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Compratrice, terrò il Banksy danneggiato
Cambia nome e diventa Amore nel Cestino. ‘Ora è pezzo di storia’
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BANKSY: COMPRATRICE “LO TERRò ANCHE DANNEGGIATO”
LONDRA
– Nessun ripensamento da parte della persona che si è aggiudicata la ‘Bambina col Palloncino’, l’opera del misterioso e ribelle Banksy battuta la settimana scorsa a un asta di Sotheby’s per un milione di sterline, salvo finire semidistrutta da un congegno distruggi-documenti nascosto nella cornice. Lo annuncia la casa d’aste londinese, rivelando che la compratrice è una (anonima) “collezionista europea”, nonché una “cliente di lunga data”.
L’opera è stata certificata nelle nuove condizioni da Pest Control, che autentica i lavori di Banksy, ma con un titolo diverso: ‘L’Amore è nel Cestino’. La “nuova versione” – fa sapere ora Sotheby’s – sarà mostrata al pubblico nella sua galleria di New Bond Street nel week-end. La casa d’aste cita infine una dichiarazione della collezionista: “Quando l’altra settimana il martello è caduto e l’opera è stata distrutta al principio sono rimasta scioccata, ma poi ho iniziato a realizzare di essere entrata in possesso di un pezzo di storia dell’arte”. [print-me title=”STAMPA”]
Giallo Banksy dopo opera autodistrutta a Londra
Mille dubbi; writer in sala? subbi su ruolo Sotheby’s
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Giallo Banksy dopo opera autodistrutta a Londra
NEW YORK
– Giallo Banksy: a pochi giorni dall’asta di Sotheby’s, dubbi e polemiche circondano il momento in cui una macchina trita-documenti ha autodistrutto una versione della “Bambina col Palloncino” dell’elusivo writer di Bristol appena battuta per un milione di sterline. La casa d’asta sostiene di essere stata all’oscuro, l’artista, dopo aver diffuso su Instagram un video della sua ultima provocazione, e’ scomparso, non si sa chi siano il venditore ne’ il nuovo acquirente. Perfino la macchina trita-documenti ha fatto il suo lavoro solo a meta’, cosicché la “Bambina”, di cui esistono 24 versioni, e’ diventata una nuova opera unica di Banksy, presumibilmente di maggior valore. “L’urgenza di distruggere e’ in se’ un atto creativo”, ha sostenuto il writer su Instagram citando Picasso. L’artista – tra voci che l’acquirente fosse proprio lui – potrebbe essersi nascosto nel pubblico in sala: immagini circolate su Internet mostrano un uomo di mezza eta’ con gli occhiali che ha filmato la scena e che assomiglia molto a quel Robin Gunningham che gli scienziati della Queen Mary University di Londra due anni fa identificarono come il “vero Banksy”. Dichiarandosi estranea alla provocazione, Sotheby’s afferma che il quadro e’ stato acquistato “direttamente dall’autore nel 2006”. Un elemento che ha alimentato altri dubbi. Delle 25 versioni esistenti della “Bambina” soltanto quella andata all’asta venerdi’ aveva il “tritacarta” nascosto nella cornice? Ed e’ poi possibile che dopo 12 anni la pila della macchina fosse ancora attiva? Esperti d’arte hanno giudicato sospetto che Sotheby’s non abbia rimosso la pesante cornice nel processo di preparazione dell’asta. “Ci e’ stato chiesto espressamente di non farlo, ed e’ prassi comune nell’arte contemporanea che gli artisti considerino la cornice parte integrale dell’opera”, ha spiegato la casa d’aste. Certo e’ che Banksy da anni sta mettendo alla prova il rapporto tra fama, arte e mercato. Nel 2013, durante un mese a New York, allestì un banchetto a Central Park dove pochi fortunati passanti poterono comprare “finte/vere” riproduzioni di opere del writer per 60 dollari: ora ne vengono decine di migliaia. E sempre a New York l’artista offri’ al negozio dell’usato per beneficienza Housing Works la possibilita’ di mettere all’asta un insignificante quadretto con una scena pastorale che aveva acquistato per 50 dollari e ridipinto inserendoci un soldato nazista e intitolando il quadro “La Banalita’ della Banalita’ del Male”. Fu venduto online, con i proventi destinati a senzatetto e malati di Aids, per 615 mila dollari. [print-me title=”STAMPA”]