sono scoperti improvvisamente disoccupati e poveri.
Un interruttore brutale ha cambiato il loro destino. Salvo poi scoprire che TikTok poteva essere una validissima alternativa. Dovranno forse “riciclarsi” anche i tiktoker occidentali che rischiano di perdere piattaforma e occupazione? L’ipotesi non è astratta, dopo che mercoledì scorso sulla scrivania del presidente Usa Joe Biden è arrivato il disegno di legge per richiedere a TikTok di separarsi dalla casa madre cinese o affrontare un divieto a livello nazionale. E Biden, mantenendo la promessa, ha firmato il disegno di legge.
TikTok in vendita?
ByteDance ha ora nove mesi per vendere TikTok. La scadenza non sarà perentoria, qualora il ‘parto’ dovesse complicarsi. Biden potrà infatti prorogarla di 90 giorni, ma soltanto per una volta. TikTok potrà aggirare il divieto con una vendita oppure scegliere la via del tribunale. Quel che appare più probabile è che gli americani potrebbero voler iniziare a immaginare un mondo connesso senza TikTok. Del resto le pressioni per vietare TikTok o sottrarre la piattaforma dal suo proprietario esiste da anni. Il primo ad annunciare un divieto fu Trump, nell’estate 2020. Ma poi ha impiegato 4 anni e una ricandidature per affermare che il ban di TikTok sarebbe un grave errore e non ha Trump ha annunciato l’intenzione di vietare l’app nell’estate del 2020, anche se Trump ora afferma di ritenere che vietare TikTok sia una pessima idea e che i giovani americani dovrebbero ribellarsi a Biden.
E così l’app da 170 milioni di utenti negli Usa ha già subito un parziale divieto a marzo scorso. La Camera ha approvato il disegno di legge, il Senato lo ha respinto. Di fatto il Congresso ha dato a ByteDance sei mesi per vendere TikTok. La scadenza prorogata, grazie anche al collegamento con un accordo per 95 miliardi di dollari in favore di Ucraina e Israele, della nuova versione della norma potrebbe aver contribuito a influenzare alcuni membri del Senato a votare per il ban.
Il CEO di TikTok, Shou Chew, ha detto che l’app non “andrà da nessuna parte” e che la società ritiene che i tribunali alla fine stabiliranno che il divieto è incostituzionale, violando il Primo Emendamento. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe fornire robuste argomentazioni per dimostrare che un divieto è necessario per proteggere la sicurezza e la privacy della nazione. C’è infatti una sentenza di un giudice federale che ha rimosso il divieto dallo stato del Montana proprio perché ha riscontrato la violazione del Primo Emendamento. C’è un ricorso e bisognerà attendere il giudizio di secondo grado.
Il fronte politico che preme per un divieto fanno appello a preoccupazioni per la sicurezza nazionale dovute alla proprietà cinese dell’app. In particolare, hanno menzionato la possibilità che il governo cinese acceda ai dati degli utenti americani e utilizzi l’app per diffondere propaganda o influenzare le elezioni straniere. Argomento che viene smontato dalla possibilità per il governo cinese di accedere a molti degli stessi dati semplicemente acquistandoli da un broker di dati.
Una questione di sicurezza nazionale
C’è poi l’argomento più pregnante al momento, ovvero l’accusa per TikTok di fare il lavaggio del cervello ai giovani americani con contenuti anti-israeliani nei primi giorni della guerra tra Israele e Hamas. Quella narrazione sembrava riaccendere molti timori sul potere di TikTok come strumento di propaganda.
Il social tutto video è probabilmente la piattaforma online più influente negli Stati Uniti e non sarà facilmente sostituita. Se TikTok dovesse scomparire, altre piattaforme cercheranno di occupare il vuoto che andrà a crearsi nel web. I principali indiziati sono Goolge e Meta, come scrive il Washington Post. Meta ha già adattato molte delle funzionalità di TikTok tramite Reels, e YouTube di Google ha il suo formato video shorts, ma nessuno dei due ha la forza culturale che TikTok ha in questo momento.
Come TikTok ha realizzato il ‘sogno americano’
Molti creatori più grandi, quelli con risorse, manager e un enorme seguito, saranno in grado di passare a un’altra piattaforma, se non l’hanno già fatto. Tutti gli altri potrebbero vedere le cose cambiare in modo più drammatico. La forza del social cinese sta nella potenza del suo feed: è in grado di consigliere video di account di ‘piccolo calibro’, significa che non serve avere milioni di follower per conquistarne altri e soprattutto non serve avere dei contenuti realizzati in modo professionale per avere successo.
La minaccia constante di un ban ha però generato un altro effetto a vantaggio di altre piattaforme, Youtube su tutte. Gli utenti hanno cominciato a sperimentare i servizi aggiuntivi di altre app, riducendo via via i contenuti su TikTok e le altre piattaforme hanno cominciato ad adattare i loro format a quelli di TikTok.
AGI – Meno farlocca di una realtà distopica, più veritiera di un’ipotesi realistica. Succede negli Stati Uniti, dove è possibile che un rapporto di polizia venga stilato da un modello di intelligenza artificiale capace di interpretare e trascrivere l’audio estratto dalla bodycam di un agente. Si chiama Draft One e utilizza l’intelligenza artificiale basata sul modello GPT-4 Turbo di OpenAI per trascrivere l’audio delle telecamere del corpo e trasformarlo automaticamente in un rapporto di polizia. E’ lì’ultimo prodotto di Axon, un’azienda leader nel settore delle soluzioni tecnologiche per le forze dell’ordine.
L’amministratore delegato di Axon, Rick Smith, ha dichiarato a Forbes che gli agenti di polizia saranno quindi in grado di esaminare il documento per garantirne l’accuratezza. Uno dei primi tester dello strumento, il dipartimento di polizia di Fort Collins in Colorado, ha registrato una diminuzione dell’82% del tempo dedicato alla stesura di rapporti. “Se un agente trascorre metà della sua giornata a riferire, e possiamo dimezzare questi tempi, abbiamo l’opportunità di liberare potenzialmente il 25% del tempo di un agente per tornare a fare attività di polizia”, ha detto Smith.
Questi rapporti, tuttavia, sono spesso utilizzati come prove nei processi penali e le perplessità al riguardo non sono poche. La prima obiezione che viene mossa riguarda la capacità dell’intelligenza artificiale di interpretare correttamente il linguaggio e distinguere quelli quei modelli linguistici che possono mostrare pregiudizi razziali, palesemente o inconsciamente.
“È una specie di incubo”, ha detto Dave Maass, direttore delle indagini sulle tecnologie di sorveglianza presso la Electronic Frontier Foundation.
“La polizia, che non è specializzata nell’intelligenza artificiale e non sarà specializzata nel riconoscere i problemi dell’intelligenza artificiale, utilizzerà questi sistemi per generare un linguaggio che potrebbe influenzare milioni di persone nel loro coinvolgimento con il sistema di giustizia penale.” Smith ha detto che Axon sta raccomandando alla polizia di non utilizzare l’intelligenza artificiale per scrivere rapporti per incidenti gravi come una sparatoria con la polizia, in cui potrebbero sfuggire informazioni vitali. “Una sparatoria che coinvolge un agente è probabilmente uno scenario in cui non verrebbe usata, e probabilmente sconsiglierei alle persone di farlo, solo perché c’è così tanta complessità, la posta in gioco è così alta”. L’Ad di Axon ha anche riferito che alcuni tra i primi clienti stanno usando Draft One solo per reati minori, anche se altri stanno scrivendo “incidenti più significativi”, inclusi casi di uso della forza. Axon, tuttavia, non avrà il controllo sul modo in cui i singoli dipartimenti di polizia utilizzano gli strumenti.
Si chiama EZ-6 ed è il primo modello di una serie di nuove auto elettrificate (le cosiddette Nev) che verranno sviluppate e prodotte in Cina da Changan Mazda che è la jv esistente tra la Casa giapponese e la Chongqing Changan Automobile Co..
Programmata per essere lanciata in quel vasto mercato entro la fine del 2024, Mazda EZ- 6 sarà proposta sia in versione 100% elettrica (Bev) sia come ibrida plug-in (Phev). Entrambe le varianti – si legge nella nota – combinano i punti di forza di Mazda con la tecnologia elettrificata di Changan Automobile. In futuro, Mazda continuerà a lavorare con Changan Automobile per dare una svolta al business cinese introducendo prodotti specifici e con forme, caratteristiche ed equipaggiamenti capaci di soddisfare le esigenze dei clienti cinesi. “Siamo lieti di presentare il nuovissimo modello Nev sviluppato in alleanza con Mazda e Changan Automobile. La nuova EZ- 6 – ha detto Masahiro Moro, presidente e ceo di Mazda durante la conferenza ad Auto China – debutterà combinando i punti di forza di Mazda con la tecnologia elettrificata di Changan Automobile”. Lunga 4.921 mm, larga 1.890 e alta 1.485, Mazda EZ- 6 combina un’estetica il linea con di design Soul of Motion e può essere gestita con la voce anche all’esterno del veicolo. Altre caratteristiche ‘intelligenti’ che migliorano sicurezza e comodità includono un sistema di guida autonoma che fornisce supporto al conducente e una tecnologia di mitigazione degli incidenti. Mazda non ha fornito informazioni sulle caratteristiche tecniche e sulle prestazioni di EZ-6, se non il fatto che Il modello Bev dovrebbe offrire un’autonomia elettrica di circa 600 km, mentre la versione Phev dovrebbe raggiungere oltre 1.000 km di autonomia unendo un singolo pieno di carburante con la carica della batteria. Svelato ad Auto China anche il concept Mazda Arata, un crossover che prefigura l’auto che dovrebbe essere prodotta in serie come secondo nuovo veicolo elettrificato entro la fine del 2025, anche in questo caso con il focus primario sul mercato cinese. Arata, si legge nella nota, “incarna forme futuristiche e moderne che evocano l’immagine di un nuovo modo di vivere con auto a nuova energia, in armonia con l’eccitazione del movimento”. Spiccano la cura per le caratteristiche aerodinamiche (per contribuire a migliorare le prestazioni ambientali) che conferisco ad Arata un senso futuristico, assieme alla forma dei gruppi ottici posteriori ad ala incrociata, che enfatizzano il nuovo marchio Mazda.
E’ una versione di E-Transit con autonomia estesa e più potente, quello presentato nei giorni scorsi da Ford Pro. Le novità introdotte sono pensate per potenziare ulteriormente le prestazioni del furgone elettrico più venduto in Europa e che l’anno scorso ha superato il suo concorrente più vicino di oltre cinque volte, in termini di vendite. Questo nuovo modello, attualmente in fase di lancio per i clienti di tutto il mondo, vanta una batteria da 89 kWh di capacità utile, offrendo un’autonomia massima fino a 402 km e prestazioni di ricarica AC e DC migliorate. I clienti beneficeranno anche di un intervallo di manutenzione estesa a due anni o chilometraggio illimitato, raddoppiando l’attuale intervallo. Come tutti i modelli della gamma E-Transit, anche la versione ad autonomia estesa è integrata con la piattaforma Ford Pro, che offre soluzioni software e di ricarica connesse. Questa integrazione supporta i clienti nel gestire la ricarica, le operazioni di manutenzione e i tempi di fermo, riducendo così i costi complessivi di utilizzo. “L’E-Transit con autonomia estesa – ha commentato Hans Schep, general manager Ford Pro Europa – è un ulteriore esempio dell’impegno di Ford Pro nel rendere le flotte con veicoli elettrici una realtà concreta in tutta Europa. Dare la possibilità di percorrere distanze maggiori tra una ricarica e l’altra, offrire una vasta gamma di versioni e il supporto dell’ecosistema integrato e connesso di Ford Pro, ci permette di essere il partner ideale per una gestione a tutto tondo delle flotte”. L’E-Transit con autonomia estesa è stato progettato e pensato per chi opera non solo in zone cittadine, ma anche extraurbane e in climi più freddi. Questo modello offre soluzioni complete anche per i veicoli allestiti che hanno necessità di maggiore portata e alimentazione ausiliaria. Questo nuovo modello sarà ordinabile nel corso dell’anno, con le prime consegne previste nel 2025. Prestazioni elettriche migliorate L’E-Transit con autonomia estesa incrementa la capacità utile della batteria a 89 kWh, garantendo un’autonomia fino a 402 km, con un aumento del 28% rispetto al modello precedente con autonomia standard .La pompa di calore a iniezione di vapore è di serie, progettata per riscaldare l’abitacolo in modo più efficiente a basse temperature. L’E-Transit con autonimia estesa è dispoonibile in 19 versioni, tra cui i passi L3 e L4, furgone, furgone doppia cabina e chassis cabina singola, con PTT da 3.500 kg a 4.250 kg. La portata utile massima raggiunge i 1.460 kg per i furgoni e i 1.814 kg per gli chassis, con una capacità di traino fino a 750 kg per i modelli con massa complessiva di 3.500 kg. Inoltre, è disponibile anche con Pro Power Onboard per fornire 2,3 kW di potenza esportabile dalla batteria del veicolo per alimentare strumenti, attrezzature e allestimenti.
La concorrenza è più accesa che
mai, ma i gruppi automobilistici tedeschi Volkswagen, Mercedes,
Bmw mirano a consolidarsi sul mercato automobilistico della Cina
e al salone dell’auto di Pechino sfidano la crescente
concorrenza cinese. Lo riferisce l’agenzia tedesca Dpa.
“Non ci fermiamo”, ha detto il Ceo di Mercedes, Ola
Källenius, evidenziando l’adattamento della sua casa al rapido
sviluppo tecnologico cinese. Oliver Zipse di Bmw ha promesso
investimenti continui in Cina. Dal canto suo Volkswagen ha
annunciato di voler accelerare nel mercato cinese delle auto
elettriche: “Stiamo procedendo a tutta velocità per migliorare
in questo segmento”, ha dichiarato Oliver Blume, amministratore
delegato del gruppo sottolineando l’importanza di adeguarsi alla
competizione tecnologica e di costi.
Per il 2026 Volkswagen mira a eguagliare i concorrenti locali
con modelli base di classe compatta, come Golf. L’azienda
finanzierà lo sviluppo delle sue auto elettriche con le robuste
vendite nel settore dei motori a combustione.
Al salone dell’auto di Pechino, che rivela le strategie dei
produttori, sembrano emergere van multifunzionali e Mercedes
prevede di lanciare un modello elettrico di lusso. I produttori
cinesi, invece, offrono ampio comfort come sedili posteriori con
massaggio, e si lavora alla guida autonoma, emerge dal resoconto
dell’agenzia tedesca.
La Simexco Daklak, uno dei maggiori
produttori vietnamiti di caffè, ha annunciato di aver
implementato, in alcune aree di coltivazione, prima in Vietnam,
gli standard del regolamento dell’Unione europea sulla
deforestazione.
Secondo quanto riporta Vietnam News, l’azienda vietnamita ha
ottenuto due certificati 4C (Codice comune per la comunità del
caffè, uno standard di sostenibilità indipendente riconosciuto a
livello internazionale per l’intero settore del caffè) per due
zone situate nella provincia di Dak Lak che soddisfano i criteri
Ue, nelle quali sono impegnati circa 8.000 agricoltori su 9.500
ettari, per una produzione di oltre 35.000 tonnellate di caffè.
Simexco Daklak sta, inoltre, collaborando con IDH Sustainable
Trade Initiative – un’organizzazione europea che si occupa di
commercio sostenibile – per implementare i requisiti per la
certificazione in altre sei zone di produzione, tutte nella
provincia di Dak Lak, dove lavorano circa 82.000 famiglie di
agricoltori che producono 300.000 tonnellate di caffè su 106.000
ettari.
Nel 2023 il Vietnam ha spedito 1,61 milioni di tonnellate di
caffè all’estero, per un valore di 4,18 miliardi di dollari.
Il testo votato oggi dal Parlamento
europeo “è decisamente migliorativo rispetto alla proposta
iniziale della Commissione Ue, senza le modifiche portate avanti
dal lavoro di squadra svolto dal governo e dagli
europarlamentari italiani, avrebbe avuto conseguenze sulla
tenuta del nostro sistema agroalimentare”. È il commento di
Confagricoltura sul voto del Parlamento europeo relativo al
regolamento imballaggi. “Sebbene – aggiunge la Confederazione –
siano stati fatti ampi passi avanti rispetto alla prima
versione, restano alcune criticità per il settore ortofrutticolo
che potranno essere nuovamente affrontate e risolte con i
regolamenti delegati da varare due anni dopo l’entrata in vigore
del Regolamento”.
Le criticità, rileva Confagricoltura riguardano il divieto di
utilizzo di imballaggi monouso in plastica per la frutta e la
verdura fresca fino a 1,5 kg. Rischia inoltre di creare
distorsioni sul mercato interno “anche la disposizione del testo
che concede a ogni Stato membro la possibilità di definire la
disciplina delle restrizioni per gli imballaggi monouso”.
Per quanto riguarda il voto sulle semplificazioni della
Politica agricola comune Confagricoltura ritiene che “il
regolamento approvato oggi, seppur di portata limitata e con
rischi di potenziale disparità di trattamento tra agricoltori,
rappresenta una prima apertura verso un’applicazione
semplificata delle complesse norme che regolano il settore”.
“Abbiamo sostenuto – dichiara il presidente di
Confagricoltura Massimiliano Giansanti – il testo proposto dal
Consiglio dei ministri che bilancia le diverse istanze,
auspicando, come già comunicato al ministro Lollobrigida, che le
semplificazioni previste dal nuovo regolamento possano essere
implementate da quest’anno, con valenza retroattiva. Speriamo
che a questa prima modifica seguirà l’impegno delle istituzioni
comunitarie al fine di conseguire ulteriori miglioramenti della
Pac, senza attendere la riforma post 2027”.
(ANSAmed) – TUNISI, 26 APR – E’ stata inaugurata, presso la
sede della Confindustria tunisina, la quattordicesima edizione
di ‘Bio EXPO’, fiera dell’agricoltura biologica e agroalimentare
volta a promuovere i prodotti biologici, dell’Industria, del
Commercio e dell’Artigianato (Utica).
L’evento, fino a domani, è organizzato da Ife Tunisia,
agenzia specializzata nell’organizzazione di fiere ed
esposizioni, in collaborazione con il ministero
dell’Agricoltura, delle Risorse Idriche e della Pesca e l’Unione
Nazionale degli Operatori del Biologico (UNObio).
Partecipano alla fiera un centinaio di espositori (produttori
e fornitori di servizi) provenienti da Tunisia, Algeria, Arabia
Saudita, Francia e Italia, professionisti specializzati in
produzione di cereali biologici certificati, olio d’oliva,
datteri, miele e cosmetici.
In programma l’organizzazione della terza edizione del
concorso ‘Dido International’ per il miglior olio d’oliva
biologico ed extravergine, con la partecipazione di oltre 21
produttori.
Non mancheranno conferenze, degustazioni e laboratori volti a
sensibilizzare i bambini sui benefici del cibo biologico.
Il segretario di Stato per le Risorse Idriche, Ridha Gabouj, ha
sottolineato che il settore dell’agricoltura biologica rimane
promettente, poiché è stato sostenuto dal 1999 per creare le
giuste condizioni, soprattutto a livello istituzionale. Parlando
ai giornalisti, ha citato la creazione di una direzione generale
per l’agricoltura biologica e la pubblicazione di una serie di
testi.
Gaboui ha sottolineato che l’agricoltura biologica, che si
estende su 227.000 ettari, offre 8.000 posti di lavoro
(produttori ed esportatori) e genera un reddito dalle
esportazioni di circa 1.150 milioni di dinari (349 mln di euro)
. Secondo gli organizzatori, i proventi delle esportazioni di
prodotti biologici sono in aumento del 65% rispetto al 2022, un
dato positivo dovuto principalmente all’aumento di quasi il 72%
del valore delle esportazioni di olio d’oliva. (ANSAmed).