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A Bari Laforgia e Leccese divisi al primo turno

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Non ci sarà ricucitura tra i
candidati del centrosinistra alle Comunali di Bari, Michele
Laforgia, sostenuto anche da M5s e Convenzione, e Vito Leccese,
appoggiato da Pd, Verdi e Azione: i due schieramenti andranno
divisi al primo turno. Lo hanno annunciato in una nota
condivisa: “Confermiamo – dicono – la nostra volontà di restare
entrambi in campo in vista dell’appuntamento elettorale dell’8 e
9 giugno. Anche se andremo divisi al primo turno, vogliamo
ribadire con forza che siamo entrambi dalla stessa parte,
alternativa a una destra arrogante”

   

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Bongiorno, maggioranza unita, niente carcere ai giornalisti

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Sulla diffamazione la “maggioranza è
compatta”, la questione degli emendamenti presentati dal
capogruppo di Fdi e relatore del ddl, Gianni Berrino, “è stata
superata” e il carcere per i giornalisti “è escluso”. Questo, in
estrema sintesi, quanto ha detto la presidente della Commissione
Giustizia del Senato Giulia Bongiorno al termine della riunione
dei capigruppo di maggioranza della commissione che si è tenuta
nel suo studio a Palazzo Madama. L’incontro in tutto è durato
circa mezz’ora e “nei prossimi giorni – ha detto – ci saranno
ulteriori approfondimenti” anche se si è deciso di porre “tutta
l’attenzione su titoli e rettifiche”.

   

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'La Lega ai leghisti', cresce il malcontento su Vannacci

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“L’altra volta abbiamo eletto tanti europarlamentari, visto anche il risultato che abbiamo ottenuto. Tutti gli uscenti sono di fatto ricandidati tranne chi non ha voluto ricandidarsi. Certamente c’è una precedenza per i militanti storici e i parlamentari uscenti, ci sta anche che nelle liste ci possa essere qualche esterno”. Così il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari risponde a chi gli chiede della possibile candidatura del generale Vannacci rispetto alla quale alcuni esponenti del partito, come il senatore Gianmarco Centinaio, si sono espressi negativamente. “È una valutazione che deve fare il segretario. È un’interlocuzione che hanno loro due”.

“Non ho nulla da aggiungere – commenta Roberto Vannacci -. Sul fatto che qualcuno abbia mal di pancia mi dispiace, nel senso che sono questioni interne a un partito del quale io non faccio parte. Quindi non voglio né, discutere né commentare quello che sta succedendo”.

    “Non ho mai fatto politica – ha aggiunto il generale – non sono all’interno delle dinamiche che si svolgono all’interno dei partiti e i problemi all’interno degli stessi non mi interessano. Non saprei nemmeno come interagire. Sulle valutazioni interne al partito o comunque a questa frangia politica non mi esprimo. Queste discussioni sono del tutto legittime e comprensibili ma riguardano entità delle quali io non faccio parte e, quindi, non intervengo. Secondo me sono discussioni più che legittime all’interno di una frangia politica. Per quanto riguarda invece quello che dovrò decidere, le valutazioni che sto facendo giungeranno a maturazione sicuramente nei prossimi giorni e in quel momento le renderò note”. 

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Mattarella, le diversità non si compongono con logiche scambio

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“La composizione delle diversità – è
ben chiaro a tutti – non si realizza ricorrendo a logiche di
scambio, che assicurano l’interesse di singoli o di gruppi. Un
metodo del genere rappresenterebbe la negazione del pluralismo
democratico, che ispira le nostre istituzioni repubblicane e che
Vittorio Bachelet ha sempre promosso”. Lo ha detto il presidente
della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di
intitolazione del Palazzo del Csm a Vittorio Bachelet.

   
“Nella sua azione Bachelet era guidato dalla convinzione che,
nonostante tutte le difficoltà, fosse possibile ricomporre le
divisioni, mettendo da parte gli interessi particolari e
recuperando così il senso più alto della politica al servizio
delle istituzioni – ha sottolineato Mattarella -.

   
L’intitolazione della sede del Csm a Vittorio Bachelet assume,
per questo, un grande significato: richiamare il valore del suo
impegno e seguirne l’insegnamento”.

   

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Mattarella, Carta e coesione sconfiggono chi lacera società

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“Nella logica criminale dei suoi
assassini, Bachelet rappresentava le istituzioni che
contrastavano con determinazione la violenza terroristica
utilizzando solo gli strumenti costituzionali e, insieme,
esprimeva un profondo senso della comunità e della coesione
sociale. Questi due elementi – la Costituzione e il senso di
comunità per la coesione sociale – hanno sempre sconfitto i
tentativi di lacerazione della società e di disarticolazione
delle sue istituzioni”. Lo ha detto il presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di intitolazione
della sede del Csm a Vittorio Bachelet.

   

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Molinari, Vannacci candidato? La precedenza ai militanti storici

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“L’altra volta abbiamo eletto tanti
europarlamentari, visto anche il risultato che abbiamo ottenuto.

   
Tutti gli uscenti sono di fatto ricandidati tranne chi non ha
voluto ricandidarsi. Certamente c’è una precedenza per i
militanti storici e i parlamentari uscenti, ci sta anche che
nelle liste ci possa essere qualche esterno”. Così il capogruppo
della Lega alla Camera Riccardo Molinari risponde a chi gli
chiede della possibile candidatura del generale Vannacci.

   
“È una valutazione che deve fare il segretario. È
un’interlocuzione che hanno loro due”, ha aggiunto.

   

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La Russa, Draghi ha i titoli per ambire ad ogni ruolo

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“Lui sicuramente ha i titoli per
ambire a ogni ruolo. Sulla ipotesi concreta non so dire niente e
su quello che ha detto men che meno perché non ho letto” il suo
discorso. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa
interpellato dai cronisti a Montecitorio sull’intervento di
Mario Draghi a La Hulpe e sull’ipotesi che possa essere in corsa
per la presidenza della prossima Commissione europea.

   

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Molinari sui tempi dell'Autonomia, i patti si rispettano

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“Diciamo che c’è un accordo di
maggioranza che prevede che l’Autonomia inizi la sua discussione
in Aula il 29 aprile. E noi ci aspettiamo che tutti mantengano
quello che è l’impegno assunto sia dalla conferenza dei
capigruppo, nonostante le proteste dell’opposizione, sia per
quello che è stato l’accordo tra i leader di centrodestra”. Lo
ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari
al margine di una conferenza stampa alla Camera. “Noi – ha
aggiunto – abbiamo dato il via libera in Commissione sul
premierato al Senato. I patti si rispettano”.

   

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Riforma del voto in condotta, al via tra le polemiche

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   Centrodestra e centrosinistra – nella formula del cosiddetto campo largo – tornano a scontrarsi su un classico terreno di confronto, quello della concezione del ruolo della scuola non solo nella trasmissione dei saperi, ma anche nell’educazione di bambini e ragazzi. Nell’aula del Senato è infatti arrivato il ddl Valditara sulla valutazione della condotta, in cui è stato inserito anche in Commissione con un emendamento il ritorno nella scuola elementare dei giudizi sintetici (insufficiente, sufficiente, buono, ecc) in luogo dei giudizi descrittivi.

    Il ddl mira a dare peso al voto in condotta, introducendo una casistica dettagliata. Se non si ha almeno il sette in condotta non si viene ammessi all’anno successivo o all’esame: se sulla pagella c’è un sei il ragazzo dovrà fare un elaborato di educazione civica, se il voto è un cinque, arriva la bocciatura.

    E poi anche per quanto riguarda i crediti per l’esame di Stato, occorre almeno il nove per poterli conteggiare. E così via.

    Proprio la rigidità è stata criticata dalle associazioni dei docenti e dalle opposizioni, di Pd, M5s e Avs, che prima dell’inizio della seduta hanno tenuto una conferenza stampa con Cecilia D’Elia, Luca Pirondini e Peppe De Cristofaro. “Ad un architetto o un ingegnere – ha detto in Aula la Dem Simona Malpezzi, che è una insegnante – la politica non dice cosa debbano fare, ai docenti si pretende di farlo”. Di parere opposto la maggioranza: il ddl Valditara, ha detto Carmela Bucalo, relatrice al provvedimento, “si pone come obiettivo centrale quello di ripristinare la cultura del rispetto nell’ambiente scolastico, riaffermando l’autorevolezza dei docenti e riportando serenità nei rapporti tra studenti e insegnanti”. Giulia Cosenza, sempre di FdI, chiede addirittura di inasprire il ddl bocciando gli studenti che occupano una scuola. “Una concezione autoritaria”, hanno replicato D’Elia, Pirondini e De Cristofaro.

    Ma le maggiori critiche sono piovute, sia in Aula che da parte delle associazioni, all’abolizione del giudizio descrittivo per un ritorno a quello sintetico per i bimbi delle elementari: “il primo ha detto Malezzi – è in grado di descrivere i progressi fatti nel corso dell’anno” mentre il giudizio sintetico, fotografa semplicemente il livello di apprendimento raggiunto, senza tener conto, hanno detto le opposizioni, delle disparità sociali delle famiglie. Domani il Senato voteranno gli emendamenti delle opposizioni, tra cui quelli soppressivi della norma sul giudizio sintetico alle elementari e quelli che chiedono di introdurre lo psicologo in ogni scuola.    

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Oltre 2.400 emendamenti all'Autonomia, nessuno di maggioranza

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Sono oltre 2.400 secondo quanto si
apprende gli emendamenti depositati in commissione Affari
Costituzionali alla Camera sul ddl sull’Autonomia allo scadere
del termine delle 17. Nessuna proposta di modifica proviene da
gruppi di maggioranza.

   

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