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L’attrice ha ritrovato l’amore dopo la fine della relazione con Marco Maria Mazio ed è stata sorpresa a Roma con un uomo misterioso
Tgcom24
La vita privata di Anna Safroncik, l’attrice paparazzata con un nuovo compagno
Anna Safroncik e il nuovo fidanzato hanno trascorso una serata romantica nella Capitale. Hanno cenato al ristorante e poi, prima di entrare in auto per proseguire la serata, si sono lasciati andare a un abbraccio appassionato. I paparazzi li hanno sorpresi stretti l’uno all’altro mentre si sciolgono in un lungo bacio, incuranti dei passanti e dei flash. L’attrice sembra aver ritrovato la serenità del cuore, dopo che la fine della sua precedente relazione le aveva lasciato l’amaro in bocca.
La storia con Marco Maria Mazio, ecco chi è lui
La storia d’amore tra Anna Safroncik e l’imprenditore e avvocato campano Marco Maria Mazio è durata poco più di un anno e a settembre l’attrice ha commentato la rottura dicendo al settimanale Diva e Donna: “Il Paese dei balocchi è sempre bello, ma poi è arrivata la vita vera e in quel momento ho conosciuto meglio il mio fidanzato, ho capito bene chi era e ho preferito darci un taglio”. Ha aggiunto poi: “Non mi accontento, la superficialità non mi va bene, non voglio accanto a me un uomo superficiale. Quindi o c’è profondità o meglio stare da soli”. Tra l’attrice, che di recente è tornata in tv con una fiction insieme a Gabriel Garko, e il suo ex la scintilla è scattata immediatamente dopo essersi conosciuti durante una vacanza in Costa Rica. Hanno debuttato come coppia qualche mese dopo in occasione del Filming Italy Sardegna Festival, e hanno calcato mano nella mano i red carpet più prestigiosi, da quello di Venezia alla Festa del Cinema di Roma.
Da Giulio Berruti a Francesco Arca: gli ex di Anna Safronik
In passato Anna Safroncik è stata legata a GIulio Berruti, oggi felicemente in coppia con Maria Elena Boschi. “Ci siamo amati tantissimo. All’epoca eravamo due bambini, avevamo appena 20 anni. A quell’età la passione ha il sopravvento sulla razionalità. È finita perché è finita, non credo ci sia necessariamente bisogno di una motivazioni” ha ricordato lui, rivelando che a distanza di tanto tempo sono sempre in ottimi rapporti. L’attrice ha avuto una breve relazione anche con Francesco Arca, conosciuto sul set della fiction “Le tre rose di Eva”. Tra il 2016 e il 2018 ha avuto una relazione con il dj Tommaso Cicchinelli e si è parlato anche di un flirt, mai confermato, con Matteo Mammì.
AGI – Un cittadino su due non conosce o conosce poco il concetto di sostenibilità. Eppure, si tratta di un tema sempre più al centro del dibattito pubblico, soprattutto in vista della scadenza degli obiettivi dell’Agenda 2030. Da tempo, al tema della sostenibilità si accompagna quello del digitale, che sono diventati elementi imprescindibili l’uno dell’altro. “Sostenibilità digitale” diventa così il focus di una nuova sezione del portale dell’Agi, in collaborazione con la Fondazione per la Sostenibilità Digitale, approfondirà un tema che sempre più importante per il futuro di ciascuno di noi e che già sta impattando nelle nostre vite.
Questa collaborazione nasce in occasione del convegno annuale della Fondazione guidata dal Prof. Stefano Epifani e della presentazione della dell’Osservatorio “Cosa pensano gli italiani del rapporto tra sostenibilità e digitale?” realizzata in collaborazione con l’Istituto San Pio V. Una giornata di dibattito che ha visto alternarsi al tavolo dei relatori i ricercatori della fondazione, ma anche parlamentari, e i rappresentanti delle società (tra cui Eni Plenitude, Enel, Aci, Rai) impegnate nei percorsi di sostenibilità digitale. A entrambi gli attori la Fondazione offre momenti di formazione per comprendere meglio la sfida in atto e adottare i giusti strumenti di governance.
Due Italie a confronto
“La particolarità della rilevazione di quest’anno è che abbiamo messo a confronto in ogni Regione le grandi città con i comuni più piccoli. Il nostro obiettivo è stato quello di analizzare il cambiamento nel modo in cui gli Italiani che abitano nelle grandi città vivono le tecnologie digitali e il concetto di sostenibilità rispetto a quanti invece si trovano nei comuni più piccoli: quelli sotto i 3.000 abitanti. Il risultato è che rispetto a questi temi ci troviamo di fronte a due Italie, ma non sono quella del nord e quella del sud, ma quella dei grandi comuni e quella dei piccoli comuni” – afferma Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, commentando i risultati della ricerca.
L’indagine evidenzia, ad esempio, come ben il 34% degli abitanti delle grandi città abbia una conoscenza limitata o nulla del concetto di sostenibilità: un italiano su tre. Ma questa percentuale sale di quasi 20 punti percentuali, al 53%, se i considerano i comuni con meno di 3.000 abitanti. In altri termini un italiano su due che vive nei piccoli centri (e, lo ricordiamo, l’80% dei comuni italiani è al di sotto dei 3000 abitanti) non sa cosa sia la sostenibilità. Un gap difficile da colmare se prendiamo in considerazione gli obiettivi contenuti nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile di Benessere Italia, l’organo della Presidenza del Consiglio cui spetta il compito di coordinare, monitorare, misurare e migliorare le politiche di tutti i Ministeri nel segno del benessere dei cittadini. È quindi evidente come la necessità di aumentare la consapevolezza su questo tema rimanga una grande sfida sia per le aree urbane più grandi che per quelle più piccole e un grande tema per le Istituzioni nell’elaborazione di nuove politiche territoriali, della realizzazione di nuovi modelli di sviluppo e della governance territoriale.
Emerge anche un altro dato preoccupante dalla ricerca, ovvero una grande difficoltà da parte dei cittadini italiani nel guardare al digitale come strumento al servizio della sostenibilità, sia essa ambientale, economica o sociale. E anche in questo caso la difficoltà è inversamente proporzionale alla dimensione della zona di residenza. “Si arriva così al paradosso che quei servizi che dovrebbero e potrebbero essere più utili proprio agli abitanti dei comuni più piccoli sono meno conosciuti e meno utilizzati proprio da questa fascia di popolazione: i casi più eclatanti sono quelli della pubblica amministrazione digitale e della sanità” – evidenzia ancora Epifani.
Andando ad analizzare i dati del DISI (Digital Sustainability IndexTx – indice che misura il livello di consapevolezza dell’utente nell’uso delle tecnologie digitali quali strumenti di sostenibilità) delle città più grandi di ogni Regione (le città metropolitane o, quando non ci sono, i Comuni maggiori) e dei comuni più piccoli, emerge come, più evidente del divario tra nord e sud, ci sia un divario tra grandi comuni e piccoli comuni. In altri termini consapevolezza, competenza e comportamenti degli italiani sono più simili sulla base delle dimensioni del Comune che della sua posizione geografica. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, si osserva che la maggioranza dei residenti dei Piccoli e dei Grandi Centri ritiene che la tecnologia digitale sia un’utile risorsa per promuovere la salvaguardia dell’ambiente. Tuttavia, c’è una differenza significativa nel grado di accordo tra i due gruppi, con il 20% dei residenti dei Piccoli Centri che lo considera “molto” utile, rispetto al 31% dei residenti dei Grandi Centri.
Analogamente, per quanto concerne la sostenibilità economica, la maggioranza dei residenti di entrambi i contesti urbani riconosce il valore della tecnologia digitale nel promuovere lo sviluppo economico e il benessere diffuso. Tuttavia, si osserva che una percentuale leggermente più alta di residenti dei Piccoli Centri si colloca nella fascia “abbastanza” utile (61%) rispetto ai residenti dei Grandi Centri (55%). Questo suggerisce una percezione comune tra le due categorie di cittadini sull’importanza della tecnologia digitale per la sostenibilità economica, pur con sfumature leggermente diverse.
In sintesi, entrambi i gruppi dimostrano un’ampia accettazione della tecnologia digitale come strumento per promuovere sia la sostenibilità ambientale che economica, sebbene con leggere variazioni nelle percentuali di accordo tra i due contesti urbani.
La sostenibilità digitale nei Grandi e Piccoli Centri: c’è ancora molto da fare
In generale, il 60% residenti dei Grandi Centri percepiscono la tecnologia come un’opportunità anche se con qualche rischio. I risultati evidenziano che i residenti dei Grandi Centri mostrano un atteggiamento pro-tecnologie più acritico rispetto ai residenti dei Piccoli Centri. Infatti, la percentuale di coloro che considerano la tecnologia come una grande opportunità per tutti, senza rischi o pericoli, risulta essere significativamente più alta tra i residenti dei Grandi Centri rispetto a quelli dei Piccoli Centri (35% contro il 23%). Il fatto che le persone poi non vedano sempre i rischi connessi alla tecnologia può rappresentare un grande problema. Ad esempio, se consideriamo il tema dei deep fake, vediamo come il 62% dei rispondenti dei Piccoli Centri dichiara si ritenersi in grado di riconoscere un video falso (contro il 58% nei Grandi Centri). Da qui la considerazione che, più in generale, i cittadini italiani siano meno consapevoli della diffusione e complessità di questa forma di manipolazione digitale.
Oltre a ciò, uno degli ambiti percepiti come di maggior rischio è anche, certamente, quello legato alla tutela della privacy. Nel complesso, la maggioranza dei residenti di entrambi i contesti urbani dimostra una buona consapevolezza dei potenziali rischi per la privacy legati alla condivisione di informazioni online. Tuttavia, emerge anche una discrepanza nel livello di attenzione tra i due gruppi: l’80% dei residenti dei Grandi Centri si ferma a riflettere sulla possibile violazione della privacy prima di condividere informazioni online, rispetto al 68% dei residenti dei Piccoli Centri.
Qual è il rapporto dei cittadini con le nuove tecnologie? Focus sugli strumenti di accesso ai servizi pubblici e sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale
Malgrado la maggior parte degli italiani dei grandi e dei piccoli centri ammetta che la tecnologia sia foriera di opportunità, approfondendo il tema emerge come in realtà sia chi vive nei grandi centri che chi vive nei piccoli contesti urbani ne abbia paura. La maggioranza degli intervistati sia dei grandi che dei piccoli centri concorda sul fatto che lo sviluppo tecnologico sia fonte di diseguaglianze, perdita di posti di lavoro e ingiustizia sociale. Nel complesso, il 65% dei residenti dei Piccoli Centri è convinto di ciò, mentre questa percentuale scende al 58% nei Grandi Centri.
Stesso discorso vale se si interpreta la digitalizzazione come ostacolo allo sviluppo sostenibile, con una differenza però più marcata nelle opinioni tra grandi e piccoli centri: nel complesso, il 58% degli italiani dei piccoli centri ne è convinto, contro il 44% dei residenti nelle grandi città. I residenti dei Piccoli Centri, quindi, sembrano essere leggermente più propensi a vedere lo sviluppo tecnologico come fonte di diseguaglianze, perdita di posti di lavoro e ingiustizia sociale e più propensi a considerare la tecnologia digitale un ostacolo per lo sviluppo sostenibile rispetto ai residenti dei Grandi Centri.
Digitale e Pubblica Amministrazione
L’indagine evidenzia anche come gli italiani stiano sempre più utilizzando i sistemi digitali messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione per accedere ai servizi pubblici, anche se c’è ancora molto da fare. Stiamo parlando di SPID, utilizzato dal 54% dei residenti dei Grandi Centri e dal 34,0% dei residenti dei Piccoli Centri; CIE/CNS (Carta d’Identità Elettronica / Carta Nazionale dei Servizi), utilizzato dal 34% dei residenti dei Grandi Centri e il 28% dei residenti dei Piccoli Centri; PagoPA, utilizzata dal 28% dei residenti dei Grandi Centri e il 23% dei residenti dei Piccoli Centri. I livelli di adozione sono differenti a seconda che si risieda in Grandi o Piccoli Centri, mentre sono omogenei per tutte le aree geografiche eccetto che per il Nord Est, dove si riscontrano livelli inferiori di diffusione degli strumenti informatici.
Se guardiamo invece all’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa (chatGPT, Gemini e Copilot), l’indagine rileva che, nonostante l’hype mediatico, la loro adozione reale è molto più bassa di quanto si possa ipotizzare. ChatGpt è lo strumento che registra percentuali maggiori di conoscenza (61%) e di utilizzo (24%). Vi è una differenza marcata nell’utilizzo regolare, con il 13% dei residenti dei Grandi Centri che le utilizza, rispetto al solo 4% nei Piccoli Centri. Per quanto riguarda invece Gemini e Copilot le percentuali di utilizzo sono molto basse, non superano il 4%.
“La ricerca evidenzia come sia essenziale considerare le variabili di digitalizzazione e sostenibilità non soltanto in termini assoluti, ma rispetto al loro ruolo differenziale in relazione alle zone dove le persone vivono. Si pensi alle politiche collegate alle aree interne, piuttosto che alle azioni finalizzate a riportare vita in quei comuni italiani che si stanno spopolando e offrono sempre meno opportunità. O piuttosto offrono opportunità che non possono essere colte se non in una chiave di sostenibilità digitale: dal turismo all’agrifood. La sfida, oggi, è una sfida per la consapevolezza. E questo sta definendo anche la linea d’azione della Fondazione, che dopo l’Academy dedicata ai giornalisti ha attivato – in collaborazione con l’intergruppo parlamentare per l’Innovazione – una iniziativa volta a supportare, con seminari e percorsi di approfondimento, quei parlamentari che vorranno comprendere meglio le dinamiche del digitale e della sostenibilità per legiferare più consapevolmente” – conclude Epifani.
Novità su WhatsApp, arrivano i filtri per la chat. Consentono agli utenti di trovare i messaggi, sia quelli individuali sia di gruppo, in maniera più rapida. La piattaforma ha spiegato che il ‘rollout’ della novità è partito e la nuova funzionalità sarà dunque disponibile per tutti gli utenti nel corso delle prossime settimane.
Tre i filtri disponibili, posizionati nella parte alta dello schermo: c’è l’opzione ‘Tutte’, quella attiva di default; ‘Non lette’, che mostra esclusivamente le chat non aperte e lette; ‘Gruppi’, con tutte le chat di gruppo che possano essere visualizzate separatamente dalle altre; sono presenti anche i sottogruppi delle community.
“Crediamo che i filtri renderanno più semplice organizzarsi e trovare le conversazioni più importanti, aiutando le persone a gestire i messaggi in modo più efficiente”, ha detto la piattaforma.
“E ancora da sistemare”, dice Fedez scusandosi con i figli per la mancanza dei mobili. Ma i bambini non sembrano per nulla preoccupati e come mostrano i video si aggirano per la casa e curiosano tra i vari giochi. Leone gioca con un biliardino elettrico mentre Vittoria lo guarda, poi Vittoria prova col papà una pianola. Un momento importante per Fedez, che con l’ingresso dei piccoli nella sua nuova casa comincia ufficialmente la sua vita da papà single a Milano.
E il ritorno social di Chiara
Nel frattempo anche Chiara Ferragni, che è finalmente riapparsa sui social, più sexy che mai, dopo il viaggio a Dubai con i bambini e alcuni giorni passati in famiglia con i gentori e la sorella, si è concessa un giro da single trascorrendo alcuni giorni a Venezia con le sue amiche.
La crisi dei Ferragnez
Nel mezzo di questo andirivieni super mediatico dell’ex coppia, tra Italia e America, la crisi profonda dei Ferragnez non sembra possa avere un lieto fine.
Più lontani che mai da qualche mese Chiara Ferragni e Fedez sono stati fino a poco tempo fa la coppia più bella, mediatica e invidiata dello showbiz. Dopo il primo incontro al Coachella 2016, l’influencer e il rapper hanno avuto il loro primo appuntamento in un hotel milanese nel settembre dello stesso anno e lì è partita la storia d’amore. A maggio 2017 Fedez si è inginocchiato sul palco dell’Arena di Verona, durante un suo concerto, e ha chiesto alla fidanzata di sposarlo: le nozze hanno avuto luogo nel settembre 2018 a Noto, ma già a marzo i due erano diventati genitori del loro primogenito Leone. Nel 2021 nasce Vittoria, la loro seconda figlia, e l’anno dopo Federico scopre di avere un tumore al pancreas. Chiara gli sta vicino, non gli fa mai mancare il sostegno e l’amore. A febbraio 2023 lei è sul palco del Festival di Sanremo ma il marito le ruba la scena con il famoso bacio a Rosa Chemical: da quel momento il matrimonio inizia a scricchiolare, si comincia a parlare di crisi anche se i due negano. Poi, a seguito dello scandalo del pandoro-gate, arriva la separazione confermata da Fedez in un’intervista tv. Il matrimonio è finito, il bene rimane ma la direzione della loro nuova vita sembra essere quella da separati.
I nuovi utenti di X-Twitter potrebbero pagare inizialmente un “piccolo canone annuale” per eseguire alcune azioni sulla piattaforma, come postare o rispondere ad un commento. E’ l’ipotesi ventilata da Elon Musk in risposta alla crescita irrefrenabile dei bot, i profili finti che postano in automatico.
Gli account finti che “infestano la piattaforma”, scrive Musk su X “consumano i nomi disponibili e perciò diversi spazi buoni risultano già occupati”, inoltre l’intelligenza artificiale bypassa i sistemi di verifica.
Unfortunately, a small fee for new user write access is the only way to curb the relentless onslaught of bots.
Current AI (and troll farms) can pass “are you a bot” with ease.
Quando e se la nuova regola verrà adottata, non è la prima volta che viene annunciata una novità che poi cade nel vuoto, i nuovi utenti potranno seguire altri account e visitare liberamente X ma, se vorranno pubblicare dei post, o replicare ad altri interventi, dovranno pagare. Dopo tre mesi di iscrizione, ha poi aggiunto Musk, potranno postare senza pagare il canone.
X ufficialmente ha sostenuto che solo il 5% degli utenti registrati sulla piattaforma siano bot, ma Musk ritiene che la percentuale reale sia più alta. La presenza massiccia di profili fasulli è stato uno degli elementi che inizialmente l’ha fatto tentennare sull’acquisizione di Twitter.
Pochi giorni fa il rapporto Imperva Bad Bot di Thales, ha sottolineato che il 32% di tutto il traffico internet è rappresentato da bot dannosi, sistemi automatizzati specializzati nel creare danni ai siti, truffe, disinformazione o invadere le mail di spam.
Si chiama Atlas ed è l’ultimo robot umanoide progettato dalla Boston Dynamic. La novità, rispetto ai precedenti modelli, è che questo è completamente elettrico e, secondo la società di robotica, sarà in grado di “affrontare il mondo reale”. Ma sul web molti utenti lo definiscono “inquietante”