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'Uno nessuno multiverso', 40 eventi al festival Borgate dal vivo

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La nona edizione del festival
Borgate dal Vivo, nato nel 2016 in Val di Susa dall’associazione
Revejo per riaprire le piccole scuole di montagna nelle borgate,
arriverà dal 28 giugno al 31 agosto con oltre quaranta eventi in
Piemonte.

   
Il festival, quest’anno caratterizzato dal claim ‘Uno nessuno
multiverso’ è un progetto culturale che mira a far crescere il
territorio attraverso la cultura: con una rete di progetti e
collaborazioni, Borgate dal Vivo si impegna a valorizzare i
territori più piccoli e isolati del Piemonte. Tra i partner del
Festival ci sono anche la Città metropolitana di Torino, la
Regione Piemonte, Fondazione Piemonte dal Vivo e Fondazione
Time2
“La Regione sposa pienamente l’iniziativa di portare la
cultura anche in quei luoghi considerati più marginali. – ha
dichiarato Vittoria Poggio, assessore regionale alla cultura –
Questo festival li valorizza, per farli entrare invece in un
tessuto culturale che dialoga. I risultati per essere efficaci
vanno condivisi, tra tutti i borghi e i territori della
provincia cuneese, tutti territori che hanno tanto da esprimere.

   
Questo è un festival che davvero non lascia indietro nessuno ed
è un ponte tra le comunità e un’eccellenza piemontese.”
Tra gli ospiti di questa edizione ci saranno Daniele
Silvestri, che si esibirà a Bardonecchia il 24 luglio e Jack
Savoretti, all’Anfiteatro romano di Susa il 28 giugno .

   

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"La geotermia è pulita, programmabile e non ha emissioni"

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Se l’Italia riuscisse a valorizzare anche solo il 2% del potenziale presente in tutto il suo territorio, la geotermia potrebbe contribuire al 10% della produzione elettrica prevista al 2050 e al 25% del fabbisogno termico, permettendo di ridurre del 40% gli attuali consumi finali di gas naturale. Lo rileva lo studio “La geotermia a emissioni nulle per accelerare la decarbonizzazione e creare sviluppo in Italia” promosso da Rete Geotermica con Teha (The European House – Ambrosetti).

”La geotermia è una componente strategica assolutamente indispensabile per la sicurezza del sistema energetico e anche per un’auspicata riduzione della dipendenza energetica del nostro Paese”. Parole di Paolo Arrigoni, Presidente del Gse: “Nella proposta di  revisione del Pniec si prevede sul fronte della generazione elettrica un aumento a 8 terawattora dagli attuali 6 di energia elettrica  prodotta dalla geotermia su un totale di circa 300 terawattora consumati, e quindi un aumento al 2030 del 33%. Gli  operatori del settore, che sono molto attenti, hanno molti progetti in cantiere: è possibile pensare a un ulteriore aumento di capacità installata e anche di generazione elettrica”.

Al Presidente del Gse ha fatto eco Philippe Dumas, Segretario Generale EGEC (European Geothermal Energy Council): “La geotermia è nata in Italia, in Toscana per l’esattezza, nel 1913. Una centrale elettrica all’avanguardia ma negli ultimi 10 anni è stato fatto davvero poco. Per raggiungere grandi obiettivi servono tre cosa: la semplificazione delle procedure per ottenere i permessi ad essere operativi; gli indispensabili incentivi e un sistema di assicurazione dei rischi connessi”.

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Piazza Affari chiude in calo, balzo del rendimento del Btp: +17 punti base

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Chiusura negativa per le borse europee, che sono peggiorate con il passare delle ore. Milano chiude a -0,29%, Francoforte -0,36%, Londra -0,07%. 

Oggi sono arrivati dati contrastanti dagli indici di fiducia in Europa: l’indice Ifo sulla fiducia delle aziende tedesche ad aprile è salito per il terzo mese consecutivo arrivando a 89,4, meglio delle attese. Sono migliorati il giudizio sia sull’attività attuale e che sulle aspettative. In Italia invece sono scesi gli indici di fiducia sia delle imprese, da 88,4 a 87,6, sia dei consumatori, da 96,5 a 95,2.

Anche gli indici americani sono deboli oggi, dopo due giorni di rialzi: Dow Jones -0,45%, S&P500 -0,31%. Fa poco meglio il Nasdaq (-0,12%) dove a spiccare è soprattutto il titolo Tesla. La prima delle Magnifiche Sette, i big della tecnologia americana, Tesla, sale oggi dell’11% dopo i conti (da inizio anno -34%). Nonostante un calo maggiore delle attese sia degli utili che dei ricavi nell’ultimo trimestre, gli investitori hanno apprezzato gli annunci sull’arrivo di nuovi modelli più economici. 

Si attendono in serata i conti di Meta, domani quelli di Microsoft e Alphabet.

Tra i titoli a Piazza Affari corre StMicroelectronics (+5%), dopo i conti diffusi da un altro produttore di chip, Texas Instruments.

Oggi poi c’è stata una mega-emissione di titoli di Stato americani, per ben 70 miliardi di dollari, a cinque anni. Sono cresciuti di 6 punti base i rendimenti dei titoli decennali, al 4,66%.

Ripercussioni anche in Europa: il rendimento del Btp italiano è salito di 17 punti base, è al 3.95%. Lo spread con Bund tedesco sale di 7 punti base a quota 137.

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D'Alessio, condurre Sanremo? Non è ancora il momento giusto

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“Sanremo? Non mi ha chiamato nessuno,
non lo farò per ora, ho troppi amici cantanti. Non è ancora il
momento giusto. Chi verrà dopo Amadeus troverà terreno fertile,
è stato bravo a portare in gara artisti che prima erano
superospiti, dovrei dire troppi no, preferisco adesso dirne uno
solo”. Gigi D’Alessio smentisce le ipotesi su una sua guida del
prossimo festival della canzone italiana. Il cantante ha
lanciato la neonata partnership con il gruppo Lama Optical.

   
L’artista napoletano e la famiglia Lama, titolare del brand,
hanno presentato la collaborazione nello store di piazza Giulio
Rodinò. “Sono felice di annunciare questa partnership – ha
detto D’Alessio – ed è un onore per me collaborare con una
catena retail cosi rispettata e diffusa sul territorio italiano.

   
Un’azienda che dà lavoro a circa 500 persone. Quando ci fanno
fare, noi napoletani otteniamo sempre ottimi risultati.

   
Rappresentare questa azienda mi rende orgoglioso”. D’Alessio,
atteso dagli otto concerti a Piazza del Plebiscito, ha parlato
del suo album di imminente uscita. “Sono attento ai giovani,
alle loro capacità – ha detto – stare con loro mi mantiene
giovane, io ho qualcosa da insegnare a loro, ma ho anche tanto
da imparare”.

   

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Lavoratori Softlab in presidio alla Regione, "subito la cig"

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“I lavoratori Softlab non possono
vivere solo di ammortizzatori sociali, ma vanno individuate
soluzioni condivise idonee a valorizzare le competenze delle
lavoratrici e dei lavoratori del gruppo”. Lo affermano le
segreterie casertane dei sindacati dei metalmeccanici Fiom-Cgil,
Fim-Cisl e Uilm in una nota congiunta emessa al termine
dell’incontro avuto a Napoli con i funzionari della Regione
Campania, in cui si è stato anche sollecitato “il pagamento
della CIGS in deroga ancora non percepita dai lavoratori
dall’inizio dell’anno”. Lavoratori, oggi in sciopero per otto
ore, e sindacalisti dell’azienda, hanno tenuto un presidio fuori
alla sede della Regione presso il Centro Direzionale; dai
funzionari hanno appreso dell’imminente inserimento di
Maddaloni, come in cui c’è la sede casertana di Softlab, come
area di crisi complessa, così come richiesto dai sindacati nella
riunione dello scorso 12 aprile sempre in Regione. “Sulla
questione inerente la cassa integrazione – fanno sapere in
sindacati – ci è stato riferito dai funzionari regionali che a
seguito di un lavoro sinergico fra i vari enti istituzionali, il
decreto di CIGS e la richiesta fatta dalla azienda sono a
disposizione dell’INPS, e bisogna solo verificare nei prossimi
giorni se i flussi Uniemens (servizio Inps che permette di
inoltrare le denunce mensili relative ai lavoratori dipendenti
della Gestione privata) della CIGS sono stati trasferiti in modo
corretto”.

   
I sindacati ringraziano “la Regione per il lavoro profuso”,
ma ribadiscono “la mancanza di fiducia nei confronti di Softlab”
e insistono per “un continuo controllo ed aggiornamento fino a
quando non arriveranno i bonifici sui conti-correnti dei
lavoratori con le spettanze arretrate”. Sono circa 200 i
lavoratori nella sede casertana di Softlab, tutti ex dipendenti
della multinazionale Jabil con stabilimento a Marcianise
(Caserta), da cui sono fuoriusciti negli ultimi anni per via
della crisi produttiva che attanaglia Jabil. La Softlab aveva
riassunto, dietro incentivi, i lavoratori da Jabil, impegnandosi
davanti a Regione e Ministero ad avviare produzioni nel
Casertano, ma le produzioni non sono mai partite, e gli ex Jabil
sono rimasti quasi sempre in cassa integrazione senza essere
impegnati in commesse produttive, eccetto un piccolo gruppo di
loro, che peraltro avanza da Softlab numerosi stipendi
arretrati.

   

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Fidesz, 'Salis eletta non sarebbe la prima criminale al Parlamento europeo'

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Il caso Ilaria Salis, a solo un mese di distanza, torna all’Eurocamera a Strasburgo e questa volta innesca un botta e risposta a distanza tra Fidesz, il partito al governo a Budapest, e il padre dell’italiana detenuta in Ungheria. Oggetto dello scontro, la candidatura alle Europee, nella liste di Alleanza Verdi e Sinistra, dell’insegnante lombarda. “Se fosse eletta non sarebbe la prima criminale al Parlamento Ue”, è stata la stoccata lanciata da Eniko Gyori, eurodeputata del partito di Viktor Orban e ambasciatrice in Italia dal 1999 al 2003.

A risponderle, poco dopo, è stato direttamente Roberto Salis: “Mia figlia è imputata, non è una criminale. La sua candidatura non deve essere un’aggravante”, è stata la replica.

Lo scambio di ‘cortesie’ ha avuto luogo poco prima che in aula finisse una nuova risoluzione del Pe contro l’Ungheria e il mancato rispetto dello Stato di diritto da parte del governo magiaro. Nel testo non è citato il caso Ilaria Salis, ma si denunciano “le carenze del sistema giudiziario ungherese, i conflitti di interesse, le minacce alla libertà dei media ed ai diritti fondamentali in Ungheria”.

La risoluzione è stata presentata e poi approvata con 399 voti a favore, 117 contrari e 28 astenuti, praticamente da tutti i gruppi ad eccezione dei Conservatori e Riformisti e di Identità e Democrazia, che hanno votato contro, incluse le delegazioni di Fratelli d’Italia e Lega.

Da un punto di vista pratico, con la IX legislatura giunta all’epilogo, la risoluzione avrà scarsi effetti concreti. Ma il voto si configura, alla vigilia della presidenza semestrale dell’Ungheria, come un nuovo tassello dei pessimi rapporti tra l’Eurocamera e Budapest dopo che nelle settimane scorse l’aula ha dato via libera al ricorso di Strasburgo alla Corte di Giustizia per l’erogazione, lo scorso dicembre, dei dieci miliardi di fondi comunitari da parte della Commissione.

Con la candidatura di Salis il caso finirà al centro della campagna per le Europee in Italia e non solo. Il padre di Ilaria, tuttavia, ha voluto precisare un punto: “Mia figlia non si è candidata per scappare da un processo, ma perché ritiene di avere diritto ad un giusto processo”. E per Roberto Salis non c’è nulla di equo in una detenzione da “carcere duro” iniziata nel settembre 2023, durante la quale “mia figlia può parlare 70 minuti alla settimana con tre numeri autorizzati dalle autorità”, ha denunciato.

Per Salis il caso di sua figlia è simbolo delle “incongruenze in Ue” in tema di giustizia. “Per un reato che, se confermato, riguarda lesioni guaribili in 5-8 giorni mia figlia rischia fino a 24 anni e in altri Paesi membri si viene rilasciati”, ha spiegato il padre di Ilaria. Al suo fianco l’ex sindaco di Roma e candidato alle Europee con Avs, Ignazio Marino, ha chiosato: “Ilaria Salis, suo malgrado, è un simbolo della dignità dei detenuti”.

Se eletta, il caso giudiziario potrebbe complicarsi ulteriormente. In teoria l’italiana avrebbe l’immunità, ma dovrebbe consegnare fisicamente all’Eurocamera l’atto di elezione. Starebbe, a quel punto, alla giustizia ungherese lasciare che si rechi in Alsazia. Ma in questo caso politica e giustizia sono più che mai intrecciate. “La sinistra strumentalizza questo caso per scopi politici e per attaccare Giorgia Meloni. Da noi politica e giustizia sono separate, apprezzo molto che il governo Meloni rispetti l’indipendenza della giustizia, non importa di quale Paese si parli”, ha sottolineato Gyori, inviando, neanche tanto implicitamente, un messaggio alla leader di FdI. Un rebus spigoloso per i meloniani, che con Nicola Procaccini e Carlo Fidanza hanno sottolineato di considerare “legittima la battaglia” di Roberto Salis spiegando che è invece “inaccettabile l’assoluta mancanza di condanna da parte della sinistra rosso-verde della brutale violenza degli estremisti Antifa collegati a Ilaria”.

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Biden firma gli aiuti, i missili Atacms sono già a Kiev

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Un nuovo maxi invio di armi all’Ucraina per rendere gli Stati Uniti e il mondo “più sicuri” di fronti ai pericoli della tirannia. Dopo mesi di stallo a Capitol Hill, Joe Biden mette a segno un’importante vittoria sia in chiave elettorale che sul fronte della politica estera con l’approvazione definitiva della sua legge di spesa da 95 miliardi, di cui una prima tranche da un miliardo destinata alle forze di Volodymyr Zelensky nell’ambito di un totale di 60,8 per l’Ucraina che comprende anche aiuti umanitari ed economici. Ma la notizia è anche che Washington un mese fa ha segretamente inviato i missili a lungo raggio Atacms, che Kiev chiede da quasi due anni. Gli aiuti, ha assicurato il commander-in-chief subito dopo aver firmato il provvedimento, partiranno “nei prossimi giorni” ed arriveranno in Ucraina entro la fine di questa settimana.


Biden ha firmato gli aiuti a Ucraina e Israele e il bando per Tiktok


 

Nella lista ufficiale diffusa dal Pentagono sulla prima tranche da un miliardo ci sono sistemi di difesa aerea, proiettili di artiglieria, veicoli corazzati e armi anticarro che si trovano già nei depositi americani in Europa. Tuttavia, secondo indiscrezioni di Politico, un mese fa gli americani avrebbero già spedito a Kiev gli agognati Atacms, che Washington ha sempre negato a Zelensky per il timore di un’escalation con la Russia. E anche se lo scorso ottobre il dipartimento della Difesa aveva mandato in Ucraina, senza troppa pubblicità, quelli a medio raggio, il leader di Kiev aveva continuato a premere per un’arma che potesse colpire oltre le linee di Mosca. I circa 200 missili a lungo raggio sarebbero arrivati a marzo, all’interno di un pacchetto da 300 milioni di dollari, e sarebbero già stati utilizzati due volte dall’esercito ucraino per colpire un aeroporto militare russo in Crimea mercoledì scorso e le truppe russe nel sud-est del Paese durante la notte di martedì. All’epoca membri chiave del Congresso erano stati informati della spedizione segreta di Atacms ma l’amministrazione Biden non aveva fatto nessun annuncio pubblico. Stando a quanto ha rivelato un alto funzionario dell’amministrazione americana, inoltre, anche in questo nuovo pacchetto ci saranno i potenti missili, capaci di colpire fino a 300 km. Per Biden, che ha ringraziato lo speaker repubblicano Mike Johnson per aver sbloccato la legge alla Camera sfidando gli estremisti trumpiani, si tratta di “un investimento” nella sicurezza degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Video Ok del Congresso Usa a pacchetto aiuti Ucraina

 

“L’America non si piega a nessuno, men che meno a Vladimir Putin”, ha avvertito il presidente americano assicurando che gli Stati Uniti “sconfiggeranno i dittatori nel mondo”. “Se i nostri partner sono più forti lo siamo anche noi”, ha sottolineato promettendo, ancora una volta, di non “lasciare da soli” i Paesi amici. Zelensky da parte sua ha ringraziato il Senato americano per aver approvato la legge definendo il prossimo invio di armi un “aiuto vitale” per le sue forze. “Le armi a lungo raggio, l’artiglieria e la difesa aerea sono strumenti fondamentali per ripristinare la pace il prima possibile”, ha dichiarato il leader ucraino che non ha menzionato esplicitamente gli Atacms. Con questo tipo di armi comunque gli ucraini sono stati in grado di infliggere gravi danni alle forze del Cremlino, come dimostrano i video pubblicati dagli abitanti delle zone colpite mercoledì scorso, dove si vedevano incendi devastanti e le finestre delle case vicino all’aeroporto distrutte dall’esplosione. “La chiave ora è la velocità. La velocità di attuazione degli accordi con i partner sulla fornitura di armi per i nostri guerrieri. La velocità con cui si eliminano tutti i piani russi per eludere le sanzioni. La velocità nel trovare soluzioni politiche per proteggere le vite dal terrorismo russo”, ha sottolineato ancora il presidente ucraino. “Ogni leader che non perde tempo è un salvavita. Ogni Stato che sa agire rapidamente salvaguarda l’ordine mondiale basato su regole. Ringrazio tutti coloro – ha detto Zelensky – che nel mondo aiutano il nostro popolo a ripristinare una vita normale dopo gli attacchi russi. Ringrazio tutti coloro che aiutano i nostri guerrieri a difendere le città e i villaggi dell’Ucraina dal male russo”.pristinare una vita normale dopo gli attacchi russi. Ringrazio tutti coloro che aiutano i nostri guerrieri a difendere le città e i villaggi dell’Ucraina dal male russo”.

Video Doha, Russia e Ucraina pronte allo scambio dei bambini sfollati

 

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Sofia Goggia imita Francesca Fagnani: 'Lei che belva si sente?'

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La campionessa di sci immagina intervista sul suo allevamento di galline
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Visioni – Tutta la verità vi prego su Minerva, il primo LLM davvero italiano

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È nata una nuova intelligenza artificiale generativa e, questa volta, è “madrelingua” Italiana: si chiama Minerva, come la divinità romana della lealtà e della saggezza, ed è la prima famiglia di Large Language Model (cioè di quelle IA come ad esempio ChatGPT di OpenAI)  il cui addestramento è avvenuto da zero su contenuti in lingua italiana, utilizzando (per iniziare) 500 miliardi di parole. In questa decima puntata de La Fabbrica Della Realtà – che inaugura il ciclo di interviste “Visioni” – Alessio Jacona incontra Roberto Navigli, “papà” di Minerva e leader del gruppo di ricerca Sapienza NLP (Natural Language Processing), un team di talenti che ha sviluppato la nuova famiglia di LLM nell’ambito del Future Artificial Intelligence Research (FAIR), il progetto triennale di ricerca guidato dal CNR che realizza la strategia nazionale sull’intelligenza artificiale grazie ai fondi PNRR. Trenta minuti di chiacchierata informale e densa di contenuti, durante la quale Navigli spiega con passione coinvolgente come nasce, cos’è e come funziona questo nuovo LLM, ma soprattutto perché è assolutamente fondamentale che oggi l’Italia sviluppi la propria versione di tecnologie come questa.

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Violentata da 2 uomini a Roma, c'è un fermato

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C’è un fermo per la violenza sessuale
denunciata nei giorni scorsi da una 20enne a Roma. I poliziotti
del Distretto Casilino hanno eseguito un provvedimento di fermo
di indiziato di delitto nei confronti di uno dei due uomini che
il 17 aprile avrebbero abusato sessualmente della giovane. Si
tratta di un cittadino tunisino di 30 anni. A quanto
ricostruito, le violenze sarebbero avvenute all’interno di un
appartamento a Tor Bella Monaca, in periferia. Il fermato
avrebbe portato lì la ragazza per poi abusare di lei insieme a
un complice, non ancora identificato. Il provvedimento dovrà
essere convalidato dall’autorità giudiziaria.

   

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